sabato 18 febbraio 2017

LA SCISSIONE NEL PD è NECESSARIA

Come in una coppia, quando si hanno idee diverse e si litiga in continuazione, la soluzione migliore è la separazione, lo è anche nei partiti. Nello specifico vedo la scissione del pd come un evento positivo sia all’interno del pd e sia all’esterno, per la politica e per l’Italia.
Premesso che andare avanti come si è fatto finora in questo partito non è più possibile, dato che quando un coniuge trama alle spalle è meglio metterlo fuori dalla porta che tenerselo a casa, bisogna dire quindi che il primo miglioramento che si avrà dopo la scissione della minoranza dem sarà in termini di velocità e chiarezza nella gestione del pd (che non dovrà mai prescindere da un dialogo e confronto costruttivo nel rispetto delle opinioni diverse, altrimenti si diventerebbe come un’altra attuale espressione politica). Inoltre … bisogna dire anche che la migrazione della minoranza pd in un movimento esterno al pd porterebbe alla formazione di una nuova parte maggiormente a sinistra (pare), che potrebbe prendere parte dell’elettorato deluso e scappato (così dicono), con l’effetto di indebolire le altre minoranze. Già a desso la minoranza pd è unita con le altre minoranze (sel, ecc., e con il M5S anche se non è una minoranza). Sarebbe sempre un gioco tra minoranze, solo con l’aggiunta di una nuova minoranza. In realtà non cambierebbe niente, si avrebbe solo una maggiore chiarezza, un asse, più a sinistra. … Certo il pd perderebbe una sua parte ma potrebbe crescere maggiormente. Fino a quando l’elettorato vede un partito diviso scappa o non si iscrive. Inoltre, la permanenza di alcuni Jurassici è un forte deterrente alle iscrizioni. Non mi riferisco a Bersani, che a modo suo cerca di fare una buona politica, ma a qualcun altro del periodo del Jurassico. Bisogna tagliare i rami secchi per far sviluppare le gemme. In più, pensando all’elettorato in generale, a quello deluso, 
non necessariamente legato ad una destra o ad una sinistra ma unito su obiettivi comuni, che vorrebbe una buona politica (su ambiente, cultura, economia, turismo, immigrazione, gestione e soluzione dei problemi), allora si potrebbe venire a creare la possibilità per il pd di crescere assorbendo elettorato, o la possibilità della formazione di una coalizione che si trovi unita su tali obiettivi, portando il Paese verso una maggiore stabilità. … Il centro desta FI (altri Jurassici) e la destra, proseguiranno per a propria strada. … Forse, la scissione della minoranza dem, con la crescita del pd, il posizionamento degli estremi agli estremi, è l’unico modo per evitare che il M5S e gli estremismi governino prossimamente l’Italia. … Nel pd ci sono due anime, e come ho detto prima è giusto che ognuno segua la propria. … Il dialogo ed il rispetto, nella ricchezza della diversità di opinione, sono alla base della democrazia. … Purtroppo, in generale, per l'Italia, con questo clima politico litigioso e di rabbia, dove ognuno pensa alla propria parte e tasca, dove tutti sono avvinghiati alla poltrona, e dove manca una visione collettiva e lungimirante (a parte qualcuno ovviamente) … non ci vedo niente di buono. … 
Ps. Il problema è la data del Congresso? Si potrebbe pensare che, forse, posticipare il Congresso serva solo alla minoranza per aggiustare meglio le file e continuare a minare il terreno. Maggiore ragione per la maggioranza pd per non rimandarlo, comunque vada. In più, perché le telefonate per convincere la minoranza a restare? A che serve la coabitazione forzata? Forse Renzi inizia a non avere più tanta fiducia in sé e nel pd? ... Personalmente non vedo l’ora che ci sia questa scissione. … (Tanto, comunque, l’Italia è ingovernabile anche adesso). … 

Società bullismo e Cyberbullismo

Dalla trasmissione radiofonica AD OCCHI APERTI puntata 2 del 14 febbraio condotta da Angela Pensword su SOCIAL WEB RADIO con la partecipazione del sociologo e blogger Luca Scialò.

