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lunedì 10 febbraio 2014

FRIEDMAN E NAPOLITANO. ESTATE 2011: MANOVRE O PREVENZIONE?

È notizia di oggi  che Giorgio Napolitano aveva iniziato a pensare alla possibilità di sostituire l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi ed il suo governo già nell’estate del 2011. Ciò è quanto emerge dal nuovo libro dell’economista Alan Friedman  “Ammazziamo il Gattopardo”, e dalle interviste fatte dallo stesso Friedman a Monti e a De Benedetti per il Financial Times, e riportate sul Corriere della Sera. Forza Italia chiede spiegazioni al riguardo al Capo dello Stato. In realtà si sarebbe trattato solo di mosse preventive da parte di Napolitano nel caso la situazione italiana fosse precipitata in un contesto internazionale. Bisogna riflettere su di una cosa: è normale sondare il terreno per una eventualità così importante. Il preparare il terreno, senza che poi sia certo che si inizia a camminare, serve a non fare passi nel vuoto. E probabilmente Napolitano si è mosso in questo senso, a tutela di una stabilità nazionale. Difatti, a quanto pare, Napolitano aveva chiesto sin da quella estate, come confermato dallo stesso Monti, la disponibilità di quest’ultimo “nel caso fosse stato necessario” (e quindi inevitabile). Bisogna ricordare anche il periodo politico ed economico che stavamo affrontando in quel momento, un periodo nel quale la politica italiana era bloccata nello scontro distruttivo tra i due schieramenti ed incapace (anche per questo) di focalizzarsi sui problemi reali del Paese e sulle relative soluzioni, tra le quali affrontare la crisi economica che ci stava per capitare sul collo come un boomerang. Insomma, anche se Napolitano avesse mosso qualche preventiva pedina al riguardo, essa va interpretata come una mossa preventiva a tutela del nostro Paese. Quindi, sotto certi aspetti, bisogna ringraziare il buon senso, il pragmatismo, e la previdenza di Napolitano. La necessità di un governo tecnico è derivata dal fallimento della politica, fallimento non solo dei mesi e degli anni precedenti, ma anche dei decenni precedenti come gestione miope e distruttiva. Che poi Monti non abbia fatto tutto ciò che andava fatto, che abbia fatto delle cose giuste, ed anche degli errori che ci portiamo ancora dietro, e che fosse troppo legato al mondo finanziario, è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che la presenza di “Monti serviva ai partiti”. Bisogna porsi anche un’altra domanda: perché proprio adesso è uscita questa notizia? Le ripercussioni di tale scoop sono molteplici. Intanto tale notizia avvantaggia l’immagine di Silvio Berlusconi e di Forza Italia, che viene tradotta come una figura vittima di un allora pseudo complotto. In passato si è parlato anche di interferenze da parte della Cancelliera Merkel (vedi mio articolo  WSJ:ipotesi di complotto del 01/01/2012). Secondariamente, la notizia delle manovre (sensate) di Napolitano, nonostante fossero manovre legittime e precauzionali su di una futura ed inevitabile crisi politica, arriva in un momento nel quale M5S ha chiesto l’impeachment per Napolitano stesso.  Destabilizzare la figura di Giorgio Napolitano, che è la figura politica più amata dagli italiani, corrisponde a destabilizzare un punto di riferimento per la popolazione. Forse qualcuno ha interesse a creare instabilità in questo periodo già abbastanza instabile, nel quale però l’Italia, e una parte della classe politica, stanno cercando di fare passi in avanti su impostazioni e riforme. Forse questo qualcuno vuole lasciare le cose come stanno o manovrare le situazioni da dietro le quinte. Una cosa è certa, se questo scoop può rappresentare per Napolitano una cattiva pubblicità per la propria figura, o su di un proprio comportamento difficile da capire ai più, per Friedman si tratta di una grande pubblicità per il proprio libro.
P.S.: Alcuni politici ed alcuni cittadini accusano Napolitano di fare oltre il proprio mandato. Dovremmo invece essere contenti di avere un Presidente della Repubblica che non sia solo un pupazzo. Ma forse è proprio questo che a qualcuno dà fastidio. Napolitano è (per fortuna) dotato di equilibrio e buon senso, pragmatismo e senso istituzionale.  

