Dopo un iniziale momento di
contentezza per l’accordo raggiunto nella strana maggioranza riguardo
l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, sui terreni agricoli, e sulle
abitazioni rurali, ecco che all’orizzonte si profilano le prime fregature che
ci fanno ridestare con il sorriso amaro dall’iniziale torpore. Già, perché mentre
tale abolizione è stata effettivamente fatta senza mettere (almeno per ora)
altre tasse (come ha orgogliosamente detto Alfano) per recuperare i soldi della
mancata entrata dell’IMU, a copertura della mancata entrata verranno tagliati i
finanziamenti a determinati servizi. Quindi il cetriolo … ! Verrà ridimensionato
il fondo per l’occupazione, verranno tagliati i fondi destinati alla sicurezza e
all’assunzione di nuovi poliziotti (ma in Italia tanto non vi è criminalità
diffusa, quindi non ne abbiamo bisogno), alla evasione fiscale (non abbiamo
nemmeno una mentalità diffusa di evasione) e forse anche sulla sanità (perché,
era rimasto qualche cosa?), e poi per la manutenzione della rete ferroviaria
statale. In questo modo si avrà un
risparmio attuato sulle spese dello Stato. Risparmio ma a quale costo? A danno
della sicurezza per i cittadini, che invece di essere ridotta dovrebbe essere
incrementata, a danno delle infrastrutture che servono allo spostamento della
popolazione anche per raggiungere il lavoro (che non c’è più), a danno di
investimenti per l’occupazione. Ma perché non tagliano proprio i costi dei
politici e della politica? L’adeguamento degli stipendi dei parlamentari ai
loro colleghi europei è una chimera, un’allucinazione del popolo italiano in un
deserto di coscienza politica. Il finanziamento dei partiti e altri tagli alla
politica avverranno nel 2017. Non nel 2014, 2015, o 2016, ma 2017. Il perché è
scontato. Così hanno tempo per abituarsi psicologicamente all’idea, per
trovare alternative e, chissà, forse nel frattempo potrebbe capitare qualche
cosa che rende nulla tale direttiva. E perché non ripristinare un rapporto
decente tra lo stipendio di un lavoratore medio e lo stipendio dei mega
dirigenti e degli AD anche se si tratta di privati? Probabilmente si
scontenterebbero quelle connivenze tra politica ed altri settori, come quello
finanziario e bancario, e favoritismi vari
come le cordate elettorali, sulle quali la politica si è spesso basata. È anche
questa la distanza esistente tra “gli eletti” (insieme alla casta che li
sorregge), con la popolazione. Quando il
sistema crolla dalla base (fuga dei voti), allora i politici riflettono. Ecco perché
il nostro voto è importante e non va mai venduto. Ma no, il motivo per cui non
si agisce sui mega stipendi privati e sui mega vitalizi pubblici è perché è anticostituzionale!
Però tagliare i servizi, la cui profusione è una delle funzioni dello Stato,
non è anticostituzionale! Mah, strano modo di intendere la politica!
I politici non hanno ancora
capito che oltre ad iniziare a lavorare, come hanno iniziato a fare ultimamente,
devono mettere maggiormente le mani nelle proprie tasche. Fare il politico non
dovrebbe essere una attività altamente retributiva, ma una passione ben pagata.
Invece qui a pagare continuano ad essere sempre gli stessi. E questa non è
equità.
Con le future scadenze dei
conti italiani il Governo sarà nuovamente costretto a mettere le mani nelle
tasche degli italiani e delle imprese, anche se quelle tasche oramai sono vuote
e rattoppate. Con questo andazzo, prima del tracollo dell’Italia, avverrà il
tracollo della classe politica.
Angela Pensword 02/09/2013
Già. L' IMU sarà abolita e sostituita con la sinistra SERVICE TAX forse ancora più pesante. Insomma, la presa per i fondelli continua.
RispondiEliminaBrava Angela.