mercoledì 23 maggio 2012

LA FUTURA ECONOMIA MODERNA: UNA ECONOMIA ECOSOSTENIBILE

Anche se l’economia ricomincia a crescere, si deve basare su altri fondamenti. Al centro dell’importanza di questa nuova economia deve essere posta la natura, l’ambiente, e l’uomo. Deve essere quindi una economia ecosostenibile. Impostata sulla correttezza dei comportamenti e sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente.  La ancora attuale economia contemporanea, esasperata, basata sul guadagno ad ogni costo, soprattutto da parte delle grandi multinazionali, proiettata sul togliere i diritti ai lavoratori per raggiungere lo schiavismo e la competitività straniera mentre dovrebbero essere i mercati con troppe ore lavorative e pochi diritti a cambiare ed a lavorare di meno e con più qualità, una economia caratterizzata da speculazioni finanziarie e bancarie, dalla mentalità della finanza creativa capace di creare quei mostri dei prodotti derivati, ed una economia virtuale capace di gonfiarsi fino ad esplodere, dovrebbe tramontare per fare in modo che l’economia si evolva in una direzione più positiva, più umana e più civile. Ma fino a quando non ci sarà una coscienza collettiva delle conseguenze di una errata impostazione economica, che non considera dei valori che invece sono importanti e che non guarda al futuro con proiezione di benessere sociale, questo salto di mentalità e di civiltà non sarà possibile. L’unica ipotesi buona è che delle sopravvalutazioni e delle errate impostazioni di equilibri siano state fatte in buona fede, quindi c’è la speranza che ora si sia imparato. Ma bisognerebbe ammettere dei propri errori e rinunciare a degli interessi. Ma bisogna vedere con che ripercussioni. La fin dell’Europa? Ma perché, l’Europa non può evolversi e migliorare tutta assieme, proprio perché ci sono interessi nazionali ed europei da salvaguardare ed internazionali europei ed internazionali sui quali si potrebbe agire?
Angela Pensword 23/05/2012    


venerdì 18 maggio 2012

CRISI EUROPEA E NAZIONALE Riflessioni del 18/05/2012

Ho la sensazione che le riforme per migliorare la situazione si possano e si vogliano fare, ma che non ci sia più tempo. Forse solo a livello europeo si può ancora fare qualche cosa. Queste prossime due settimane saranno decisive. Per fine giugno l’ago della bilancia avrà preso una direzione. Se per metà giugno gli Stati nel loro interno avranno attuato le riforme necessarie a correggere comportamenti errati, e l’Europa sarà riuscita a modificare delle impostazioni ed a risolvere anche in modo straordinario un periodo di crisi eccezionale, allora l’Europa, ed anche il mondo, avrà un periodo di pace e riuscirà ad uscire serenamente dalla crisi. In caso contrario l’Europa continuerà ad avvitarsi su se stessa in una spirale che man mano le strapperà un pezzo fino a distruggerla. Non tutte le versioni di una realizzazione vengono bene al primo colpo. Ad esempio le versioni successive ad un modello di macchina apportano sempre dei miglioramenti o delle correzioni, soprattutto alla prima versione. E così sarà anche per l’Europa.