Angela Pensword 10/02/2014 

mercoledì 11 settembre 2013

VISCO E NAPOLITANO INVITANO LA CLASSE POLITICA AL SENSO DI RESPONSABILITÀ

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha evidenziato quanto l’incertezza politica porti gli investitori internazionali a dirigere i propri investimenti altrove, danneggiando l’economia italiana. Quest’ultima, per proseguire nella leggera ripresa ha bisogno di stabilità politica. È un suggerimento indiretto alla classe politica italiana nel non sprofondare nelle loro continue beghe ed interessi di partito (ognuno rimane nella propria visuale ottusa) portandosi dietro a picco anche l’Italia. È lo stesso richiamo alla responsabilità ed alla unità rivolto alla politica nella stessa giornata da Napolitano. Il monito di Napolitano non è riferito solo all’economia, ma agli scenari che si potrebbero evidenziare a seguito di una crisi di Governo “… se non consolidiamo i pilastri della convivenza nazionale tutto è a rischio”.
La leggera ripresa economica avuta nelle ultime settimane è certamente frutto anche della stabilità politica del governo delle larghe intese. Ma la sofferenza economica è consolidata in profondità. Il PIL è in continuo calo e ha raggiunto il – 2,1% su base annua. Anche i consumi proseguono nella loro contrazione arrivando ad un -3,2%. Inoltre, pur avendo la Spagna condizioni per certi versi più penalizzanti delle nostre, ha in parità di confronto uno spread migliore, a dimostrazione della considerazione dell’Italia a livello internazionale. E il 10 settembre, giorno nel quale i listini e le piazze europee chiudono tutte in rialzo in scia della maggiore serenità nella situazione siriana, piazza affari è stata la peggiore, proprio grazie ai venti di crisi di governo.
Le considerazioni successive a questi due moniti devono essere fatte dalle forze politiche …

Angela Pensword 11/09/2013  

giovedì 28 marzo 2013

POLITICA: SONO TUTTI PAZZI! … E LA LEGISLATURA NON PARTE


I partiti politici sono tutti arroccati nelle loro posizioni, e tutti insieme, forze vecchie e nuove, andranno a sbattere contro un muro frantumandosi,  portando a sbattere anche l’Italia, ossia tutti noi.

M5S è blindato nelle sue posizioni di non appoggiare qualunque governo politico o partito politico precedente, indipendentemente dalle proposte avanzate da quest’ultimo per la formazione di un Governo.
Il PD rimane chiuso verso la proposta del Pdl di un Presidente della Repubblica moderato super partes, ed esclude la possibilità di ogni tipo di governissimo.
La Lista Monti è per se stessa troppo ancorata alle riforme europee.
Il PDL cerca di ottenere il più possibile dal risultato politico positivo che ha ottenuto.

PD. Se il Pdl si accontenta solo di scegliere un Presidente della Repubblica moderato super partes, di garanzia per tutti,  senza chiedere altro in cambio per dare la fiducia, la proposta del PDL è da prendere al volo. Una figura di Presidente della Repubblica con tali caratteristiche è una garanzia per tutti i partiti politici. Del resto sono proprio quelle le caratteristiche che un Presidente della Repubblica dovrebbe avere. E la splendida figura di Giorgio Napolitano, che tutti vorrebbero riconfermato, ne è stata l’espressione. Bersani, invece di dire “Sul Colle non tratto” dovrebbe dire “.Scegliamolo insieme un Presidente moderato”. L’ottusità al riguardo potrebbe essere il secondo errore di Bersani a livello di strategia politica. Riguardo al non volere formare un governassimo precostituito invece ha ragione. Non vi sono le condizioni e le intese sui punti in comune si possono trovare successivamente alla fiducia.    
PDL. Il Pdl vuole essere maggiormente ascoltato e rivendica un ruolo moderato per il Presidente della Repubblica. Il diritto ad avere un ruolo attivo nella gestione del governo successivamente alla fiducia lo dà al Pdl, come a M5S, il risultato stesso delle elezioni. Tale risultato è più simile ad un proporzionale che ad un maggioritario, e quindi tutte le forze politiche dovranno essere ascoltate nel governare il Paese.
La Lista Monti ha nel suo interno persone dotate di equilibrio e senso di responsabilità. Ora hanno la possibilità di dimostrarlo ulteriormente.   .   
M5S. L’atteggiamento ostruzionista del M5S ha un valore distruttivo. Stare fuori dai vecchi partiti ha un senso, ma stare fuori dalle istituzioni non ha senso. Ed impedire a priori la nascita di una legislatura vuole dire volere stare fuori dalle istituzioni. Se per distruggere i vecchi politici e la vecchia politica (obiettivo legittimo e condivisibile) Grillo arriva a distruggere anche le istituzioni e la possibilità di una Legislatura positiva e necessaria per l’Italia (modalità illegittima e discutibile), sbaglia,  a meno che ciò che si vuole non è il cambiamento ma il caos. M5S ha ragione nel dire che senza il movimento la classe politica vecchia non avrebbe iniziato a parlare di cambiamento e a modificare alcuni comportamenti consolidati. Come ha ragione nel dire che i grillini sono il risultato contro gli ultimi 20 anni di gestione politica. Anzi, io aggiungerei più anni fino ad arrivare a 40..Ma ora è il momento di fare. E si può fare se esiste una Legislatura al cui interno ci sia collaborazione. L’avere un atteggiamento troppo assolutista non permette alla Legislatura di partire, mentre M5S dovrebbe portare avanti le proprie iniziative e continuare a spronare i partiti nel proprio percorso di rinnovamento. L’atteggiamento assolutista di M5S, il quale in questa particolare situazione italiana di difficoltà e con questo risultato politico, vorrebbe solo un Governo M5S, non è un atteggiamento democratico.  E potrebbe portare M5S a perdere grande .parte del proprio elettorato. Escludere a priori di dare la fiducia ad un Governo politico che dimostri di avere la volontà di fare e con il quale si hanno dei punti in comune,  corrisponde a sbattere la porta in faccia a tutta l’Italia.  