Di angela Penword

Società, bullismo e cyberbullismo

Che cosa è il bullismo? ... molto in breve ...  
Il bullismo è un fenomeno sociale negativo. Consiste in una serie di azioni, violente, vessatorie ed intenzionali, (fisiche, verbali, o psicologiche), reiterate nel tempo, compiute da parte di una o più persone, identificati come bullo o bulli, contro una o più persone considerate più deboli, identificate come vittima o vittime. 
Vi sono più soggetti, più attori che fanno parte della scena: il bullo, i complici (branco), gli spettatori (indifferenti), e le vittime. Ma il bullismo può essere attuato anche da una sola persona nei confronti di un'altra, cioè, nel bullismo può esistere anche un rapporto a due soggetti. 
Le azioni negative e vessatorie possono consistere in aggressioni fisiche, verbali come offese, parolacce e insulti, diffamazioni e derisione, o psicologiche, quindi le precedenti, ma anche l'esclusione dal gruppo. 
Il termine bullismo fa riferimento specificatamente all'ambiente scolastico ed all'età giovanile. 
Quando lo stesso comportamento o simile, ripetuto nel tempo e vessatorio, avviene in un altro contesto per età e luogo, vengono utilizzati altri termini. Si parlerà di moobing in ambito lavorativo, e di nonnismo nell'ambito delle Forze Armate. Quando queste azioni avvengono attraverso gli spazi cibernetici (quindi web: posta elettronica, social network, chat, blog, forum),  si parlerà di cyberbullismo. Il bullismo ed il cyberbullismo sono un fenomeno sociale in crescita, e per gli psicologi si tratta di una vera e propria emergenza. 
E' molto importane intervenire per tempo perché il bullismo ha delle conseguenze devastanti per chi lo subisce. Un recente studio ha dimostrato che i bambini che sono stati oggetto di bullismo sono più a rischio in età adulta di sviluppare PSICOSI, DEPRESSIONE, E DIPENDENZE. Un ulteriore studio recente ha dimostrato un collegamento tra chi è vittima di cyberbullismo e 

Per approfondimento dell'argomento, sullo studio condotto dal gruppo di ricerca finlandese, sui campanelli di allarme, sull'importanza della scuola, segnalo il podcast AD OCCHI APERTI puntata 2 bullismo e cyberbullismo su SOCIAL WEB RADIO 

Si ringrazia il sociologo e Blogger Luca Scialò per la disponibilità e per la partecipazione.
lucascialo.altervista.org 



Società sociologia e evoluzione

Dal programma radiofonico AD OCCHI APERTI puntata del 7 febbraio 2017 su SOCIAL WEB RADIO condotto da Angela Pensword con la partecipazione del sociologo e Blogger Luca Scialò.

Di Angela Pensword

La società siamo noi …

La società è un insieme di individui che interagiscono tra loro in base a delle regole e consuetudini ben precise. Basta pensare alle strisce pedonali sulle quali dobbiamo passare per attraversare le strade, o ai semafori, per avere un esempio di regole comportamentali che si è dato l’uomo nel suo vivere in società. L’organizzazione, è ciò che contraddistingue una società da un semplice insieme di individui. (foto pixabay). 

