domenica 30 ottobre 2011

IL DOPO LETTERA: CONSIDERAZIONI DEL 28/10/2011




Qua la situazione è grave. Ci vuole una proposta che metta d’accordo: sindacati, CONFINDUSTRIA, opposizione, esecutivo, ed Europa. Le modalità con le quali verranno attuate le iniziative di risanamento proposte possono essere la chiave di collegamento tra le parti. Per concetto: la modalità con la quale si attua una iniziativa esprime il contenuto della iniziativa stessa.
Si può esprimere la stessa iniziativa anche con due o più modalità diverse. Ad esempio: se Alfa vuole andare al mare a piedi, e Beta vuole andare al mare in macchina, entrambi andranno al mare con una propria modalità, ma la modalità di Beta è migliore (a meno che non ci sia un ingorgo di traffico!).
La “Lettera” d’intenti portata all’approvazione della Commissione UE a Bruxelles il 26/10/2011 da Berlusconi, ed approvata dalla stessa Commissione, è e rimane una lettera. Ed in quanto lettera è sia tecnica che vaga e nebulosa nelle modalità di attuazione, e mancante di quel collante e di approfondimenti importanti.
Contiene sia spunti strutturali interessanti che costituiranno un effettivo abbattimento di costi dal momento in cui questi spunti verranno attuati in poi, quindi anche a lungo termine, e che non costituiscono solo un battere di cassa. Mi riferisco all’abbattimento dei costi della politica ed esattamente alla “riduzione significativa del numero dei parlamentari” (inserita all’interno del cap. B punto “i” della Lettera a pag.11). Bisogna però considerare che con un po’ di sforzo i costi della politica da abbattere sono anche altri che non sono minimamente menzionati né all’interno dello stesso punto “i”, e né all’interno del tema di “una finanza pubblica sostenibile” (cap. C). Mi riferisco ad una seria riforma del sistema pensionistico dei politici per abbattere i costi della politica. Questa potrebbe essere una iniziativa da inserire e da attuare. Sono certa che maggioranza ed opposizione e tutti i politici troveranno un accordo unanime (nel non farla). 


venerdì 28 ottobre 2011

LETTERA A BRUXELLES

Abbiamo avuto l’approvazione dalla UE sulla “Lettera d’intenti per la soluzione della crisi” presentata il 26/10/2011 da Berlusconi a Bruxelles. L’approvazione è di per se un fatto positivo a livello di unione e stabilità europea, ma potrebbe rimanere solo come un ricordo nei prossimi giorni. Intanto perché non è detto che questi provvedimenti siano sufficienti ed esaustivi a superare la crisi, o che si riesca a farli tutti, o che si debba fare solo questi senza farne altri, altri che contribuiscano ad un miglioramento più equo della situazione e delle problematiche in Italia. Insomma non basta dire che si vuole migliorare, ma bisogna anche mettere in pratica i fatti, come richiesto ora dalla Commissione UE.
Ma il percorso per l’esecutivo ora è ancora più difficile data la rabbia che la “Lettera” ha provocato nei sindacati e nella opposizione. La situazione è veramente critica. Ora più che mai c’è bisogno di una unione costruttiva tra le forze politiche, invece che beghe scontri insulti e provocazioni varie alle quali assistiamo tutti i giorni. Ci vuole una unione che esprima maturità politica, basata sul rispetto sulla educazione e sull’ascolto reciproco (fantapolitica per alcuni!). Un’unione costruttiva che porti a prendere il meglio delle proposte da ogni schieramento, confrontandosi nella diversità di pensare ed affrontando i problemi italiani. Affermare che tutto ciò che propone la maggioranza sia sbagliato, o che tutto ciò che propone la opposizione sia sbagliato è un concetto riduttivo ed immaturo. Spero, e sono convinta, che questa Lettera venga ampliata e farcita nelle sue direttive di modalità operative migliori, proposte o dalla maggioranza o dalla opposizione. Alcune intuizioni sono molto buone, quali la riduzione della spesa della politica, altre invece sono mozze di una contropartita positiva, e per questo inadeguate, quali la maggiore facilità nel licenziamento.
Berlusconi e l’esecutivo hanno la possibilità di fare scacco matto a chi gli rema contro. Occorre solo proporre per primi e subito le iniziative migliori che vanno a vantaggio delle persone e che le persone stesse chiedono, e che costituiscono in realtà anche gran parte della soluzione della crisi. Mi pare che non ci siano le idee molto chiare sulle modalità di attuazione del piano anticrisi, e questo in ogni schieramento. In questo ultimo periodo abbiamo visto condanne e bocciature teoriche alle iniziative del governo da parte di CONFINDUSTRIA, sindacati e opposizione, ma da parte di queste nessuna proposta costruttiva di soluzione. Peccato! Solo su una questione la maggioranza e l’opposizione trovano un’intesa che corrisponde quasi all’unanimità: salvaguardare i loro privilegi. Pessima figura da parte di entrambe!
A.A.Pensword  27/10/2011


