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domenica 29 maggio 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE PARTE LA CAMPAGNA

Parte la campagna di promozione per il Si nel Referendum Costituzionale.  Breve intervista a Massimo De Meo, coordinatore nazionale dell’Associazione “La Rete dei Si per il Referendum Costituzionale” e direttore della Rivista di tecnica legislativa Iter Legis, e a  Angelo Pugliese, referente del Comitato “La Rete dei Si Anzio-Nettuno”,  giornalista pubblicista e membro del PD locale. 
Di Angela Pensword
E’ iniziata a Bergamo, nel  Teatro Sociale, la campagna di promozione per il Si nel  Referendum Costituzionale previsto in ottobre.  Ad aprire la campagna è stato  il Premier Matteo Renzi: “Noi la faccia ce la mettiamo. Tutti devono avere consapevolezza che in Italia non è in ballo il destino di un singolo ma di una comunità”.  Lo stesso pomeriggio del 21 maggio si è svolta , sempre a Bergamo, la manifestazione organizzata da Forza Italia  e di fatto è  iniziata anche la campagna per il No. Contrarie alla  riforma costituzionale, approvata in doppia lettura dalle due Camere e quindi ora sottoposta al voto popolare tramite Referendum confermativo,  sono tutte le forze politiche di opposizione, tra le quali  ovviamente FI, ma arrivano critiche anche dalla minoranza del Pd.
Per esprimere serenamente le proprie opinioni l’unico modo è conoscere bene l’argomento ed il contenuto della proposta, e mantenere spirito critico ed obiettività. Contenuto ed argomento che risultano sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Se interpelliamo chiunque possiamo sapere che cosa ha fatto la propria squadra di calcio del cuore la domenica scorsa, ma difficilmente riusciamo ad avviare una discussione sulla  Costituzione, che attraverso  l’educazione civica è una materia che dovrebbe essere insegnata nella scuola ma di fatto viene trascurata dai programmi scolastici di ogni ordine e grado. La Costituzione è l’anima di uno Stato, è il documento che contiene le basi fondamentali di impostazione di una Nazione.  Per capire meglio che cosa è una Carta Costituzionale la si può paragonare semplicemente (per rendere l’idea) all’atto costitutivo o allo statuto di un’associazione. Stabilisce l’essenza, le basi, gli obiettivi ed i comportamenti. Tutte le Leggi di una Nazione, ed i regolamenti, devono tenere conto di quelle impostazioni se non vogliono correre il rischio di essere anticostituzionali, e quindi nulle.
Il Referendum vuole modificare 5 dei 6 “Titoli” contemplati dalla  seconda parte della Costituzione Italiana. Al riguardo propone un forte ridimensionamento dei poteri del Senato e del numero dei Senatori, che passeranno da 315 a 100, ed un cambio nel sistema di elezione dei Senatori, portando di fatto alla fine del bicameralismo  paritario in quanto solo la Camera voterà la fiducia al Governo. Inoltre va ad agire sull’equilibrio tra Stato centrale e Regioni aumentando (o meglio ripristinando) su alcuni settori il potere dello Stato sulle Regioni. Oltre a ciò verranno definitivamente abolite le Provincie, abolito il  CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro), e viene inserita per i referendum la possibilità di proporre nuove Leggi (ordinarie). In più vi sono delle piccole modifiche nella elezione del Presidente della Repubblica.