Bisogna considerare anche la situazione nella quale versa oggi l’Italia . E l’Italia non si può permettere di non avere entro Pasqua un Governo che inizia a lavorare bene. Non è solo una questione di stabilità interna ed europea, ma le problematiche sociali ed economiche interne che necessitano di una immediata soluzione sono troppo importanti. Quando la classe politica  non è in grado di prendersi le proprie responsabilità e di governare, in una situazione di crisi economica e disagio sociale come quella attuale italiana, si verificano le condizioni per arrivare ad una guerra civile o ad una dittatura. 


Qui non si tratta di dare la fiducia incondizionata ad un Governo politico o ad un partito politico. Qui si tratta di dare a questa Legislatura la possibilità di partire. Poi sarà inevitabile governare insieme, anche perché non esiste una maggioranza schiacciante in un bipolarismo, ma tre forze politiche forti ed una un po’ più piccola. Questa Legislatura può essere veramente la possibilità per la Politica (intesa con la P maiuscola) di fare un Governo di dialogo costruttivo tra le varie parti politiche, impostato sulla maturità politica e fuori dalla prepotenza del bipolarismo. Ma senza la capacità di dialogo interno alla democrazia una politica italiana matura non è possibile

Chi non vota la fiducia, fa un attentato all’Italia ed al popolo italiano che si è espresso nelle votazioni premiando con tali proporzioni le rispettive forze politiche.
Speriamo che i partiti politici, tutti, ritrovino la ragione … o che la ragione ritrovi loro!
Angela Pensword 28/03/2013


lunedì 18 marzo 2013

Oggi è il 152esimo compleanno d’Italia


Oggi, 17/03/2013, è la ricorrenza della nascita dell’Italia. Napolitano continua instancabilmente ad esortare all’unità, rivolta in questo particolare momento di difficoltà nazionale e di empasse politica, proprio alla classe politica. Come al solito Napolitano ha fatto un discorso splendido, di buon senso e super partes. E come al solito non viene ascoltato dalle parti politiche.
17/03/2013 Angela Pensword 

sabato 24 novembre 2012

Napolitano: Monti non è candidabile alle prossime elezioni politiche.