giovedì 27 ottobre 2011

RICAPITALIZZARE LE BANCHE ?

Ricapitalizzare le banche può anche essere una cosa positiva ma non senza chiedere una contropartita. Mi spiego meglio. La domanda da fare alle banche è: “Cosa vogliono cambiare del loro comportamento per non incorrere nei precedenti errori?” Perché bisogna chiarire che la crisi europea è una crisi economica. E chi gestisce l’economia se non le banche e le imprese? Anche la politica dovrebbe gestire l’economia, in modo super partes, dando direttive che risolvano i problemi sociali presenti e futuri, e che non ne creino altri. Nella nostra società è più l’economia a gestire la politica che la politica a gestire l’economia. Certo ci vuole anche una dose di libertà ed autonomia tra le due sfere. Una politica che soffoca l’economia non è certo una cosa positiva, come anche una economia che soffochi una politica sociale. La crisi è frutto di una mentalità economica esasperata all’eccesso che rincorre il massimo guadagno al minimo costo e nel minimo tempo, che ha avuto ed ha espressioni in ogni settore. Questa mentalità è una mentalità vorace e distruttiva, che ragiona solo per la finalità del massimo guadagno escludendo spesso altri valori, e producendo spesso divario e stress sociale. Questa mentalità ha avuto espressione anche nel settore bancario. Quindi una maggiore regolamentazione di questo settore sia a livello nazionale che internazionali è augurabile, per correggere comportamenti speculativi esasperati e azzardati nel rischio, ed anche implosivi per l’economia europea. Per certi versi è assurdo dire che è meglio non avere un mezzo per evitare di usarlo male, ma delle volte la prassi e la non conoscenza delle effettive conseguenze in determinate situazioni rende il suo utilizzo scellerato. Se anche le banche esprimono una mentalità economica sbagliata per alcuni versi, anche le banche devono cambiare mentalità. E qui ci si ricollega al discorso di una economia più etica. Ci siamo scordati dei prodotti derivati? Questi sono una ulteriore bomba ad orologeria, espressione di una mentalità economica bancaria assurda che è arrivata a legalizzare il gioco d’azzardo. Bisognerebbe riflettere sulle priorità del mondo e sui comportamenti finanziari.
A.A.Pensword  2011 10 24

