lunedì 29 aprile 2013

Ostilità di Grillo per il nuovo Governo Letta. Riflessioni personali


Da quando vi è stata la notizia della disponibilità di Giorgio Napolitano per il secondo mandato come Presidente della Repubblica, e l’ incarico di Premier ad Enrico Letta per formare il Governo, Beppe Grillo ha fatto fuoco e fiamme.
Se i partiti iniziano a comportarsi bene ed a fare tutte quelle riforme di riduzione dei costi della politica, come prospettato da Letta nelle consultazioni, e ad attuare anche le riforme necessarie alla economia attraverso un dialogo costruttivo di tutte le forze presenti in Parlamento, allora perché non volere partecipare a questo dialogo escludendo a priori di avere un confronto collaborativo? Perché escludere di mischiarsi quando “mischiarsi” in questo caso vuole dire partecipare ad un dialogo costruttivo? Perché non dare ai partiti la possibilità di redimersi? I partiti non hanno scelta, dovranno veramente imparare a concepire diversamente la politica ed il modo di fare politica, pensando di più al comune e meno a loro stessi. Sembra quasi che Grillo abbia paura che questa Legislatura riesca a partire e che i partiti riescano a compiere le riforme prospettate, ed a compiere anche quel salto di qualità che deriva dal concepire la politica con una mentalità più matura, più seria, e più corretta.
Forse Grillo ha in mente un Parlamento senza partiti, ed il suo obiettivo è solo distruggerli. Se in questa Legislatura i partiti politici ed i parlamentari non fanno le riforme necessarie e non imparano l’arte della collaborazione finalizzata al bene del Paese e non ai loro interessi, non ci sarà bisogno della rivoluzione civile, basterà aspettare le prossime elezioni. Ma augurarsi che ciò accada, ed ostacolare in qualche modo il sorgere e la riuscita di questa Legislatura, è criminale.
Per questo non capisco il perché Grillo ha interpretato come un golpettino istituzionale la rielezione di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica, quando essa è avvenuta democraticamente in modo regolare nella sede istituzionale e con una maggioranza schiacciante, e quando questa soluzione, in un discorso comune, era l’unica per togliere l’Italia dallo stallo istituzionale. Stallo che non si poteva protrarre. Inoltre Napolitano è amato dalla maggioranza degli italiani. Per proporre un Presidente della Repubblica indicato dagli italiani bisognerebbe sentire tutti gli italiani, e non una parte limitata di italiani via web. In questo momento ci vuole un Presidente di coesione, un Governo di coesione, un Parlamento di coesione, ed un comportamento di coesione. Non si può andare sempre tutti d’accordo, ma non si può nemmeno rimanere chiusi su se stessi (Letta direbbe congelati) precludendo a priori il confronto sereno e costruttivo. E senza rimanere arroccati solo sui propri nomi e dentro la propria parte. Il dialogo costruttivo non prevede il verbo “osteggiare”. Mi sorprendo a fare questa precisazione proprio a M5S quando questo concetto fino a poco tempo fa lo ricordavo continuamente al PD ed al PDL. Essi infatti si scannavano per l’osso del potere. Non vorrei che M5S attuasse questa pratica per lo stesso motivo.
Ma come si fa a garantire la rappresentanza delle varie idee, delle varie convinzioni, della varie post ideologie, delle varie proposte, senza i partiti? La pluralità è alla base della democrazia, unitamente al rispetto delle idee altrui, alla possibilità di parlare ed alla capacità di ascoltare. La volontà popolare verrà espressa ogni volta per via telematica? Ma non tutti hanno il computer od internet. E comunque le votazioni telematiche possono essere manipolate e falsate molto più facilmente di quelle con la carta e con gli scrutini nei seggi.
Una forma di delega ci vuole nella gestione del Paese. Il delegante può e dovrebbe guardare il risultato dell’operato del delegato. Ed il risultato va visto nella visione generale del bene del Paese. Quindi è la gestione del Paese che deve funzionare bene. Per anni, anzi per decenni, la gestione del Paese è stata portata avanti male, tra corruzione, miopia politica, intrallazzi personali, lotte di potere, incompetenze, e con il pallone dei privilegi sempre più gonfio. Ora alla classe politica è stato portato il conto.
Una cosa è certa (oramai l’abbiamo capita): qualunque cosa farà o dirà la politica a Grillo non andrà bene. Evidenza, forse, che Grillo ha già deciso quale debba essere il finale senza volerne accettare altri. Evidenza, forse, che in realtà non si vuole costruire insieme una politica migliore ma distruggere la classe politica precedente. Latente assolutismo? L’Italia adesso ha bisogno di collaborazione e di dialogo tra tutte le forze politiche per attuare le riforme necessarie. Questo è pluralismo costruttivo. Questa è democrazia.
Angela Pensword 29/04/2013 