Probabilmente la paura generalizzata che viene fatta rimbalzare nell’immaginario collettivo relativamente ad una impostazione autoritaria della Riforma deriva dall’abbinamento (solo paventato) con l’Italicum (la nuova legge elettorale per la Camera dei Deputati), insieme appunto ad un maggiore potere della Camera rimasta che risulterebbe amplificato dal minore potere del Senato. Ma se l’Italicum premia la maggioranza a favore di una governabilità, la Riforma Costituzionale va a favore di una minore burocrazia istituzionale, di una maggiore velocità decisionale, e di minori costi. Inoltre la Riforma Elettorale (Italicum) vi è già stata, e la Riforma Costituzionale viaggia separatamente. Quindi, in teoria, si potrebbe benissimo non essere d’accordo con l’Italicum ma essere d’accordo nel contenuto della Riforma Costituzionale, le cui modifiche hanno valore indipendentemente da un sistema elettorale che premi o no una maggioranza. Le due Riforme infatti sono scisse.
Personalmente chi scrive non adora  l’Italicum perché per conformazione mentale resta favorevole ad un proporzionale puro senza possibilità di alleanze di coalizione, insomma ad un sistema che su questo Pianeta rappresenta l’ingovernabilità pura, ma continua a sperare in un mondo che riesca a gestire la democrazia nel rispetto dell’opinione altrui e all’interno di un dialogo costruttivo (che può mancare anche da parte di una maggioranza e che manca di certo nell’ostruzionismo di una opposizione). Però chi scrive si scontra poi con la irrealizzabilità della speranza e con la praticità della realtà.
Il Referendum Costituzionale di ottobre è un appuntamento molto importante per la nostra Italia, perché riguarda la modifica di una parte della Costituzione Italiana. Ma è un appuntamento molto importante anche per l’attuale Governo, e ovviamente per il Partito Democratico che di fatto di questo governo è la principale forza politica sostenitrice. Inoltre il Premier Renzi ha collegato la propria permanenza in politica alla vittoria dei Si. La difficoltà dell’argomento, la tipologia del quesito, la mancanza di una informazione completa sui vari aspetti, una campagna del no monotematica, la personalizzazione del Referendum, fanno correre il rischio che l’iniziativa sia  strumentalizzata politicamente e diventi solo un mezzo per andare contro il Governo, perdendo così di vista la reale finalità dell’iniziativa e il valore eventuale del contenuto  della proposta. 
Concentrandoci sul nostro territorio locale, anche ad Anzio il 21 maggio è stato il giorno inaugurale per la campagna per il Si sul Referendum Costituzionale. Il  “varo” della “nave dei Si” è avvenuto  in Piazza Pia, dove il gazebo allestito dal Comitato dei Si “Anzio-Nettuno”  e dall’Associazione “La Rete dei Si per il Referendum Costituzionale” ha accolto le persone fornendo informazioni e materiale. Il coordinatore nazionale dell’Associazione  Massimo De Meo, direttore della Rivista di tecnica legislativa Iter Legis, e il referente del Comitato, Angelo Pugliese,  giornalista pubblicista e membro anche del PD locale, hanno gentilmente risposto a qualche nostra domanda: 
Perché è così importante questo Referendum?  Perché questo Referendum è un’occasione storica per cambiare la Costituzione ed effettuare quella manutenzione della quale ogni istituzione ha bisogno, per registrare meglio alcune cose, per migliorare e progredire, proprio come accade per le macchine. La modifica alla Costituzione è prevista nella Costituzione stessa, ed è stata rispettata  alla lettera la procedura.