Così Napolitano chiarisce la questione e sgombra il campo da ogni dubbio su di una eventuale candidatura di Mario Monti nelle prossime elezioni politiche di primavera. Sgombra anche ogni possibilità ai partiti che volevano candidare l’attuale Presidente del Consiglio nelle proprie liste o perorare un Monti bis. Un Monti bis, se mai ci sarà, potrà derivare solo da una specifica richiesta post elezioni. Ma speriamo che ciò non accada, e non per l’attuale Presidente Mario Monti che con il suo Governo tecnico ha fatto del proprio meglio raggiungendo considerevoli risultati, ma perché vorrebbe dire che la politica non ha imparato dai propri errori e che il Governo politico non sarà nuovamente in grado di gestire la Nazione e le situazioni. Monti potrà però essere sempre consultato per eventuali consigli, in ambito anche delle proprie funzioni di Senatore a Vita. Senza smentire la valenza dell’operato del Governo tecnico e l’opinione che un Governo politico durante questo anno passato sarebbe naufragato diverse volte ed avrebbe fatto naufragare da tempo l’Italia, è ora che un Governo politico riprenda il proprio posto. Bisogna riconoscere che Mario Monti è un importante punto di riferimento italiano in ambito europeo, e perdere la sua presenza nello scenario politico italiano in ruoli importanti di potere non è consigliabile per l’Italia. L’incarico al posto dell’attuale Presiedente della Repubblica Giorgio Napolitano, massima carica a rappresentanza dell’Italia, potrebbe essere un ruolo adatto alla figura di Mario Monti.
Angela Pensword 24/11/2012

lunedì 3 settembre 2012

Il Presidente della Repubblica Napolitano è stato intercettato

Il Presidente della Repubblica è stato indirettamente intercettato. Le intercettazioni non sono state riportate, ma circolano solo indiscrezioni sul contenuto della telefonata intercorsa con Nicola Mancino.. In essa pare che il Presidente Napolitano abbia espresso considerazioni negative su Berlusconi e su Di Pietro. La diffusione di tale notizia ha causato parecchio caos. Da una parte il Quirinale ha avviato una interrogazione costituzionale per l’avvenuta intercettazione. Da un’altra parte vi è la famelica curiosità della popolazione di conoscere l’opinione espressa dal Presidente, curiosità pompata dai mezzi di informazione di massa che hanno esagerato tale notizia come a livello di gossip. Da un’altra parte, appunto, i mezzi di informazione hanno avuto l’effetto di amplificare il tutto sulla base dello “spettegolare”. Sono giorni difatti che se ne parla. Da un’altra parte ancora una frangia politica ha voluto strumentalizzare a posteriori tali eventuali espressioni gridando al complotto (non contro Napolitano) contro il precedente Presidente del Consiglio Berlusconi, come se il Presidente della Repubblica Napolitano avesse successivamente agito solo per antipatia personale nel suggerire un governo tecnico, e non per dovere istituzionale (assurdo). Da un’altra parte ancora vi è stata certamente la volontà di qualche spinta politica (ma non partitica), anteriormente alla notizia, di destabilizzare il Presidente Napolitano. Prossimamente ci sono impegni importanti. Entro il 31 dicembre 2012 vi è l’approvazione della legge di stabilità. Poi il Presidente della Repubblica dovrà stabilire la data del voto. La naturale scadenza della legislatura è aprile ma c’è chi, e non si capisce in base a quale criterio dato che ad aprile manca poco, paventa ogni tanto la possibilità di elezioni anticipate. La crisi europea e le situazioni internazionali non ci permettono di focalizzarci solo sui nostri problemi e sulle nostre beghe politiche interne di scontro e lotta di potere tra partiti avversi e per mantenere (in questo caso in accordo) i privilegi. Dobbiamo garantire una stabilità politica che permetta un dialogo competente con le altre forze europee. È evidente, e lo capirebbe anche un bambino, che è in atto una azione destabilizzante nei confronti della figura del Presidente Napolitano. Ma colpendo lui in questo modo si colpisce anche il nostro Paese. È per questo che è importante che le istituzioni siano unite in tale circostanza, nel neutralizzare tale manovra destabilizzante. Per neutralizzare questo capitolo di scontro istituzionale, noi popolazione non dovremmo cadere nella curiosità del gossip e dello spettegolare, e non dovremmo farci prendere in giro da chi volutamente, direttamente ed indirettamente, gonfia la notizia soffiando sulla vela. I mezzi di informazione, probabilmente strumentalizzati a loro volta, avrebbero dovuto relegare la notizia alla importanza che merita. Visualizzando la reale importanza della telefonata ed andando al nocciolo della questione si può vedere come stanno realmente le cose. Infatti Napolitano è anche egli un uomo, con opinioni personali come ognuno di noi. E ciò è naturale, umano, e giusto. Se non si avessero delle opinioni personali si sarebbe più simili a delle cose e non a delle persone, in quanto solo le cose non pensano. Quindi, anche se fosse vero che egli abbia espresso giudizi negativi su di una persona o su di un’altra, o su di una determinata situazione, tali espressioni e giudizi rimangono nella sfera personale, come se stesse commentando un risultato di una partita o se parlasse di un viaggio. Esiste la privacy di una persona, e questo vale per chiunque. Certo, si spera che chi sta nei posti di potere, pur avendo le proprie opinioni, mantenga sempre un atteggiamento super partes. Ma tale mancanza non si può certo attribuire al Presidente Napolitano, che ha sempre dato esempio di equilibrio, costanza, obiettività, lungimiranza, e buon senso, in qualunque decisione egli abbia preso ed in qualunque esortazione egli abbia fatto ai politici ed a noi popolazione per aiutarci a gestire la crisi. Egli è una figura molto amata ed ammirata dalla maggioranza della popolazione, proprio per l’esempio di equilibrio, di calma, di competenza, di obiettività che ha sempre dimostrato. Forse è proprio per questo che risulta scomodo a qualcuno, e, trasversalmente, ad altri settori della società (forse). Egli è una persona che non è condizionabile, e noi abbiamo bisogno di persone che non si lasciano condizionare, comprare, o ricattare, capaci di pensare in autonomia e di portare avanti i loro pensieri. Consiglio quindi al Presidente Napolitano di non dare troppa importanza a questa azione, di fare come Virgilio suggerisce a Dante nella Divina Commedia “non ragioniam di lor ma guarda e passa” (ossia “non ti curar di loro ma guarda e passa” nell'uso attuale) e di rimanere sereno nel proseguimento del proprio lavoro con il suo solito equilibrio e consueta lucidità alla quale ci ha abituato. Angela Pensword 03/09/2012 Copyright © AngelaPensword http://angelapensword.blogspot.com/