Ma che male c’è nelle larghe intese od in un governissimo? Nessuno!


Personalmente penso che non ci sia nulla di male nelle larghe intese ed in un governassimo. Anzi. È la vera espressione democratica che non penalizza una minoranza e che obbliga tutte le parti politiche ad un confronto obiettivo e costruttivo.
Angela Pensword 28/04/2013 

L’opposizione in un governo


L’opposizione è importante e necessaria in un Governo, e rientra anche nella libertà di espressione e nella possibilità di non condividere alcune proposte. L’importante è che l’opposizione sia matura e costruttiva. Ciò significa che si possono benissimo condividere proposte, o formularne insieme attraverso un dialogo ed una mediazione. Quando invece l’opposizione rimane chiusa in se stessa, al solo scopo di contrapporsi all’altra parte con la finalità di distruggere questa ultima, l’opposizione si trasforma in ostruzionismo, e diventa una opposizione distruttiva non solo per l’altra parte, ma per il Paese.
Angela Pensword 28/04/2013


domenica 28 aprile 2013

Commenti di Grillo sul nuovo governo.


25/04/2013 - Grillo ha affermato che con Letta il 25 aprile è morto, e che se i partigiani tornassero per Roma oggi si metterebbero a piangere. Ma come fa ad affermare qualche cosa del genere?! Mi auguro che ci creda sul serio, anche se le ritengo affermazioni sbagliate, e che non sia solo una strategia per creare tensione. Troppo spesso Grillo ha acceso la piazza come un cerino, per poi fortunatamente dovere tornare sui suoi passi, o non andare all’appuntamento in piazza, perché responsabilmente non voleva creare disordini e violenza. Ma se Grillo non vuole istigare alla tensione, deve accendere la testa prima di muovere la lingua.
Angela Pensword 25/04/2013


giovedì 25 aprile 2013

Gestione del Paese e tensioni sociali


In questa situazione di disagio economico sociale e politico che si protrae, la mia preoccupazione è che le parti estremiste e quelle anarchiche, e coloro che vogliono un cambiamento immediato senza rispettare il tempo delle riforme o senza rispettare le istituzioni, inizino ad agire fuori dalle istituzioni arrivando alla guerra civile. È per questo che è importante calmare gli animi ed allentare la tensione prospettando la possibilità che le forze politiche e le istituzioni riescano ad attuare quelle riforme e quei provvedimenti di miglioramento delle impostazioni della economia e della politica sulle quali sono in terribile ritardo. Questo non per prendere in giro chi ascolta tali cose, ma perché ci si crede e ci si spera. E per questo è altrettanto importante che le forze politiche inizino a collaborare seriamente per risolvere i problemi ed attuino quei provvedimenti sulle impostazioni della politica sulle quali sono in ritardo, anche se questo vuole dire andare contro se stessi ossia contro la casta. Ci vuole un po’ di tempo ancora per risolvere e migliorare tante impostazioni sbagliate, ma sono convinta che sia possibile farlo. E sono anche convinta che se l’Italia si riprende farà faville. Certamente però quella parte di classe politica che non è capace di migliorare le impostazioni economiche politiche e sociali è auspicabile che se ne vada a casa.
Angela Pensword 25/04/2013 

Il Parlamento ed i cigni


La differenza che c’è tra un Parlamento nel quale le varie parti politiche passano il tempo a litigare e pensare ai propri interessi personali e di parte, ed un Parlamento nel quale le varie parti politiche nel rispetto delle reciproche diversità portano avanti per il Paese un discorso costruttivo, è la stessa differenza che c’è tra delle galline schiamazzanti e disordinate che ruspano nel pollaio insieme ai loro relativi galli che litigano, ed un elegante battaglione di cigni che vola nel cielo.
Angela Pensword 25/04/2013  