Perché la proposta di questo Referendum viene vista da molti come una impostazione di regime?  Vi è un’errata percezione della proposta del Referendum e di ciò che essa potrebbe portare. Intanto i quesiti dei Referendum, proprio perché di difficile impostazione e perché contengono più argomenti condensati in una sola domanda, non sono in genere di facile comprensione.  Il percorso di Riforma Costituzionale è iniziato oltre due anni fa, all’interno del Governo Letta. Alcune delle forze oggi ostili a questa Riforma erano all’inizio più che favorevoli. Quando Napolitano pose come condizione del  rinnovo  del suo mandato alcune Riforme tra le quali quella Costituzionale per il superamento del Bicameralismo paritario, la stessa Forza Italia, oggi contraria, era favorevole a questa proposta. Da allora in questi due anni si sono svolte 173 sedute tra Senato e Camera al riguardo. N
on si può dire che è  il frutto di un colpo di mano dell’attuale Governo e che non vi è stato il tempo e la discussione tra le forze politiche su tale argomento. Inoltre si tende erroneamente ad unire a riforma Costituzionale con la riforma elettorale, mentre sono due visioni diverse. Inoltre vi è il pericolo che il Referendum venga strumentalizzato politicamente per andare contro il Governo. Per ovviare a questo ci vuole un corretta informazione sui contenuto della proposta per i suoi vari aspetti, informazione che purtroppo manca anche a livello centrale. L’Associazione che abbiamo costituito, “La Rete dei Si”  vuole contribuire proprio a dare una maggiore e completa informazione, in una sorta di campagna di educazione civica ed aggiornamento sulle prospettive delle Regioni e del rapporto con l'Unione Europea.
Perché è stato  così importante essere presenti oggi a Piazza Pia? Perché è importante essere presenti sul territorio in relazione a questo argomento per ascoltare le richieste e rassicurare sulle immotivate  preoccupazioni dei cittadini. Il Comitato per il Si Anzio-Nettuno che io ( Angelo Pugliese n.d.a.)  ho costituito insieme a Stefano Colelli ha aderito all’Associazione de  “La Rete per il Si sul Referendum Costituzionale” proprio per svolgere questo lavoro positivamente in termini di qualità. Si tratta di un’Associazione nazionale costituita a marzo 2016, già presente su vari territori nel Lazio ed in tute le Regioni italiane, un gruppo di persone con esperienze lavorative diverse e con opinioni politiche diverse. Insieme faremo opera di informazione. 
Sono previsti altri banchetti di informazione? Sono previste altre iniziative, sia di formazione tra gli aderenti ai comitati, sia di approfondimento dei temi principali in incontri aperti ai cittadini, dall'impatto economico e sociale del nuovo rapporto Stato-Regioni, al nuovo modo di fare le leggi nel nuovo Parlamento.
Se qualcuno vuole contattarvi e aderire? Qui sul territorio del Litorale potete contattarci via mail alla casella di posta dedicata laretedeisianzionettuno@gmail.com oppure chiamare telefonicamente al 3473309710 o al 3666806195 e vi forniremo tutti i dettagli e i moduli necessari per l’adesione, che ricordiamo, prevede anche una autodichiarazione di chi vuole aderire di non avere carichi penali pendenti.  Per chi vuole approfondire con maggiori dettagli può andare al sito dell’associazione nazionale www.laretedeisi.it  oppure andare alla pagina facebook  https://www.facebook.com/laretedeisi/?fref=ts . Ricordiamo che come comitato AnzioNettuno abbiamo anche una pagina facebook del territorio https://www.facebook.com/laretedeisianzionettuno/?fref=ts .
Discreto l’interesse dimostrato dalle persone per un argomento di per sé sconosciuto alla stragrande maggioranza dei cittadini.
22 maggio 2016