La sociologia è quella scienza che studia il comportamento e l’espressione umana all’interno della società. Riguarda tutti gli aspetti, dall’interazione, alla comunicazione, all’urbanistica. 
Ma cosa contraddistingue una società da una comunità? In senso ampio per società umana si può intendere anche l’intera umanità. Quindi la società è un insieme di individui anche diversi tra loro per caratteristiche o tratti identificativi culturali, linguistiche, o altro, che condividono un luogo come gruppo di vita, ed interagiscono tra loro in base ad una organizzazione. La comunità indica sempre un insieme di persone, ed un luogo di riferimento, ma gli individui che la formano sono accomunati da tratti identificativi comuni più forti, come ad esempio la lingua, la religione, ed altro. Si dice infatti la comunità dei cinesi, la comunità dei valdesi, e così via, Si dice invece la società cinese per indicare l’organizzazione della Cina e gli individui che vi abitano. Il termine società è più ampio. Chi ha fatto uno studio specifico sulla sottile differenza tra società e comunità è Ferdinand Tonnies, sociologo tedesco (1855-1936), che nel 1987 pubblicò Gemeinenschaft und Geselschaft, Comunità e Società. Il progresso e l’evoluzione dei mezzi dell’uomo adesso ha creato altri luoghi, non più reali ma virtuali, all’interno dei qual gli individui accomunati da un interesse o da caratteristiche, si incontrano, gli spazi cibernetici appunto. 
È giusto identificare un branco di lupi come una società animale? Mi vengono in mente i fenomeni di bullismo, nei quali un branco di uomini, ragazzi, compie spesso atti vessatori nei confronti di un proprio simile. Ma almeno i primi, i lupi, lo fanno per un motivo, il cibo. I secondi, i giovani, lo fanno spesso per noia. Dove è l’evoluzione umana mi domando allora? Che cosa può fare la sociologia per accompagnare e stimolare l’uomo nel suo percorso evolutivo? Ecco che allora la sociologia ha un ulteriore importanza, che non si limita allo studio del comportamento umano nelle sue interazioni ed espressioni sociali, quindi in modo passivo ma sempre comunque riflessivo e stimolante, ma acquista anche un importane valore aggiunto, divenendo attiva come azioni nella società o come indirizzo. Si arriva alla sociologia applicata.


Per approfondire il discorso su: quando è nata la società, la storia della società, l’evoluzione della sociologia dai padri fondatori,  i vari studi di sociologia, la funzione della sociologia all’interno della società e della evoluzione umana, l’importanza della scuola, cenni sul bullismo, ci potete collegare al podcast AD OCCHI APERTI puntata 1 società sociologia e evoluzione 

Si ringrazia per la disponibilità e partecipazione il sociologo e Blogger Luca Scialò. 