Riflessioni su ciò che bolle nella pentola politica


In realtà le varie parti politiche dicono tutte qualche cosa di sensato e di utile. Bisognerebbe prendere il meglio di ogni parte. Abbassare le tasse, una forma di liberismo sano, pensare di più al sociale, migliorare la sanità, salvaguardare e migliorare l’Unione Europea, tutelare i beni pubblici comuni come l’acqua e fare in modo che rimangano pubblici togliendoli dalle grinfie dei privati, fare una legge elettorale migliore di quella attuale, abbassare notevolmente i costi della politica, ecc. Molte sono condivise da più parti, ma tutte ed altre ancora sono proposte positive (bisognerà vedere però come ne viene impostata l’attuazione). In realtà la politica è tutto un minestrone ora che bolle in pentola. Il problema è che oltre ai buoni pezzi di verdura a galleggiare ci sono dei pezzi … non ben identificati.
Angela Pensword 25/04/2013 

Politica e società sono legate a doppie manette


La classe politica è l’espressione della società che la vota, ed anche l’espressione delle qualità e dei limiti umani. Quindi politica e società sono strettamente legate, non solo per l’influenza che la prima ha sulla seconda, ma anche per l’influenza che la seconda ha sulla prima. Infatti il politico di una società umana viene dalla società stessa. Questo anche se il politico proviene da lobby, se è figlio d’arte, se è una testa di legno, o se è una testa pensante (ma in questo caso ha vita politica breve). Viene da se che per migliorare la classe politica bisogna migliorare la società comune. Ma non si sa come fare. Sembra che la classe politica non abbia interesse a migliorare la cultura e la mentalità della popolazione. Del resto è ovvio. Chi non si rende conto dei propri difetti e campa su quelli degli altri, non ha capacità ed interesse a migliorare né se stesso e né a migliorare gli altri.
Angela Pensword  25/04/2013 

martedì 23 aprile 2013

M5S e la LEGISLATURA XVII


M5S si è sempre defilato da qualunque forma di collaborazione con i partiti, proseguendo in questo modo la propria lotta al sistema, alla classe politica, ed all'istituzione dei partiti. Ma questo modo è di per se un modo che crea problemi al nascere della Legislatura e nella prosecuzione della stessa, che lo si voglia ammettere o no, e vuole dire volere stare fuori dalle istituzioni. Mentre il sistema si può cambiare in modo costruttivo dall’interno, portando avanti le proprie idee in modo non assolutista, collaborando, e costringendo gli altri a cambiare. Ecco che la valenza positiva di M5S si esprimerebbe al meglio, in modo equilibrato e potrebbe riconquistare quella parte di elettorato moderato che ha perso. M5S non dovrebbe però mai rinnegare la pluralità della espressione dei partiti, in quanto la pluralità è sinonimo di democrazia, e nessuna persona sensata, fortunatamente, vuole rinunciare alla democrazia nel Paese nel quale vive. Essa deve semplicemente funzionare bene, nel rispetto e nella collaborazione, attraverso una buona gestione del Paese. 
Angela Pensword 23/04/2013 

sabato 20 aprile 2013

Riflessioni sul cambio di linguaggio politico


Ora tutti parlano di collaborazione e dialogo costruttivo. Ma dove erano quando il bipolarismo ed i vari partiti erano impegnati solo a litigare per il potere gettando fango sull’avversario? Mi auguro che la trasformazione di mentalità non sia solo di facciata o solo temporanea. Non rimanere chiusi nei propri limiti di parte e di interesse e nel proprio ostruzionismo vorrebbe dire avere più rispetto per l’avversario ed avere raggiunto una maturità politica di correttezza ed una apertura mentale di confronto e non di scontro distruttivo ed infantile. Una maturità politica positiva della quale abbiamo bisogno per andare avanti e fare quel salto di qualità, e per costruire una società migliore. Ma sono troppo ottimista. Forse è il sistema che non va. Forse è il sistema politico che deve essere cambiato.
Angela Pensword 20/04/2013  

martedì 16 aprile 2013

APPELLO DI GRILLO. Bersani se ci riflette bene ha la possibilità di coinvolgere M5S e PDL e di fare scacco matto alla empasse politica.