mercoledì 13 aprile 2016

Governo sotto attacco … ed Europa sotto attacco

Di Angela Pensword

L’aumento del fuoco nemico al Governo era prevedibile e previsto. L’escalation era inevitabile. Sono mesi che chi si è posto l’obiettivo di far cadere l’attuale Governo soffia sul fuoco per aumentare la fiamma, colpisce ai fianchi, conquista metro su metro con tante piccole battaglie che, anche se non ottengono subito il risultato sperato,  certamente destabilizzano. E mentre questa guerra si consuma lentamente, chi si muove nel sotterraneo, cresce.  Ciò che stupisce non è la volontà, legittima o illegittima che sia, di mandare a casa questo Governo, ma la macchina organizzativa capace di strutturare e realizzare una offensiva di tale portata. Ciò che stupisce è la tempistica, unita alla capacità mediatica. Guardando la realtà con una particolare attenzione si potrebbe pensare  a mosse posizionate apposta su di una scacchiera. Ma vi pare possibile la coincidenza tra la caduta del Sindaco Marino e Roma Capitale? Ma vi pare possibile che lo scandalo dei gioghi delle trivelle è scoppiato poco prima delle elezioni amministrative? Ma vi pare possibile che molte consuetudini sbagliate che si sapevano e che era impossibile cambiare sono state portate alla luce proprio in determinati periodi dell’anno? Con questo non giustifico le consuetudini sbagliate, che non dovrebbero mai esistere.  Ben venga una sensibilizzazione ed una sensibilità maggiore verso comportamenti migliori, verso il bene comune, verso la trasparenza e una politica del fare. Caratteristiche che ha anche la politica di Renzi a mio avviso, ma mi potrei sbagliare ovviamente, altrimenti non si sarebbe potuto identificare come il “rottamatore”e sbaragliare nel PD e fuori di esso la soporifera classe politica narcotizzante e velenosa degli ultimi 40 anni. Ma la macchina organizzativa distruttiva per la lotta di potere è travolgente e stravolgente, e questa volta non vuole fallire, dato che quella precedente gli è andata male.  I temi trattati sui quali fare propaganda sono forti e sono molti. … E vi pare che delle semplici forze politiche o un semplice movimento possa avere la forza mediatica ed organizzativa di comunicazione di massa e di azioni di indirizzo da attuare ed evidenziare al momento giusto? Una strategia mediatica e tempistica studiata e premeditata? Allora mi torna in mente Di Pietro, e … Ma vi pare possibile che Mani Pulite portata avanti da Di Pietro è emersa solo per fare pulizia, e non per preparare il terreno a qualcuno la cui speranza di vittoria è stata poi scippata inaspettatamente da Berlusconi? Quindi nessuna forza nuova, le stesse di allora, ma con molte nuove leve all’interno della società, persone che sono il mezzo attraverso il quale arrivare al potere, attraverso le quali chi ci prova da anni, o chi ci prova dall’esterno per motivi più internazionali di equilibri, vuole arrivare, o non vuole perdere o avere perso all’interno della politica e del partito stesso, il potere. Ma per farci cosa? … Ancora non lo so.  La destra ha deragliato da tempo, ma al riguardo ha lo stesso obiettivo dell’estrema sinistra e del M5S. Quindi il fuoco non è solo aumentato, ma è anche incrociato. Anche Cameron sta subendo lo stesso attacco, … e guardando la realtà con occhi più attenti, si potrebbe pensare che allora il discorso sia più ampio, e che ciò che si vuole colpire non è una semplice nazione, ma l’Europa. Quindi forse, arrivando alla fantapolitica, e quindi alle congetture fantastiche, si potrebbe ipotizzare che a livello internazionale dietro a tutto questo, anche se in minima parte dato che sfrutta inconsapevoli correnti ascensionali di massa già esistenti all’interno delle singole Nazioni, vi sia chi l’Europa la vede come un fastidio. E non è detto che i livelli nazionali ed internazionali della gestione del malcontento siano a conoscenza gli uni degli altri. … Ma questi nel caso sono livelli sui quali noi non possiamo fare niente, e quindi è inutile pensarci. … In generale, basterebbe che ci fosse solo più buon senso in giro, e più correttezza e rispetto per il prossimo, in un mondo perfetto che, in quanto mondo, perfetto non lo sarà mai … . 