RIFLESSIONI SU MATTEO RENZI

Matteo Renzi rappresenta una autonomia di pensiero ed una sicurezza di espressione alla quale i dinosauri della politica non sono né abituati né preparati. Per i politici di oggi la priorità è comportarsi come gli altri della casta si aspettano, ossia di non creare problemi con soluzioni alternative valide, perché nella mentalità politica è più importante non creare problemi che risolverne, e chiunque faccia bene il proprio lavoro distinguendosi per originalità e soluzioni e camminando fuori dal coro in realtà mette in difficoltà il sistema organizzato sempre dalle solite persone che ragionano in base ad una mentalità ormai consolidata e obsoleta, dove l’originalità e l’iniziativa sono un danno invece di essere una forza. È come dire “tu hai parlato senza permesso”. Ma permesso di chi? La libertà di espressione delle proprie idee anche quando queste sono innovative all’interno di un partito è legittima. Per questo talvolta si formano delle autostrade diverse all’interno dello schieramento, e non è detto che questo sia un male. Renzi, invece di essere visto come una risorsa dalla classica sinistra, verrà probabilmente visto come un problema perché costituisce una perdita di controllo del modo di pensare e dell’elettorato, soprattutto nel caso di una riforma della legge elettorale con il ripristino delle preferenze nominative. È per questi motivi che Renzi avrà probabilmente i peggiori nemici all’interno del suo schieramento. Ma per fortuna pare una persona con le idee chiare che si sa fare rispettare, e spero anche con quella obiettività e buon senso che permette un dialogo costruttivo con una opposizione o con una maggioranza, senza cadere in un dogmatico ostruzionismo, che abbia quindi quella maturità politica di cui abbiamo molto bisogno. Se così fosse: che i dinosauri vadano a casa!
Angela Amber Pensword 2011 10 23

martedì 25 ottobre 2011

VOTO DI FIDUCIA CON RISCHIO ELEZIONI

Sono personalmente contraria alle elezioni in questo momento senza prima avere risolto delle situazioni, modificato la legge elettorale, e configurato diversamente il software del cervello dei politici, di tutti, in ogni schieramento.
Perché buttare giù qualcosa per rifarla uguale? Basterebbe fare funzionare ciò che già abbiamo!
A.A.Pensword  2011 10 13  

AGIRE COME MECCANICI

Più che abbattere il debito pubblico con provvedimenti da "battere cassa" che corrispondono più ad un porre una macchina rotta sopra di un carro-attrezzi e spostarla di pochi metri, bisogna riparare le parti del motore e mettere benzina, in modo che la macchina riparta e possa percorrere molta strada. La prima parte del motore sulla quale agire è la forza lavoro, attuando una vera e propria "RIFORMA DEL LAVORO". Unitamente a questa ci vogliono anche altre iniziative. Ho speranza e fiducia che nella imminente Proposta di Sviluppo venga considerato questo aspetto.
Per quanto riguarda il nuovo Governatore di Bankitalia è probabile che ... tra i due litiganti il terzo goda.
A.A.PENSWORD  2011-10-19

CONSIDERAZIONI ED ANALISI

Mi auguro che nessuna forza politica stia mai con i teppisti perché chi usa le mani e non la testa non ha una mentalità politica ma retrograda, oltre a non avere argomentazioni o a non saperle esporre.
Inoltre non si deve strumentalizzare una manifestazione pacifica trasformandola in guerriglia e la crisi stessa per andare contro il nostro governo.
Bisogna chiarire che la crisi che sta coinvolgendo l'Italia è una crisi fisiologica che non deriva da questo governo e né sarebbe derivata da un governo di sinistra ma da una gestione economica e politica che abbiamo avuto negli ultimi quaranta anni, oltre a fattori esterni ed internazionali. E bisogna anche vedere che in Europa al riguardo stiamo in buona compagnia.
Sono le scelte per porvi rimedio che possono essere discutibili o che possono essere prese con dei suggerimenti dell'opposizione, senza ricevere da quest'ultima solo ostruzionismo.
A.A.Pensword   2011-10-19

RIFLESSIONI SULLA CRISI CHE STA COLPENDO L’ITALIA E L’EUROPA.