È di pochi minuti fa l’appello di Beppe Grillo a Bersani sulla elezione della giornalista Gabanelli al Quirinale. In tale appello Grillo invita ad appoggiare la candidatura della giornalista e poi … chissà … potrebbe essere l’inizio di una collaborazione.
La collaborazione è sperabile che ci sia, e tra tutte le forze politiche, nel cercare le soluzioni migliori per sollevare il Paese, altrimenti si va verso la distruzione. Chiusa questa parentesi, sulla proposta di Grillo vale la pena pensarci. La Gabanelli è per se stessa una bella figura, una professionista nel suo settore, ed una persona seria.
M5S si è sempre defilato da qualunque forma di collaborazione con i partiti. Riuscire a ricondurre M5S ad una forma di collaborazione, necessaria e costruttiva per l’Italia, sarebbe una cosa buona.
Attenzione però: Tale appello di Grillo a Bersani con prospettiva di una collaborazione potrebbe essere un tranello per mettere zizzania tra il PD ed il PDL, e recuperare una collaborazione con il PD che in caso di un accordo PD-PDL vedrebbe M5S messo da parte. Appoggiare per il Quirinale la candidatura proposta da M5S potrebbe fare indispettire il PDL che da tempo offre la propria collaborazione in cambio di un nome condiviso super partes per il Quirinale. Bersani non dovrebbe tendere a fare contenta solo una parte. Bersani dovrebbe tendere a fare un Governo che renda contente tutte le parti e che coinvolga tutti. Qualche scontento interno ad ogni parte ci sarà sempre, è inevitabile. Ma se Bersani riesce a coinvolgere tutte le parti attivamente nel Governo fa la cosa migliore per l’Italia.
È questa per Bersani la possibilità di fare quel quadruplo salto mortale con capriola ricadendo in piedi. Per arrivare in porta tale soluzione ha bisogno però anche del buon senso di Berlusconi.
Ecco la soluzione: Bersani attua un Governo di larghe intese con il PDL, e concede l’assegnazione di alcuni Ministri al centrodestra il quale, così facendo, sarebbe parte attiva del Governo. Il PDL dovrebbe appoggiare la candidatura della Gabanelli proposta da M5S. Il PD appoggia la proposta di M5S per il Quirinale.
Finalmente una Legislatura ed un Governo dove sono tutti contenti e dove, necessariamente dovranno tutti collaborare. Collaborare non solo perché c’è il Paese da sistemare, ma anche perché a quel punto chi dice da tempo (partiti e movimento) di volere fare il bene del Paese, di volere un cambiamento, e di essere pronto a collaborare, non avrà più scuse per non farlo, senza dimostrare in caso contrario che ciò che diceva prima erano solo bugie.
Bersani in questo modo potrebbe fare tutti contenti, e contemporaneamente tutti cornuti e mazziati. Avrebbe la Presidenza del Consiglio. Avrebbe dei ministri. Avrebbe voce in capitolo comunque sulla gestione del Paese. Farebbe partire la Legislatura con sommo piacere di noi cittadini, delle imprese, e dei mercati. Scaricherebbe la responsabilità della gestione del Paese anche sulle altre forze politiche. Scaricherebbe la responsabilità di smettere la collaborazione e di perdere la faccia anche alle altre forze politiche.
Ricercare la collaborazione all’interno di una Legislatura è giusto. È chi si sottrae alla collaborazione che sbaglia, con la conseguenza di perdere consenso nelle prossime elezioni.
Mi auguro quindi che Bersani, Berlusconi, Monti e Grillo, abbiano il buon senso di fare “mal comune mezzo gaudio” che nel caso specifico corrisponde ad un “ben comune tutto gaudio”.
Angela Pensword 16/04/2013 

COOPERAZIONE E DIALOGO SONO LE SOLE COSE CHE CI POSSONO SALVARE DALLO STALLO POLITICO ED ISTITUZIONALE NEL QUALE SIAMO CASCATI