sabato 31 dicembre 2016

TREGUA IN SIRIA E QUESTIONE MEDIO ORIENTALE

Il 29 dicembre 2016 è un giorno molto importante per la Siria e per il mondo. Dalla mezzanotte locale è entrato in vigore il cessate il fuoco di una guerra che va avanti da più di sei anni, che ha fatto centinaia di migliaia di vittime, e che esprime equilibri e disequilibri, interessi e contraddizioni, visioni e contorsioni dell’uomo contemporaneo, e tassello di uno scacchiere sia medio orientale e sia mondiale.  La tregua è tra il regime istituzionale siriano ed i ribelli, è stata siglata dalla Russia e dalla Turchia, che se ne sono rese "garanti", accettata dall’esercito siriano e dalle fazioni ribelli ad eccezione dei gruppi facenti capo alle due frange terroristiche appartenenti all’IS e alla branca siriana di Al-Qaeda. Difatti, anche dopo il cessate l fuoco, non sono mancati dei momenti di combattimento. Se tutto procede come stabilito, in gennaio, ad Astana, capitale del Kazakistan, si svolgerà l’incontro che esprimerà l’inizio di un percorso di pace, incontro al quale potrebbero partecipare, oltre alla Russia ed alla Turchia, anche Arabia Saudita, Qatar, Egitto, Giordania e Iraq. Quanto avvenuto è molto importante per un discorso di pace mondiale. La guerra in Siria non è solo della Siria, ma del Medio Oriente (che ha comunque altri focolai ed altri motivi di conflitto), e di tutto il mondo. Basta pensare a dove si trova la Siria e a quali sono i suoi Paesi confinanti, e a quanti e a quali aspetti esprime e coinvolge quel  mondo. Trovo molto interessante l'intervista al Presidente siriano Assad dall'inviato Leonardo Panetta su Tgcom24 . Nell'intervista il Presidente della Siria Assad compie un’analisi semplice e chiara, ed evidenzia degli importanti concetti. Intanto afferma che “Non si può dire che la guerra sia finita fino a quando sono presenti i terroristi in Siria”. I terroristi godono di supporti esterni, che provengono da Turchia, Katar, Arabia Saudita, e da diversi paesi occidentali. “Se i terroristi non avessero dei supporti esterni sarebbe molto facile debellarli del tutto.” Ci fa notare quanto sia “Importante confrontarsi con l’ideologia per sconfiggere il terrorismo”. Si tratta delle ideologia wahhabita. Assad evidenzia, nell’intervista, le gravi contraddizioni dell’Europa nel contrastare il terrorismo. Alla domanda su come vede l’insediamento del nuovo Presidente degli USA Trump rimane prudente, ma è ottimista, perché  “Se i rapporti tra USA e RUSSIA migliorassero davvero si avrebbe un risvolto positivo anche per i Paesi medio orientali, tra cui la Siria”. Anche se non viene espressamente detto nell’intervista, bisogna riflettere sul fatto che una situazione più equilibrata e di sviluppo in Medio Oriente porterebbe anche ad una parziale soluzione naturale della questione migratoria dei popoli che stanno lentamente e pacificamente invadendo l’Occidente.  Ma la tregua è fragile in Siria, e questo non perché sia appena nata o perché ci sono già dei piccoli focolai di non rispetto al cessate il fuoco, ma perché la tregua, come la reale fine della guerra e l'avvio delle effettiva risoluzione della questione Medio Orientale e della lotta al terrorismo, è soggetta non solo alle vicissitudini ed alla volontà interne di un popolo, ma anche alla volontà ed agli interessi ed agli equilibri internazionali. Tutto il mondo, Europa, Asia, Russia, America, e lo stesso Medio Oriente, sono corresponsabili di come sono andate le cose finora, nel male e nel bene, e corresponsabili del futuro e dell'evolversi della questione siriana ma anche medio orientale, quindi non solo di ciò che avverrà nel Medio Oriente, ma anche di ciò che dal Medio Oriente avverrà all’interno dell’Occidente. Molto interessante e da leggere anche l'articolo di Guido Olimpio L'ora della Pax Putiniana se lo Zar ridisegna la Siria su Il Corriere del 29 dicembre 2016, nel quale Guido Olimpio compie un’analisi sulla scacchiera mondiale degli equilibri, e mostra di come Putin, da abile giocatore quale è, sappia fare bene le proprie mosse. Resta una domanda: all’America, o meglio ad alcune lobby americane, andrà bene un nuovo equilibrio nel mondo? L’anno si chiude con una speranza di pace. Speriamo non venga disattesa. La strada è lunga e le cose da fare sono molte, in un percorso mondiale condiviso. 

