martedì 3 settembre 2013

IMU: ECCO IL DIETRO LE QUINTE

Dopo un iniziale momento di contentezza per l’accordo raggiunto nella strana maggioranza riguardo l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, sui terreni agricoli, e sulle abitazioni rurali, ecco che all’orizzonte si profilano le prime fregature che ci fanno ridestare con il sorriso amaro dall’iniziale torpore. Già, perché mentre tale abolizione è stata effettivamente fatta senza mettere (almeno per ora) altre tasse (come ha orgogliosamente detto Alfano) per recuperare i soldi della mancata entrata dell’IMU, a copertura della mancata entrata verranno tagliati i finanziamenti a determinati servizi. Quindi il cetriolo … ! Verrà ridimensionato il fondo per l’occupazione, verranno tagliati i fondi destinati alla sicurezza e all’assunzione di nuovi poliziotti (ma in Italia tanto non vi è criminalità diffusa, quindi non ne abbiamo bisogno), alla evasione fiscale (non abbiamo nemmeno una mentalità diffusa di evasione) e forse anche sulla sanità (perché, era rimasto qualche cosa?), e poi per la manutenzione della rete ferroviaria statale.  In questo modo si avrà un risparmio attuato sulle spese dello Stato. Risparmio ma a quale costo? A danno della sicurezza per i cittadini, che invece di essere ridotta dovrebbe essere incrementata, a danno delle infrastrutture che servono allo spostamento della popolazione anche per raggiungere il lavoro (che non c’è più), a danno di investimenti per l’occupazione. Ma perché non tagliano proprio i costi dei politici e della politica? L’adeguamento degli stipendi dei parlamentari ai loro colleghi europei è una chimera, un’allucinazione del popolo italiano in un deserto di coscienza politica. Il finanziamento dei partiti e altri tagli alla politica avverranno nel 2017. Non nel 2014, 2015, o 2016, ma 2017. Il perché è scontato. Così hanno tempo per abituarsi psicologicamente all’idea, per trovare alternative e, chissà, forse nel frattempo potrebbe capitare qualche cosa che rende nulla tale direttiva. E perché non ripristinare un rapporto decente tra lo stipendio di un lavoratore medio e lo stipendio dei mega dirigenti e degli AD anche se si tratta di privati? Probabilmente si scontenterebbero quelle connivenze tra politica ed altri settori, come quello finanziario e bancario, e  favoritismi vari come le cordate elettorali, sulle quali la politica si è spesso basata. È anche questa la distanza esistente tra “gli eletti” (insieme alla casta che li sorregge),  con la popolazione. Quando il sistema crolla dalla base (fuga dei voti), allora i politici riflettono. Ecco perché il nostro voto è importante e non va mai venduto. Ma no, il motivo per cui non si agisce sui mega stipendi privati e sui mega vitalizi pubblici è perché è anticostituzionale! Però tagliare i servizi, la cui profusione è una delle funzioni dello Stato, non è anticostituzionale! Mah, strano modo di intendere la politica!
I politici non hanno ancora capito che oltre ad iniziare a lavorare, come hanno iniziato a fare ultimamente, devono mettere maggiormente le mani nelle proprie tasche. Fare il politico non dovrebbe essere una attività altamente retributiva, ma una passione ben pagata. Invece qui a pagare continuano ad essere sempre gli stessi. E questa non è equità.
Con le future scadenze dei conti italiani il Governo sarà nuovamente costretto a mettere le mani nelle tasche degli italiani e delle imprese, anche se quelle tasche oramai sono vuote e rattoppate. Con questo andazzo, prima del tracollo dell’Italia, avverrà il tracollo della classe politica.

Angela Pensword 02/09/2013 

1 commento:

  1. Già. L' IMU sarà abolita e sostituita con la sinistra SERVICE TAX forse ancora più pesante. Insomma, la presa per i fondelli continua.
    Brava Angela.

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