Cooperazione e dialogo sono le sole cose che ci possono salvare dallo stallo politico ed istituzionale nel quale siamo cascati. Quindi raggiungere un accordo per un Governo di larghe intese è necessario ed inevitabile. Oppure un Governo di scopo. O di programma. O del Presidente . O di come lo si vuole chiamare. L’importante che la Legislatura inizi subito. Una Legislatura dove le varie forze collaborino e lavorino almeno su quelle iniziative che rappresentano i punti in comune. Poi subito leggi anticorruzione, contro il conflitto di interessi, per sviluppare l’economia e l’agricoltura, per ridurre i costi della politica, ecc. ecc. C’è tanto da fare. Ma i partiti continuano a rigirarsi nella empasse post elettorale senza trovare una via di uscita.
Il PD è diviso sulla apertura ad un dialogo con il PDL. che permetta di attuare delle riforme necessarie, e le tensioni salgono sempre di più. È un momento molto difficile per il PD e per Bersani. Bersani per uscire dallo stallo politico nel quale si è messo dovrebbe fare una capriola con quadruplo salto mortale e ricadere in piedi. Forse tale capriola potrebbe essere proprio dare il via ad una Legislatura di larghe intese con il PDL, e con chi ne voglia fare parte.
M5S esclude ogni tipo di collaborazione e dialogo con le forze politiche. Questo fatto esprime un assolutismo che può non essere condiviso. Portare avanti l’idea di un solo Governo M5S evitando una collaborazione costruttiva di fatto nega l’idea di pluralità (basilare in democrazia). La diffidenza verso la classe è più che giustificata ed anche condivisa. Ma in questo momento di particolare difficoltà del Paese non si può restare chiusi su se stessi e non dare ai partiti la possibilità di lavorare e di redimersi. I partiti politici classici dovranno per forza continuare nella propria opera interna di rinnovamento, e soprattutto dovranno impostare il proprio operato su di una mentalità più lungimirante e più etica. Oramai fortunatamente la gestione politica del Paese è sotto la lente di ingrandimento di ogni singolo cittadino il quale, dopo i disastri di una cattiva gestione politica degli ultimi 40 anni, ha imparato a non disinteressarsi della politica. Ed il migliore controllore del delegato è il delegante. Ma l’accusa che i cittadini rivolgono alla classe politica del passato è anche quella di essere rimasta bloccata nei propri scontri di parte e nei propri giochi di potere, attuando una politica distruttiva per il Paese. Per questo è difficile per un ex elettore grillino capire e giustificare un comportamento che preclude un dialogo con le altre forze politiche e che inevitabilmente si ricollega ad un modo di fare politica del passato. Un comportamento ottuso che purtroppo ha conseguenze negative anche per l’Italia.
Il PDL sta portando avanti una politica di confronto corretta per la situazione particolare del Paese. L’’unità della coalizione di centrodestra, la praticità delle proposte, e la volontà di raggiungere un’intesa a favore della nascita della Legislatura, stanno facendo recuperare ancora più consenso al PDL.
Nella Lista Civica Monti ed i suoi stanno un po’ in disparte, ma almeno quando parlano si esprimono in favore di una intesa che porti alla nascita della Legislatura XVII, e di una scelta condivisa per il Quirinale.
L’atteggiamento dei partiti politici che si confrontano dovrebbe sempre essere basato su di un dialogo sereno obiettivo e costruttivo. Tutte le forze politiche, PD, PDL, M5S, Lista Civica, hanno il diritto di esprimersi e di operare costruttivamente al bene del Paese. Ed hanno il dovere di farlo. Anche se ciò significa cooperare e dialogare.
I politici, Bersani in primis, non si sono ancora resi conto che in questa legislatura non c’è una maggioranza. Lo dicono a parole, ma di fatto continuano a rincorrere un bipolarismo che (almeno per ora e spero per sempre) è morto e sepolto. Il fatto che non sia in vita un sistema bipolare deve necessariamente far cambiare dinamiche di interlocuzione e di equilibri rappresentatiti tra i partiti. Il fatto è che dovrebbero esserci delle regole per risolvere questa incresciosa situazione. Ma dove non ci sono le regole, nelle menti illuminate dovrebbe arrivare il buon senso. Il Buon senso è quella capacità che porta a prendere le decisioni migliori anche se inusuali, in situazioni inusuali.
Ripeto: la cooperazione ed il dialogo tra le forze politiche sono le sole cose che ci possono salvare dallo stallo politico ed istituzionale nel quale siamo cascati.
Angela Pensword 12/04/2013