L’Europa ha un’importanza eccezionale. La sua esistenza crea un grande cuscino ed un grande polmone tra l’America e la Russia, e costituisce un punto di equilibrio all’interno delle varie forze del mondo e dei vari continenti. L’America è preoccupata della situazione europea di questi giorni, con la Grecia sull’orlo del default ed altri Stati che stanno per seguirla. Tale preoccupazione potrebbe contribuire a coinvolgere anche l’America all’interno dell’abbattimento del debito.
 Se l’Europa finisse si riformerebbero degli Stati slegati da accordi, e tali stati sarebbero ancora più in balia dell’economia esterna. Già noi Italia siamo una colonia cinese perché non siamo stati capaci di potenziare e di proteggere la nostra produzione. Solo poche aziende del made in italy si salvano. Ci sono regole, impostazioni e mentalità che dovranno cambiare all’interno del nostro Paese Italia, e ci sono regole, impostazioni, mentalità ed equilibri, che dovranno cambiare in ambito europeo.
La crisi ha evidenziato difetti e speculazioni del settore finanziario e bancario, e questo non solo a livello europeo ma anche internazionale. Basta pensare alla creazione da parte del settore bancario dei prodotti derivati. Essi sono un vero e proprio gioco d’azzardo. La mentalità economica esasperata (economia contemporanea) dovrà cambiare e trasformarsi in una economia più umana e più etica. Questo passaggio è fondamentale.
L’esasperazione economica è una causa della crisi, perché ha fatto usare male all’uomo dei mezzi finanziari che aveva a disposizione e gliene ha fatti creare altri sempre e solo con la finalità del lucro ad ogni costo passando sopra a valori e pericoli. Ma superare il limite del rispetto e dell’etica è un deficit umano e non economico. L’uomo è la causa e l’esasperazione economica ne è l’effetto.
Le idee per superare la crisi europea e per continuare a pensare europeo sono essenzialmente due dal punto di vista economico.
1)      Compensare reciprocamente i debiti ed i crediti a livello europeo. Ed anche con l’America per ciò che è possibile. Questo per tutti i Paesi europei, e non solo per la Grecia. Od anche decurtare il debito, sempre per tutti i Paesi europei, per un importo stabilito che consenta di riportarlo a termini più che accettabili.
2)      Annullare ogni tipo di contratto su derivati stipulato dalle banche con privati, aziende, ed enti pubblici. I prodotti derivati costituiscono la legalizzazione del gioco d’azzardo, che è vietato (dovrebbe). Viene da se che un contratto basato su di una cosa illegale è da considerarsi nullo. Questo per parare molti comuni ed enti pubblici che hanno stipulato tali contratti Meglio affossare le banche che affossare gli Stati.
Solo dopo avere fatto questo, che corrisponde a riparare in parte agli errori commessi, si può impostare la Banca Comunitaria Europea come la banca americana Federal Reserve, con un unico debito Europeo, continuando una gestione sana a livello nazionale ovviamente.
Una volta che si è riportato lo stato economico europeo ad un livello accettabile e si sarà superata la crisi bisognerà fare tesoro della esperienza avuta causata da malsani comportamenti dell’uomo, ed impostare la vita, la società, la politica e l’Europa su una economia e su comportamenti migliori.
Angela Pensword   18/05/2012
Copyright © AngelaPensword