lunedì 2 gennaio 2012

Riflessioni personali post discorso di fine anno di Napolitano

Il discorso di Napolitano è molto bello, e mi auguro che si possa realizzare. Ma i problemi ci sono e sono molti. L’anno prossimo sarà un anno molto duro ed importante, caratterizzato nella prima metà da diverse problematiche da risolvere. La seconda metà, in base a come andranno le questioni nazionali, europee ed internazionali, potrà essere più o meno faticoso. Ma Napolitano ha ragione, ce la possiamo fare, noi e l’Europa, ognuno nella risoluzione dei singoli problemi nazionali, ed insieme per la soluzione di quelli europei. Bisogna vedere però se ce la faremo. Già, perché non è detto che potendo fare una cosa poi si riesca a farla. Quali sono le ricette giuste per la crescita? Ed individuate riusciremo a farle? Ci sarà coesione costruttiva ancora tra i partiti? E tra i Paesi dell’Europa? Noi popolazione riusciamo a stare a galla giusto perché abbiamo alle spalle un benessere retrodatato, che si sta man mano consumando. Non possiamo sostenere a lungo questa situazione. 


NAPOLITANO DISCORSO DI FINE D’ANNO

Napolitano ci parla con un bellissimo discorso, sicuro e preciso, che colpisce dritto tutte le problematiche e tutte le speranze, le motivazioni, le cause, le intenzioni, i cambiamenti da fare, e la direzione nella quale andare. Infonde ottimismo, esalta il nostro orgoglio e il nostro spirito nazionale. Parla della fiducia in noi stessi come un elemento fondamentale per uscire dalla crisi.
Non nega che la crisi finanziaria ed economica resta una emergenza grave e che l’anno prossimo sarà un anno molto duro, e chiede uno sforzo da parte di tutti. Spiega il perché i sacrifici siano indispensabili, e così facendo ci aiuta ad accettarli. Evidenzia l’importanza che avvenga la ripresa economica affermando che i “sacrifici non saranno inutili, specie se l’economia ricomincia a crescere.”
Parla della pesantezza del debito pubblico che grava sull’Italia con i suoi interessi alti, e di quanto sia importante portare avanti con rigore il risanamento di bilancio.
Lo Stato ha speso troppo”, spesso per comportamenti non sani. Al riguardo dà un duro colpo parlando di corruzione parassitismo e inquinamento criminale. Anche l’evasione fiscale è un comportamento sociale sbagliato e dannoso che va profondamente combattuto.