Considerazione personali sulle prove di comunicazione tra le forze politiche post elettorale


P.S.: Una cosa non è chiara: se Bersani nel corso delle proprie consultazioni ha chiesto la fiducia alle varie parti politiche prospettando un governo di cambiamento nel quale le varie parti possono contribuire all’operato del Governo (almeno ciò è quello che ha detto ai grillini e quindi si presume anche alle altre parti), allora cosa vieta a Bersani di andare incontro alle richieste del PDL e delle varie parti e viceversa? Possibile che non si riesce a mettere insieme le idee migliori delle diverse parti politiche per gestire il Paese? Tale possibilità, anche se difficile, dovrebbe essere più legittima all’interno di un Governo che non sia bipolare. Ma l’essere umano continua ad essere bloccato nei propri limiti.
Angela Pensword 15/04/2013 

lunedì 15 aprile 2013

BERSANI: SVEGLIA!


Bersani dovrebbe fare subito un Governo, alleandosi con il PDL, con la Lega, con Lista Civica, con i sette nani e con i puffi se necessario. Il tempo per capire e metabolizzare che non è possibile evitare una collaborazione con il Pdl, o delle larghe intese, è finito. Il tempo è scaduto (time off). Chi, come Renzi, invita a fare subito un accordo con il PDL ha perfettamente ragione.
L’Italia è in fase di stallo, e mentre è in stallo prosegue la sua picchiata libera verso l’ignoto. I problemi continuano a non essere affrontati. Le parti politiche non hanno la possibilità di lavorare e di apportare quelle manovre, in collaborazione, necessarie per riprendere quota.
La politica italiana non ha ancora portato alla luce un governo, dopo 50 giorni dalle elezioni. Le forze politiche rimangono bloccate nelle proprie posizioni, soprattutto M5S e Bersani. Gli unici che ragionano in questo momento sono il PDL ed i montiani. La strategia politica post elettorale di Bersani ha incontrato l’ostruzionismo di M5S. Ed il PD continua a chiudere con uguale ostinazione al PDL. In più in questi giorni ci sono le discussioni per eleggere il Presidente della Repubblica
Nel frattempo nel PD crescono le tensioni e le diversità di opinioni sulla situazione e sulle varie questioni. È evidente che tale situazione di stallo politico non fa bene neanche al centrosinistra, la forza che ha vinto, in teoria, le elezioni. Ecco perché, anche per il PD, sarebbe meglio atterrare da qualche parte. Forse Bersani pensa che una coalizione di Governo con il PDL possa far perdere consenso alla sua segreteria da parte di una fetta dell’elettorato del centrosinistra. Ma si dovrebbe ricordare che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, e che delle scelte vanno fatte. Bersani dovrebbe scegliere chi vuole scontentare. Ma a quanto pare la scelta è stata fatta, egli continua ad escludere qualunque forma di coalizione con il PDL. Anche se questa scelta potrebbe avere una giustificata motivazione teorica, nella pratica bisogna fare i conti su ciò che è necessario per fare partire la Legislatura, che in questo momento è fondamentale per L’Italia. Oppure Bersani si preoccupa di una scissione. Ma più passa il tempo e più una spaccatura interna al PD è inevitabile, con le tensioni che salgono al suo interno. Forse Bersani vorrebbe consolidare la propria immagine ultimamente un po’ offuscata per colpa di questo stallo. Ma è proprio proseguendo in questo stallo che l’immagine di Bersani va verso l’autodistruzione. Qualunque essere che non è in grado di adattarsi alle situazioni è destinato ad estinguersi. In più, in questa situazione di stallo, salgono anche le tensioni sociali e le tensioni anarchiche. Una stabilità politica è necessaria anche per dare una certa serenità al Paese. La scelta migliore per l’Italia, per il PD e per Bersani stesso, è proprio quella di formare immediatamente un Governo di larghe intese dove vi sia collaborazione tra tutte le parti che vogliono contribuire a migliorare il Paese.
Bersani è rimasto troppo ancorato ad una idea classica di governo che sarebbe possibile solo all’interno di un bipolarismo. Era giusto tentare la strada di un governo di minoranza ma adesso, capito che ciò non è possibile, è il momento di cambiare visione sulla quadratura di un Governo, e di diventare più morbidi. Tutte le forze che a modo loro hanno vinto le elezioni hanno diritto di contribuire alla formazione di un Governo, e dovrebbero essere coinvolte, lavorando all’interno di una cooperazione.
Angela Pensword 15/04/2013 

Esclusione di Renzi dai grandi elettori della Toscana che contribuiranno a scegliere il Presidente della Repubblica. Riflessioni personali.