PERICOLO TERRORISMO

La Cancellieri ha ragione. Il rischio escalation attentati è molto alto. L’opinione pubblica è esausta dai sacrifici richiesti (non ugualmente distribuiti anche a carico della classe politica). La pressione fiscale ha raggiunto una soglia da sarcasmo, i suicidi a causa dello zelo e dell’efficienza di Equitalia aumentano, il lavoro diminuisce sempre di più, parecchie piccole imprese ed imprenditori chiudono, quelle medie e grandi, tranne quelle patriottiche, sono migrate all’estero.
Non vi sono certamente giustificazioni per svolgere attentati di terrorismo. Ma per chi ha l’indole, l’impostazione al terrore per farsi ascoltare, la convinzione, o l’interesse a creare attività di disordine e di instabilità, la situazione di malcontento e di preoccupazione nella quale si trova oggi l’Italia è una occasione troppo ghiotta per non approfittarne. È per questo che la probabilità di un escalation di attentati criminali è effettiva, ed è per questo che è estremamente importante attuare velocemente quelle riforme e quelle iniziative che portino la società e l’opinione pubblica a guardare al futuro con positività.  
Ma analizziamo meglio il problema e dove si potrebbe agire per migliorare l’armonia sociale.
Sacrifici richiesti e politica. I partiti dovrebbero attuare subito quelle riforme che li riguardano, come il dimezzamento del sovvenzionamento pubblico ai partiti, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione degli stipendi ai parlamentari, la riforma sulla gestione del pagamento dei loro staff, una precisa regolamentazione sulla stesura e sul controllo del bilancio dei partiti, e non per ultima la nuova legge elettorale. Ciò è fondamentale per una migliore gestione dei soldi pubblici, per arginare gli sprechi della politica, per migliorare il sistema politico, per recuperare risorse economiche, e per migliorare la fiducia della pubblica opinione verso la politica e verso il futuro. Alcune di queste riforme sono state richieste subito dal governo tecnico al Parlamento, ma tra gli studi che si susseguono sull’argomento e commissioni che gettano la spugna l’argomento è sempre stato posticipato. Il fatto che queste riforme non siano ancora state affrontare dalla classe politica crea un grande squilibrio, aumenta la distanza tra politici e popolazione, ed aumenta il malcontento sociale. Attuare tali riforme potrebbe certamente riequilibrare la bilancia della giustizia e migliorare l’umore sociale.  Tali riforme andrebbero formulate ed approvate entro la metà di giugno. Tra parentesi non si tratta di sacrifici per il sistema politico, ma di giuste correzioni. Se i partiti non attuano velocemente tali riforme sono indirettamente colpevoli dell’aumento della tensione sociale.
Pressione fiscale. La pressione fiscale è troppo alta. Aumentare ulteriormente l’iva o la pressione fiscale in generale sarebbe un errore. Anzi andrebbe diminuita. Come andrebbe diminuito il prezzo della benzina. La pressione fiscale è inversamente proporzionale alla crescita.
Equitalia e sistema bancario. Prima di tutto uno Stato deve essere puntuale nei suoi pagamenti prima di pretendere puntualità dei suoi crediti. Quindi il sistema di pagamento statale dovrà certamente essere riformato come impostazione futura. Nel frattempo si possono ammorbidire delle procedure di riscossione. Equitalia è troppo esigente nei pagamenti, soprattutto in una situazione di crisi economica, ed in un Paese nel quale lo Stato paga dopo mesi o dopo anni. Gli attentati ad  Equitalia possono essere non condivisi, ma talvolta per evidenziare una problematica ignorata diventano per qualcuno atti inevitabili. Il lavoro che manca, le imprese in difficoltà, le banche che non concedono credito, lo Stato che paga dopo mesi,  sono quattro problematiche collegate che asciugano il fluire economico del denaro. In questo periodo di crisi si sono scoperti dei grandi squilibri tra Stato, imprese o contribuenti, e banche. Infatti lo Stato pretende subito ma non paga, e molti imprenditori non hanno i soldi per pagare le tasse, sono a loro volta costretti a chiedere un prestito in banca con l’aggravio dei costi dell’interesse. Questo è un sistema non corretto anche in un momento di benessere economico, in quanto crea inutile prestito di denaro. Attualmente la concessione del prestito è ancora più difficile. Le banche potrebbero avere una funzione importante nello sviluppo della crescita. In un periodo di crisi non possono continuare a ragionare come un sistema scollegato dal Paese, che fa della crisi anche motivo di speculazione. Il sistema bancario dovrebbe elargire maggiore credito e tornare a svolgere la sua funzione principale.
Lavoro. Bisogna incentivare maggiormente il lavoro delle persone e la salute delle imprese. Maggiori sgravi fiscali per le aziende che assumono, saldare i debiti che lo Stato ha verso molte aziende che hanno lavorato per il sistema pubblico statale, e ridurre la pressione fiscale sul costo del singolo lavoratore in generale, anche dei vecchi lavoratori. In questo modo la busta paga avrà una suddivisione diversa, dove lo Stato prende di meno, ma la azienda ha un minore costo che può diventare in parte maggiore guadagno per l’azienda stessa ed in parte maggiore guadagno per il dipendente stesso in busta paga. Ciò stimolerebbe la crescita e l’economia. Certo i soldi che lo Stato non incassa dalla pressione fiscale sui lavoratori, che in parte sono rivolti alla futura pensione del lavoratore stesso, dovranno essere recuperati da altre parti, quindi da minori costi e sprechi dello Stato e da una migliore gestione dei soldi pubblici. Al riguardo vi è la spending review studiata dal Governo e la futura riforma della classe politica che i politici continuano ancora a rimandare. .
Angela Pensword  