martedì 10 novembre 2015

sinistra italiana Renzi la destra effetto sandwich il grande centro

è NATA SINISTRA ITALIANA
È nata sinistra italiana. Finalmente è uscita alla luce del sole una operazione politica che era in preparazione da mesi a livello nazionale e territoriale. Non condivido tale posizione politica, ma sono contenta della sua nascita perché finalmente si gioca a carte scoperte. Niente più fantasmi che si aggirano  in modo occulto all’interno ed all’esterno del PD per minarlo. Adesso questi fantasmi hanno una collocazione. Adesso i mal di pancia del PD si spera che si spostino direttamente nel corpo nuovo.  Non penso che la nascita di tale nuova identità politica subito dopo la caduta del Sindaco Marino e conseguente a Mafia Capitale sia casuale.  Penso che attirerà nuove adesioni, cavalcando il malcontento, e che si muoverà in coordinamento con M5S che, se di facciata non può allearsi con nessuno, sottobanco è capace di coagularsi. A naso, purtroppo … sento odore di caos.
LA DESTRA UNITA
A Bologna si è svolta una manifestazione organizzata dalla Lega, alla quale hanno partecipato anche Fratelli d’Italia e Forza Italia. La manifestazione ha mostrato una destra unita e forte. Meloni, figura  in gamba e convincente, ha affondato gli artigli contro il Governo Renzi. Lo stesso hanno fatto Salvini e Berlusconi, in ottimo affiatamento. La destra sembra rinata e convinta nel suo procedere. Altro tam tam di guerra contro l’attuale Governo.
RENZI E L’EFFETTO SANDWICH
Il PD corre il rischio, con la crescita della Sinistra Italiana insieme a M5S,  e con la crescita e l’unione delle forze di centro destra, di fare la fine della sottiletta tra due fette di pane. Da adesso in poi, inoltre, il fuoco nemico contro il Governo sarà più intenso. 
IL GRANDE CENTRO

L’unico modo per il PD moderato di non subire l’effetto sandwich è quello di diventare un partito ancora più forte di consenso. Vi è la possibilità infatti, di opposto al sandwich precedente, o scongiurando una divisione politica in tre grandi blocchi, di diventare una enorme fetta di formaggio arginando gli estremi ai lati. Renzi è un uomo di centro e di sinistra moderato. Se si riflette sul fatto che Renzi da solo ha portato il PD al 40% poco tempo fa, dopo che il PD era sceso ai minimi storici, si capisce che l’elettorato che attira è più del semplice PD. Questo perché fa un discorso più ampio, perché da fiducia a chi è rimasto disgustato dal vecchio modo di fare politica. Questo consenso è leggermente sceso, a seguito del logorio del fare ed anche a seguito di una non giusta comunicazione e spiegazione su tutte le scelte fatte. Bisogna ammettere che Salvini, ed altri della opposizione, hanno ragione su molte cose. Bisognerebbe assorbire maggiormente queste cose e farle proprie, dato che sono giuste. Fino a quando il Governo italiano (qualunque esso sia) continuerà a tassare i più deboli e a non agire maggiormente sugli sprechi della casta, ad abolire la guardia forestale, e fino a quando la giustizia continuerà ad essere spesso ingiusta e lenta, non può prendere i consensi diffusi. È anche vero che agire su tali questioni non è facile (anche se non è un buon motivo per non farlo).  Bisogna ammettere che il Governo Renzi si trova in eredità una Italia che è stata gestita male per decenni, con problematiche in ogni settore, e con buchi economici notevoli. Tali problematiche influenzano inevitabilmente scelte che vengono fatte. Bisogna ammettere che, oltre ad aver preso in gestione l’Italia (e l’ha già in parte riesumata) in un periodo di crisi economica internazionale, Renzi in poco tempo ha dimostrato di avere tutta un’altra marcia rispetto al fare soporifero e narcotizzante dei Governi precedenti. Certo, alcune scelte od approfondimenti non li condivido in pieno. Ad esempio la vera riforma della scuola è quella che deve tendere a formare l’individuo come individuo sociale, ed alcune impostazioni prese andrebbero prese in maggiore tutela dei più deboli. Ma almeno questo Governo le cose le fa, ed in molti casi anche migliorative. Vi sono forze politiche che si gonfiano di rimproveri e critiche contro l’attuale Governo dopo che precedentemente a lui hanno governato per molti anni avendo la maggioranza assoluta, e non hanno fatto niente, anzi, hanno contribuito a portare l’Italia sul baratro sul quale Monti l’ha recuperata al lazzo. Berlusconi a Bologna racconta le sue favole. Bene. Che cosa è stato fatto sotto il governo Berlusconi? E dove intende prendere i soldi per tagliare tutte queste tasse? Magari ci riuscisse agendo effettivamente sugli sprechi della casta che rappresenta, agendo sulle leve di impostazione della nazione che la potenziano, garantendo procedure precise. Mi sembra un film già visto … . E poi vi è una estrema sinistra che per anni è stata capace di fare solo ostruzionismo contribuendo in tale modo ad ammazzare l’Italia. Poi vi è una forza nuova, M5S, che ha anche belle idee, ma che non differisce dalle altre per rabbia, mancanza di dialogo, e sete di potere. Vi sono valori di sinistra che condivido, ma ve ne sono altri elastici e  moderni e non in contrasto con un grande centro. Un centro moderato che non abbia niente a che vedere con la balena bianca chiamata DC (ingessata in interessi personali, e altro). Un nuovo centro costruttivo e che attua operatività corrette nel suo essere e procedere nella gestione del Paese. Insomma … destra, sinistra, centro, … possibile che, pur volendo tutti migliorare il mondo, non riusciamo a dialogare per lavorare sinergicamente in tale direzione?!  