Certo che a Renzi hanno fatto proprio una porcata ad escluderlo dai grandi elettori della Toscana per la scelta del Presidente della Repubblica. Sembrava già scontata la sua presenza a Roma, anche per l’importanza del nome di Renzi a livello nazionale, ed invece è stato scalzato. È normale che ne sia rimasto deluso, e fa bene a non nasconderlo. Ed al riguardo ciò che doveva dire lo ha detto. Egli imputa il risultato che lo ha visto escluso ad una direttiva di Roma partita all’ultimo momento dai vertici del PD. Bersani nega di avere fatto o fatto fare alcuna telefona per dare tale direttiva. Quindi potrebbe essere stato veramente un caso ed un intoppo solo toscano, magari senza alcuna malizia, ma vorrebbe dire credere alle fiabe. Oppure, cosa che credo maggiormente (ma è solo una opinione personale), non è stato Bersani a dare tale direttiva ma qualcuno a lui ora molto vicino, che si sta preparando il terreno per un post Bersani nel caso lo scenario politico lo renda necessario, e che non vede di buon occhio né Renzi e né le idee di Renzi. Certamente una scissione non la vuole nessuno, neanche chi vede Renzi come il fumo negli occhi. Ma è troppo comodo, e parassitale, volere la tifoseria del cavallo tenendo a bada il cavallo. Una cosa è certa, quando si tiene un purosangue nella stalla la squadra non vince.
Angela Pensword 12/04/2013 