Brevi cenni storici sulla guerra siriana e riflessioni:
la guerra civile siriana inizia nel 2011 quando, all’interno del più ampio movimento della “Primavera Araba” si venne a creare un attrito tra la struttura istituzionale monopartitica del Partito Bath e la popolazione. All’interno della spontaneità della primavera araba, come in Siria così anche in altri posti, per una questione di lotta di potere e di gestione e visione della società, si inserirono movimenti estremisti islamici che presero il sopravvento all’interno dei combattenti ribelli, si stima che siano arrivati a costituirne il 75%, denaturando l’iniziale leggerezza ed animo della primavera araba. Tali gruppi fondamentalisti, di stampo salafita, avevano come principale obiettivo l’instaurazione della Sharia. Ecco che si arriva ad uno scontro di culture, di impostazioni, di equilibri, e sia all’interno dei paesi medio orientali, e sia di riverso nel mondo occidentale, acutizzando problematiche e disequilibri già esistenti,  interne ed esterni al mondo medio orientale. Difatti la diversità di cultura e di religione tra medio oriente e occidente c’è sempre stata, come forme di sfruttamento e di intromissione, e come problematiche irrisolte. In ambito internazionale ONU si arriva ad una spaccatura nella gestione della situazione. USA, Francia e Inghilterra sostengono i ribelli, mentre Russia e Cina sostengono sia militarmente che diplomaticamente il regime di Assad. È grazie a questo aiuto che il governo istituzionale riesce, anche se con fatica e metro su metro, a riconquistare le città ed il terreno perso. Tra queste, Aleppo. La Russia, con Putin, ha quindi un ruolo fondamentale per lo svolgimento del conflitto siriano, ed anche per la firma della tregua e del futuro processo di pace.  Ma la sconfitta progressiva dei ribelli oramai estremisti non è solo merito della Russia. Già nell’estate del 2014, con l’avanzata del Califfato Islamico tra la Siria e l’Iraq, gli USA dovranno fare delle scelte. Non si può non ricordare l’importanza rivestita dalla città di Kobane, e la pazienza di questa città all’interno di una guerra troppo troppo lenta.  Si arriva alla formazione di una coalizione internazionale composta da 11 Paesi occidentali, tra i quali Italia e USA. Gli USA danno la priorità al contrasto al terrorismo dello Stato Islamico, tanto che Obama non escluderà la possibilità di interventi anche sul suolo Siriano, anche se paradossalmente potrebbero aiutare il regime di Assad. Nell’evolversi della situazione si può vedere come i “buoni”, che inizialmente erano i ribelli, sono poi diventati i “cattivi”, e come i “cattivi”, che era il regime di Assad, siano poi diventati i “buoni”. Ciò dovrebbe far riflettere (ma c’è chi non impara mai) che non tutto è prevedibile all’interno di una programmazione o di una manipolazione, e nemmeno nell’evolversi spontaneo di una situazione.  Forse, tale situazione siriana e la sua gestione, rientrano inconsapevolmente in un disegno di gestione del mondo o parte di esso, ed è il residuo di una mentalità da “guerra fredda”, nella quale ad avere la meglio tra i due litiganti si rischiava che fosse il terzo litigante, ossia l’estremismo islamico. Ed è contro tale nemico che bisognerebbe focalizzarsi. Ma capendo molte cose.  In conclusione, si può vedere come la primavera araba abbia preparato il terreno ad un proliferare dell’estremismo ed alla necessità di interventi internazionali anche occidentali sul suolo medio orientale per contrastare il terrorismo. Ma siamo sicuri che il modo sia proprio questo per contrastare il terrorismo, o forse l’occidente dovrebbe fare una seduta collettiva di psicoanalisi e decidere di modificare anche altri fattori, come suggeriti dagli spunti del Presidente siriano Assad durante l’intervista su tugcom24? Ora, non rimane che ricostruire, e sperare che il mondo mediorientale prosegua in un percorso di maggiore democrazia ma anche di maggiore equilibrio e sviluppo interno, all’interno di un percorso di pace, con beneficio globale. (Fonte sui cenni storici Wikipedia).





IL VOLO DEL FALCO

(Dall'altro mio Blog CambiaVersoAnzio) 

SACIDA UN TERRITORIO DISORDINATO SPETTINATO INCOMPIUTO DAL GRANDE SAPORE AGRICOLO.
                                                       