Angela Pensword 10/11/2015 

sabato 7 febbraio 2015

Un appunto al Governo in termini di comunicazione …

OK … . Questo governo se la cava, almeno nel senso che rimane a galla. Renzi ha la qualità del trasformista e del mago, e lascia sempre spiazzati i propri nemici (lo ha sempre fatto, sguisciando via come un tonno dalle fauci dei pescecane che in più di una occasione hanno cercato di agguantarlo) (difatti si potrebbe fare un cartone animato al riguardo) … . Tralasciando ciò che ha fatto di buono, e ciò che dovrebbe fare meglio in termini di governo, un appunto a questo Governo lo voglio fare (un suggerimento), almeno in termini di comunicazione … .
In rete si trovano molte accuse nei confronti di questo Governo. Non dico che non ci devono stare, anzi, la democrazia è anche questo, la libertà di espressione delle proprie idee e rimostranze, ed il rispetto che gli altri ne debbono avere. La colpa infatti non sta nell’evidenziare delle cose che non si reputano fatte bene, soprattutto se si parla in buona fede, ma la colpa ce l'ha chi non risponde alle insinuazioni direttamente o indirettamente collegate al Governo che recano un danno di immagine ad esso, lasciando la propria immagine alla mercé del mercato, e perdendo consenso. Difatti la bravura non deve essere solo quella delle proprie capacità, ma anche quella di spuntare le armi agli avversari, almeno come difesa dell’immagine, e sentendo tutto ciò che c’è in giro in rete contro il Governo, ritengo che nel caso si tratti di osservazioni fondate il Governo debba assolutamente correggere il tiro e modificare un comportamento errato che gli è stato evidenziato, ma se si tratta di insinuazioni non valide allora penso che il Governo dovrebbe rispondere sul web (gli manca uno staff fb a mio avviso) evidenziando la giusta finalità di quell’azione o di quella situazione che è stata evidenziata. … (rimango dell’idea che la rete andrebbe maggiormente monitorata). … P.s.: C’è la libertà di accusare ma c’è anche la libertà di difendersi … . 


Angela Pensword 30 01 2015 

domenica 1 febbraio 2015

RENZI: DALLA VELOCITÀ DEL PUROSANGUE ALLA LEGGEREZZA DELLA FARFALLA

Qualche giorno fa scrivevo qualche appunto sulle difficoltà che  Matteo Renzi avrebbe dovuto affrontare per gli intrighi sotto banco, le congiure interne ed esterne al pd, la campagna negativa presente in rete contro le azioni del Governo, e gli avversari che studiavano (e studiano tuttora) la notte per evidenziare difetti o per mettere in difficoltà il Governo …   

… “Se Renzi prosegue per come è, con la velocità del purosangue, con l’astuzia della volpe, con la particolarità del canguro, e con il trasformismo del camaleonte,  riuscirà a sorpassare tutti gli ostacoli.” …   