domenica 1 gennaio 2012

WSJ: ipotesi di complotto

La diatriba del 30/12/2011 ha più il sapore di un gossip politico. La questione deriva da un articolo del WSJ nel quale si fa riferimento alla presunta e diplomatica richiesta da parte della Merkel a Giorgio Napolitano in una telefonata del 20 ottobre di silurare Berlusconi, od almeno questo è il merito che il WSJ vuole attribuire alla Cancelliera tedesca. Anche se non si crede al contenuto dell’articolo del WSJ è impossibile non avere una reazione politica a tale affermazione. Dopo le immediate fiamme del Pdl arrivano subito le smentite sia dal Quirinale che dalla Germania. È impensabile che un Capo di Stato possa fare in modo esplicito una richiesta del genere, proprio da un punto di vista diplomatico. Ma le preoccupazioni verso l’Italia in quei giorni per la soluzione della crisi e la paura di un effetto domino europeo erano certamente forti e comprensibili. Quindi nella telefonata si è parlato solo in generale di “misure prese e da prendere” di “difesa dell’euro” e di “riforme strutturali” senza entrare in materia di politica interna italiana. Del resto che con il precedente Governo e con il clima politico che caratterizzava la nostra classe politica non eravamo in grado di affrontare la problematica della crisi non c’era bisogno della Merkel per saperlo. E se per caso la Merkel ce lo avesse fatto capire in modo diplomatico quale è il problema? Dovremmo solo ringraziarla! Ciò che è capitato successivamente da quando Napolitano, per me da quel giorno “Santo”, ha preso diplomaticamente in mano la situazione rientra in un nostro iter storico. Certamente grazie al senso di responsabilità di Berlusconi che prima si è dimesso e poi ha contribuito a evitarci delle elezioni anticipate che non avrebbero risolto la situazione. Napolitano è una persona di spessore e di livello politico, molto apprezzata dal popolo italiano, capace di prendere autonomamente e coscientemente le sue decisioni. Penso che si stia facendo fumo per niente, mentre ora si deve pensare ad andare avanti. I problemi non sono finiti, anzi. Buon lavoro.


giovedì 24 novembre 2011

IUS SOLI

Leggendo il post di Alessandro Banfi del 23/11/2011 Gli italiani di domani  riferito a quanto sollevato dal Capo dell Stato Giorgio Napolitano sullo Ius Soli ho voluto riflettere sull'argomento. In effetti sarebbe normale nascendo in un Paese avere la cittadinanza di quel Paese. Ci sono ragazzi nel mondo che hanno due cittadinanze proprio per questo. In altri Paesi l’ordinamento è vario. In Europa vige  quasi dovunque (tranne in Francia) lo Ius sanguinis, mentre in America in quanto Paese nuovo formato da immigrati vige da sempre lo Ius soli. Istituirlo da noi potrebbe portare la problematica di avere in futuro “pochi italiani doc”. Ma questa è una problematica fasulla, perché la società italiana è già carica di stranieri, e questi possono essere una ricchezza e non necessariamente un danno. Un problema è che in Italia nascono pochi bambini italiani doc, per i soliti problemi lavorativi e di malessere che affliggono la nostra società, ed il bello è che si è andati verso una minore tutela della maternità lavorativa e della famiglia in genere. È qui quindi che bisogna agire comunque indipendentemente dal fare lo Ius soli. Una cosa importante è anche salvaguardare la nostra cultura e storia, e per salvaguardarla bisogna valorizzarla. Quindi io penso questo: va benissimo lo Ius soli, ed anche il rispetto delle culture diverse (a meno che non siano contro la nostra cultura contro la legge e contro il rispetto umano), è giusto, ma siamo anche noi italiani che dobbiamo migliorare il nostro comportamento e la nostra società, avere più ordine, e costruire un’Italia migliore, anche con l’aiuto di bambini figli di immigrati, ed anche di questi ultimi. Del resto siamo tutti fratelli. Ma è importante il comportamento (ma questo è un po’ fuori tema). Insomma, non dobbiamo diventare noi stranieri in terra nostra, ma gli stranieri italiani. Ed è importante per una questione di civiltà non solo lo Ius soli ed il rispetto altrui (fondamentale sempre) ma anche dare la possibilità di fare figli, e di lasciare a questi bambini, doc e non doc, una società migliore nella quale vivere.  A.A.Pensword