IL VOLO DEL FALCO 

A fine marzo sono andata con un amico del Comitato per Lavinio per effettuare un sopralluogo in zona Sacida e Cavallo Morto. È una zona che non conoscevo per niente, ma della quale avevo sempre sentito parlare. Si trova nel comune di Anzio, ed è compresa tra la via Nettunense e  il Sito di Interesse Comunitario Macchia della Spadellata, in un’ampia zona agricola. Angelo, il mio amico, mi ha chiamato perché vuole evidenziare le problematiche che affliggono il territorio nel quale vive, alle quali io, in quanto blogger ed attraverso i giornali locali, dovrei dare diffusione . Ed io, sia per attività e sia perché interessata a conoscere parti nuove del territorio, ho accettato. Ho spiegato ad Angelo che “oggi è stato il primo volo del falco”. All’inizio si può (e si deve) avere solo una panoramica generale della zona, “poi ci poggeremo sui vari rami e sui vari luoghi”. L’impressione che ho avuto dopo questo primo sopralluogo è che Sacida è un territorio disordinato spettinato incompiuto ma dal grande sapore agricolo. Le problematiche evidenziate da Angelo si possono riassumere in tre argomenti principali: la manutenzione delle strade, la presenza di lotti di terra abbandonati, l’urbanistica, ma il macro concetto espresso da Angelo è che Sacida è un territorio abbandonato dalla classe politica locale, che viene vista dalla maggior parte degli abitanti del luogo come assente nella soluzione delle problematiche della zona. Per Angelo il territorio di Anzio è tutto legato, dal centro storico alle periferie, che andrebbero tutte rivalutate e che presentano spesso problematiche comuni. Sono rimasta colpita dall’energia di questo mio amico, che ama il luogo nel quale vive ma anche tutto il territorio di Anzio in genere, e che vorrebbe migliorare le cose con la semplicità del singolo e del giusto. Come sono rimasta colpita sia delle problematiche della zona, e sia dalle caratteristiche naturali. Mentre passeggiavamo  lungo le strade del quartiere  sentivo nell’aria il profumo dei fiori e gli odori spontanei del bosco. Immagini e odori che ricordano altri tempi, semplicità di case dotate di terreno ed orti che mi trasmettono serenità ed autenticità, al contrario invece del frenetico mondo moderno al quale sono abituata, fatto di corse e di guerre. Secondo Angelo tutti quei lotti di terra abbandonati e non edificabili costituiscono un ostacolo allo sviluppo della zona. Mentre lo ascoltavo avevo invece il timore che rendere edificabili tutti i lotti di terra presenti in zona Sacida ed attualmente bloccati possa contribuire ad una cementificazione ulteriore del territorio di Anzio ed a snaturare le caratteristiche della zona rendendola amorfa ed impersonale come ve ne sono molte altre. Ma parlando meglio con Angelo, e guardando alcuni di quei lotti, mi sono resa conto che forse ha ragione lui, e che rendere edificabili almeno quelli lungo le strade principali della zona possa  servire ad una rivalutazione urbanistica, sociale ed economica della zona. Ma bisognerebbe attuare dei criteri sia all’interno dei lotti, e sia a livello di territorio Sacida generale. Tornerò presto in zona Sacida, per posarmi su dei rami, approfondire dei discorsi, e capire più cose. Ma già da oggi c’è una cosa che mi è chiara e che a mia sensazione è importante, ed una domanda che mi frulla in testa ed alla quale voglio trovare una risposta: Come fare per salvaguardare la bellezza della campagna  e attuare contemporaneamente la rivalutazione urbanistica ed abitativa di quella zona? Certamente la rivalutazione di Sacida deve passare per una riqualificazione urbanistica, per la presenza costante di una buona gestione politica del territorio, e per la soluzione dei problemi atavici, ma anche per la valorizzazione delle potenzialità, caratteristiche e spontaneità della zona, agricole e naturali. Forse è proprio questo il punto di volta, il modo per qualificare questa periferia: In pratica creare una specie di polo agricolo, con la possibilità e prospettiva di posti  di lavoro. Produrre prodotti tipici mediterranei e della zona, e del made in Italy. La zona Sacida, che potrebbe diventare una piccola isola felice sul territorio, abbinando rivalutazione urbanistica, edificabilità di alcuni lotti, maggiore manutenzione delle strade, controllo del territorio, decoro, e sviluppo commerciale, e realizzazione in luogo di servizi, non dovrebbe però mai prescindere dal dedicare una grande percentuale dello sviluppo della sua terra all’attività della agricoltura e della tutela dell’habitat naturale. Questo fatto proprio perché la zona Sacida è nata da un processo di abusivismo, in prossimità di un territorio riconosciuto come S.I.C. (sito di interesse comunitario) per caratteristiche storiche e naturali. Tali caratteristiche e la vicinanza ad una zona SIC dovrebbero essere un valore aggiunto e non un problema. (Per attuare un lancio della produzione agricola di Sacida bisognerebbe però prima anche bonificare quella parte di terreni limitrofi sui quali pendono ipotesi e certezze di inquinamento. La zona è purtroppo anche un territorio violato. Nel corso del tempo  i terreni vicino a Colle Rotondo sono stati utilizzati come luoghi di discariche, talvolta anche di materiali tossici, questi ultimi pare già rimossi). In conclusione la zona Sacida necessita comunque di una valorizzazione e regolamentazione, in quanto nucleo abitato, e che si sblocchi una situazione urbanistica che è ferma da anni tenendo però conto sia delle esigente umane e sia delle esigenze ambientali (e dei profumi che si respirano nell’aria). Una riqualificazione senza criterio porta da un campo di erba incolto ad una società incolta da un punto di vista sociale, ambientale, ed urbanistico. Pensando sempre ad una rivalutazione di Sacida  non si può scordare l’importante ruolo che possono rivestire i siti archeologici presenti nel territorio di Anzio. Nelle vicinanze è presente l’importante sito di Colle Rotondo, in zona cavallo Morto è stata rinvenuta una necropoli, e in località Spadellata sono stati rinvenuti altri reperti. La rivalutazione e promozione dei siti archeologici presenti sul territorio di Anzio rientra in un discorso riabilitativo per tutto il territorio di Anzio, e quindi anche per Sacida. (Bisogna ricordare che la zona è soggetta ad un Piano di Recupero Nuclei Abusivi  che forse prossimamente giungerà a definizione diventando operativo). 