giovedì 17 maggio 2012

POLITICA SOCIETA’ E FUTURO

Moltissimi italiani sono disgustati dalla politica, da come è stata gestita l’Italia da dopo il boom economico, dai politici, e dalla mentalità di fare politica. Se i partiti non dimostrano subito di cambiare, alle prossime elezioni politiche verranno spazzati via dall’astensionismo e dai voti di protesta. Ma per dimostrare di essere cambiati dovrebbero fare subito quelle riforme strutturali della politica che da troppo tempo rimandano, come la riduzione degli stipendi, la riduzione dei parlamentari, una seria e valida ristrutturazione delle spese parlamentari e della gestione degli staff, una drastica riduzione del sovvenzionamento pubblico, e la riforma elettorale.
Il risultato delle amministrative dovrebbe portare i partiti a velocizzare l’iter di tali riforme le quali sono fondamentali per riacquistare il consenso dell’elettorato e per migliorare l’umore sociale. Mettere in discussione il Governo Monti, o la capacità di dialogo all’interno dell’ABC, sarebbe un errore. Ciò che i partiti devono mettere in discussione è ciò che non è stato fatto politicamente prima del Governo Monti, nel vedere e nell’affrontare i problemi, nell’impostare strategie politiche ed economiche, e nel non proteggere l’economia e l’agricoltura italiana dall’invasione dei prodotti esteri.
Se i partiti imposteranno la prossima campagna elettorale senza avere prima fatto le riforme del sistema politico, senza proposte e programmi validi, e finalizzata solo contro Grillo, si scaveranno ulteriormente la fossa con le proprie mani. Oramai la coscienza cittadina è troppo forte per non usare la testa con indipendenza. Il fatto che l’elettorato non sia più gestibile ed indirizzabile è un qualcosa che spaventa i partiti classici, perché si trovano spiazzati. Ecco che quindi devono prendere delle iniziative per migliorare se stessi. Ed ecco che la crisi che ci ha colpito, economica, nazionale, internazionale, e politica, serve a migliorare la politica e quindi la società ed assume un valore positivo. 
Questo è un periodo difficile per la classe politica. Le persone oramai pretendono dei risultati e dei comportamenti nuovi, insieme ad una nuova mentalità. Siamo in un periodo di svolta epocale nel modo di fare politica. E di questo dobbiamo ringraziare proprio la grande crisi economica ed europea, che oltre a mettere in crisi l’economia, i posti di lavoro, e gli Stati, ha messo in crisi anche le nostre consuetudini e convinzioni, costringendoci a pensare, a giudicare, ed a pretendere. Se riusciamo a sopravvivere a tutto questo, ed a portare una mentalità migliore in ogni nostra forma di espressione, politica compresa, anche il mondo sarà migliore.
Angela Pensword 15/04/2012

martedì 15 maggio 2012

GRECIA VA A NUOVE ELEZIONI

Certo la notizia della Grecia non ci voleva. I mercati ne hanno subito risentito. Del resto, se avessero formato un governo e questo governo fosse cascato dopo un paio di mesi sarebbe stato altrettanto negativo. La Grecia si dovrebbe rendere conto dell’importanza di rimanere in Europa e dell’importanza dell’Europa stessa. E l’Europa nel suo insieme, e non solo relativamente alla Grecia, dovrebbe avere un atteggiamento più morbido riguardo il rigore ed il pareggio di bilancio, favorendo maggiormente la crescita. E soprattutto l’Europa, nel suo insieme, si dovrebbe rendere conto che è ora di fare delle modifiche a livello europeo.

GERMANIA: elezioni del Nord Reno Westffalia. CROLLO del CDU

Il fatto che in Germania il partito di maggioranza di Angela Merkel abbia perso consenso è una buona notizia. È capitato nelle elezioni del Nord Reno Westfalia del 12-13/05/2012 ma è indice di un orientamento che sta cambiando e di una scelta che non premia il partito CDU. Anche se il Cancelliere tedesco Angela Merkel, prendendo comunque atto del risultato, non modificherà sostanzialmente la sua politica del rigore, non potrà non considerare anche una linea più morbida. Questo fatto può riequilibrare la diversità di veduta tra gli Stati europei nell’impostazione rigore-crescita, soprattutto dopo il risultato della Francia, portando comunque un giovamento nelle future comunicazioni ed impostazioni europee.

Amministrative 2012: IL PD TIENE

Nelle amministrative di maggio 2012 il PD tiene meglio degli altri partiti. In effetti Bersani sta facendo un buon lavoro, con equilibrio e coerenza. Inoltre il PD è stato l’unico partito a proporre subito il dimezzamento del sovvenzionamento ai partiti. Bersani, insieme ad altri esponenti di altre forze politiche, con il suo comportamento sta dando stabilità al Paese. La sua apertura ai moderati di altri partiti, ancora non ascoltata, può risultare in futuro la carta vincente e rappresentare un polo di moderati spostato a sinistra nel quale in questo momento molti si potrebbero riconoscere. Ma questo è ancora un campo ipotetico.
Angela Pensword