Prima di tutto bisogna chiarire una cosa: la crisi economica che sta coinvolgendo l’Italia in questi ultimi mesi non deriva da questo governo, come non sarebbe derivata da un governo di sinistra. Con questo voglio dire che la crisi è fisiologica, e deriva sia da fattori esterni al nostro Paese quali le economie emergenti, e sia da una gestione economica e politica che abbiamo avuto all’interno del nostro Paese negli ultimi quaranta anni. 
Le economie emergenti quali la Cina sono diventate tali perché molta della produzione che avveniva in Europa, e quindi anche in Italia, si è spostata all’interno di questi Paesi nei quali produrre costa molto meno. Ma se le industrie spostano la produzione dall’Italia in un altro Paese, portano lavoro nel nuovo Paese e  lo portano via dall’Italia. Questo fa parte della globalizzazione ed è anche una legge economica. Difatti non c’è niente di strano nel volere produrre a meno costo per aumentare il margine di guadagno. Ma si è rivelato, come era prevedibile, un boomerang. Ora l’Italia viene man mano mangiata ed acquisita da altri Paesi, ed è come un corpo disteso in una radura che man mano viene sbranato delle sue parti. Per ammortizzare il ritorno del boomerang bastava essere una economia più sana che continuava a svilupparsi ed avere delle basi solide sulle quali contare. Questo vuole dire che se fossimo stati un Paese più sano e forte la crisi ci sarebbe certamente stata, ma la avremmo potuta affrontare con un'altra forza. E qui entra in gioco il secondo fattore, di politica interna e di mentalità economica.


UNA BACCHETTATA PER TUTTI

Riporto un articolo da me scritto a fine  settembre 2011 che racchiude vari apetti della crisi in quei giorni e riflessioni da me fatte, molte delle quali ancora attuali.

Riflessioni sulla crisi scritte da Angie Amber Pensword il 23/09/2011
In questa situazione di crisi, auspicarsi elezioni anticipate è da pazzi e da folli. Come giustamente ripetuto, un governo regge fino a che ha la maggioranza, proprio da un punto di vista costituzionale. A meno che non si faccia una spallata con un tentativo di golpe. L’Italia non ha bisogno di eroi di santi e di martiri, ma solo di persone corrette che si rimbocchino le maniche per lavorare con buon senso, senza manipolare, senza fare ostruzionismo e demagogia, senza andare contro un esponente od una proposta dell’altro schieramento solo perché appartiene o fatta da questo schieramento. L’obiettività di giudizio è una caratteristica della maturità politica. Maturità politica che manca da noi in Italia, in tutti gli schieramenti. Talvolta sembra che determinate situazioni di disagio contro un esponente politico vengano create apposta per destabilizzare quel determinato schieramento. Se così fosse si tratta di tentativi illeciti anticostituzionali di spallata al governo. E questo è un comportamento sbagliato indipendentemente da chi fosse maggioranza e chi opposizione. È inutile flashare l’attenzione pubblica su escort e su altri specchietti per le allodole, perché l’importante non è cosa fanno i politici nella loro vita privata, ma le scelte che i politici fanno nel gestire il sociale e noi che le abbiamo votati. Andare ad elezioni senza risolvere prima i problemi interni politici e strutturali porterebbe una maggiore destabilizzazione. Mentre la stabilità politica è importante per un Paese e per l’immagine del Paese.
Persone scorrette ci sono all’interno di ogni partito, ed in ogni parte del mondo, non ci si deve meravigliare al riguardo, fa parte della vita. E questo non vuole dire che ci si debba assuefare alla loro presenza e che non vanno combattute. Criminale non è solo chi va a rubare in banca con una pistola ma anche chi gestisce male il sociale, a proprio uso e consumo e a danno della collettività.
Ora è il momento di unirsi, di mettere insieme le menti migliori, di ingranare la marcia, e di ripartire. È questo che ci chiede l’Europa. Non possiamo dare al mondo l’immagine di una opposizione che ha il solo scopo di buttare giù il Presidente del consiglio che abbiamo. Né una maggioranza che non prende tutte le giuste misure per superare la crisi. La maggioranza deve però rendersi conto che non sta centrando gli obiettivi per trovare le soluzioni giuste alla crisi e per recuperare punti di rating rendendosi conto dei suoi limiti, e prendere alcuni giusti suggerimenti che vengono dall’opposizione. E l’opposizione, o almeno quella parte di essa che ha un’anima aggressiva, dovrebbe abbandonare livore e ostruzionismo, e diventare così una opposizione costruttiva.