Angela Pensword - marzo 2016 

lunedì 26 dicembre 2016

ATTENTATO DI BERLINO

Il 19 dicembre 2016 un terrorista convertito alla causa dell'IS compie un attentato a Berlino, introducendo a tutta velocità un camion tra le bancarelle del mercatino di Natale. 12 i morti e 56 i feriti. Tra le vittime anche una nostra connazionale, Fabrizia Di Lorenzo, giovane ragazza di 31 anni della quale ci sono stati il 26 dicembre i funerali a Sulmona. L'attentatore, Anis Amri, in uno scontro fortuito con la polizia italiana, è stato ucciso a Sesto san Giovanni il 22 dicembre. Cosa era andato a fare l'attentatore Sesto san Giovanni? Forse un altro attentato, forse contatti, o forse era solo di passaggio. Nel caso l'attentatore avesse pianificato un altro attentato da compiere nella città milanese la meta più probabile sarebbe potata essere Via Montenapoleone (riflessione personale), dato che è identificata come la via internazionale dello shopping. Già nei giorni precedenti in alcune città italiane sono state posizionate delle barriere in cemento con funzione anti camion presso i loghi sensibili a tale tipo di attentato. Purtroppo non si può arginare ogni modalità di attacco. In ogni caso la corsa di Anis Amri termina a Sesto san Giovanni. Resta il fatto che 12 vite innocenti sono state spezzate.

Angela Pensword 27/12/2016

Precipita un aereo militare in Russia

Natale è stato colorato di una brutta notizia. Un aereo militare russo è precipitato in mare dopo il decollo.  Il veivolo era appena ripartito dall'aeroporto di Sochi, dove aveva fatto scalo per fare rifornimento. L'aereo proveniva da Mosca ed era diretto in Siria, per preparare le celebrazioni di Capodanno in una base aerea presso la quale la Russia ha dislocato alcune truppe dell'aviazione. Nessun superstite. A bordo vi erano 92 persone, delle quali 64 musicisti del Coro dell'Armata Rossa, 9 giornalisti, ed alcuni soldati. A bordo vi era anche Elizaveta Glinka, una figura particolare, molto attiva in campo sociale ed umanitario, che era stata premiata solo pochi giorni prima dal Presidente Putin per l'impegno svolto. La Dottoressa Elizaveta Glinka era fondatrice e Direttore esecutivo della fondazione di beneficenza "Fair Aid". La pista terroristica è stata da subito scartata, come l'errore umano, mentre si ipotizza un problema tecnico. Vi sarà una Commissione d'inchiesta sull'accaduto, guidata da Dmitri Medvedev, primo Ministro di Vladimir Putin.