sabato 13 aprile 2013

NIENTE DI BUONO DAL FRONTE NORD-COREANO


Le notizie di questi ultimi giorni su di una mobilitazione nucleare nordcoreana non sono rassicuranti. Cosa spinge la Corea del Nord a rompere quell’equilibrio tra lei ed il resto del mondo? Spinte economiche? Spinte ideologiche? Strategia interna per distogliere eventuali malumori interni dalla loro focale? Paura? Spesso l’aggressività deriva da una sensazione di attacco che genera difesa, e può essere che la cultura diversa del resto del mondo venga vista dalla Corea del Nord come una minaccia. Forse stare troppo tempo isolati dal mondo fa perdere i contatti con la realtà e con la storia presente. O errore di valutazione delle proprie forze e di quelle altrui? Può darsi. Ma anche se ci fosse da parte della Corea del Nord un errore di valutazione sulla propria possibilità di forza offensiva e difensiva questo non evita di allertare le diplomazie e le forze armate delle diverse potenze mondiali. In realtà alla base dell’atteggiamento ostile nordcoreano ci sono le arrugginite tensioni con la Corea del Sud.
(BREVE STORIA). Un tempo la penisola coreana non era suddivisa in nord e sud. Al termine della seconda guerra mondiale quel territorio venne occupato nella parte sud dagli Stati Uniti, e nella parte nord dalla Unione sovietica. Per certi versi ha una storia simile alla Germania. Solo che il muro di Berlino è caduto nel 1989, la guerra fredda è finita da tempo, e la Corea del Nord sembra essere rimasta indietro nella storia. Ultimo baluardo della guerra fredda, continua a vedere gli USA come dei nemici, ed i sud coreani come fossero americani. Con il tempo le differenze istituzionali ed economiche tra le due Coree si sono acutizzate, tanto da essere ora agli antipodi. La Corea del Sud è tra le quattro potenze economiche asiatiche. La Corea del Nord è una dittatura totalitaria. Negli anni vi sono state guerre, periodi di armistizio, attacchi, e accordi puntualmente disattesi. Nel 2007 viene firmato tra le due Coree un accordo di cooperazione economica. Ma nel 2009 la Corea del Nord ritiene pericolose delle operazioni svolte dalla Corea del Sud in supporto ad una iniziativa guidata dagli USA, e pone fine al periodo di pace. L’affondamento di una corvetta sudcoreana, e l’interruzione del traffico commerciale con il nord come ritorsione sudcoreana a tale attacco, hanno segnato un aumento delle tensioni nel 2010, aumento che si è acutizzato in queste ultime settimane con le minacce della Corea del Nord di attaccare la Corea del Sud e gli USA con armi nucleari.
Insomma le due Coree sono come due gatti che si soffiano rizzando il pelo e facendo la gobba con la schiena. Mentre sarebbe bello se facessero le fusa.
Bisogna anche domandarsi quanto sia attuale un sistema politico come quello della Corea del Nord, e quanto sia globalmente sostenibile, soprattutto se è un sistema che porta i suoi problemi all’esterno. In questo periodo, basta ricordare la primavera araba, i dittatori non fanno un bella fine. Ma bisogna sempre sperare nella pace. E sono proprio le diplomazie mondiali delle grandi potenze che possono aiutare a riportare le tensioni coreane in una situazione di equilibrio. Gli Stati Uniti non vogliono una guerra, lo ha detto chiaramente Obama, e proseguiranno sulla strada della diplomazia, ma chiedono alla Corea del Nord di cessare le provocazioni, e certamente se verranno attaccati si difenderanno e difenderanno i loro alleati. Come si difenderà il Giappone se verranno attaccate le basi americane presenti sul suo territorio. La Cina, il grande partner economico della Corea del Nord, potrebbe far desistere la Corea del Nord dalle proprie intenzioni. Molte potenze sperano proprio in un intervento diplomatico cinese.
È difficile sapere cosa passa nella testa del Leader nordcoreano Kim Jong-un e della popolazione nordcoreana, perché la Corea del Nord è un ambiente molto chiuso che da tempo evita contatti e soprattutto inquinamenti esterni alla propria cultura.
L’atteggiamento della Corea del Nord potrebbe essere una strategia per riaprire i colloqui con la Corea del Sud e riportali su di un piano più congeniale alle esigenze nordcoreane. Se fosse così le possibilità di tornare ad un dialogo tra le due Coree sono maggiori. Se invece vi fosse la convinzione di proseguire le proprie ostilità nei confronti della Corea del sud, degli USA, e delle basi USA in Giappone, allora la diplomazia delle potenze mondiali avrebbe più difficoltà a dialogare con Kim Jong-un.
Come al solito l’unico ingrediente che può salvare il cibo amaro è il buon senso, con l’aggiunta della diplomazia. Ovviamente il buon senso deve essere reciproco, a meno che ciò che accomuna non sia la follia!
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Angela Pensword 12/04/2013 

lunedì 8 aprile 2013

ATTACCATI DUE BLINDATI PORTAVALORI SULLA A9. AZIONE DA FILM E DA MANUALE


La mattina del giorno 08/04/2013 alle 07.00 sull’autostrada A9 nei pressi di Como un commando di 10 uomini armati anche con kalashnikov attacca 2 blindati portavalori. Dalla ricostruzione dei fatti si parla di azione paramilitare. È stato inscenato un incidente con dei fumogeni, bloccato il traffico, i banditi hanno attaccato i blindati, neutralizzato i gendarmi sotto il tiro delle armi, rapinato uno dei portavalori, e poi sono fuggiti su 3 macchine (Tgcom24).
Un’azione da film oltre che da manuale. Il traffico è rimasto bloccato in entrambe le corsie per ore dopo l’accaduto. Viene subito da domandarsi: A cosa sono destinati questi soldi? Cosa devono foraggiare? È ovvio che la delinquenza comune, seppure professionista, non è pratica a tali tipi di azioni. Ed essere organizzati e sincronizzati tra 10 persone non è tanto facile. Ma si tratta di una banda collaudata che lavora in proprio? Di una banda confezionata apposta per l’occasione? O si tratta di una banda alla quale è stato commissionato il lavoro? Altra considerazione: Se di due portavalori ne è stato attaccato solo uno contenente una grande quantità di denaro, questo fatto dovrebbe fare pensare anche ad un basista. Oppure ad un piano ben studiato da tempo. L’unica cosa positiva, e non è poco, è che quando tali azioni sono fatte da professionisti non rimangono a terra persone ferite.

Angela Pensword 08/04/2013