I recenti avvenimenti che hanno portato Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica mi hanno fortunatamente dato ragione. In più è oramai evidente che Renzi, oltre alla velocità del purosangue, all’astuzia della volpe, alla particolarità del canguro, ed al trasformismo del camaleonte, ha anche la leggerezza della farfalla, inafferrabile ed imprevedibile, che vola in alto e che dall’alto dell’aria ha una visuale completa delle situazioni. … 

… Non c’è niente da fare: Renzi è sempre un passo avanti a tutti! …


Angela Pensword 01/02/2015 

mercoledì 28 gennaio 2015

RENZI E LA MOSSA DEL CANGURO

A seguito del procedere della Legge elettorale Italicum si è aperto un confronto – scontro interno al PD, che vede la minoranza in una posizione altamente negativa nei confronti di tale legge, e per questo decide di non appoggiarla e di votare quindi nell’immediato futuro in modo contrario ad essa ed alle indicazioni del segretario Premier. Ciò crea, oltre a tensioni interne al PD, anche problemi per il percorso della Legge ed al Governo stesso. Quindi Renzi si trova in difficoltà, ma con un balzo come u canguro (così è stato definito dai molti giornali) salta l’ostacolo e si allea con Berlusconi e FI siglando “Il Patto del Nazareno”, relativamente all’approvazione di tale Legge che difatti, viene approvata in Senato, ed ora passerà alla Camera. In seguito a tale Patto Berlusconi e FI si sentono (giustamente) di nuovo protagonisti della scena politica. Qualcuno accusa Renzi di avere resuscitato Berlusconi. Ma tale Patto è riferito solo alla Legge elettorale, anche se, nel caso la minoranza PD decida di tirarsi fuori dal Governo, Renzi un Governo con qualcuno lo dovrà pur fare. L’accordo tra Renzi e Berlusconi, o meglio tra una grande parte del PD ed una grande parte di FI, non è condannabile. Rappresenta una espressione democratica della politica nella quale la maggioranza si forma di volta in volta, anche se costituita da una parte di maggioranza ed una parte di opposizione. Ovviamente la capriola in aria di Renzi sconcerta la parte di minoranza PD, che ottiene così il risultato di essere stata messa da parte. Ma ciò che sconcerta la minoranza del PD, è che con tale salto è di fatto decaduta la possibilità di mettere in difficoltà Renzi. Sembra strano affermarlo ma a volere mettere in difficoltà il Governo Renzi è una stessa parte del PD che fa parte del Governo. Diversità di vedute? Certamente vi sono diversità di vedute nelle posizioni, ma non è certamente solo questo. Non bisogna scordare che Renzi non è mai stato ben visto dai capi storici del PD, proprio perché elemento nuovo dotato di una scopa in mano che parlava di rottamazione. Rottamazione di un certo tipo di politici ma soprattutto di un certo tipo di fare politica, ingessata d immobile per anni, schiava dei suoi interessi di parte e personali (male comune a tutti i partiti). Quindi, il disappunto dei capi storici del Pd e della minoranza PD è dovuta soprattutto al fatto di avere visto fallire la possibilità di mettere in difficoltà il proprio segretario nonché Premier di Governo, perché ciò avrebbe ridato nuovamente un po’ di potere ai vecchi, ed un po’ di potere ad altri giovani. Coloro ai quali non piaceva Renzi perché non gestibile, stanno assaporando cosa vuole dire dovere dire sempre si al segretario ed essere gestiti, (esattamente quello che volevano loro), e non gli piace. Ma il PD è un partito democratico, nel quale ci può e ci deve essere confronto (e non si viene epurati per questo), ed avere posizioni anche diverse, che all’interno di un dialogo possono portare ad una sintesi costruttiva. Bisogna vedere però se tali posizioni hanno una finalità fondamentalmente costruttiva, od essenzialmente distruttiva. Ma indipendentemente dalla mossa del canguro di Renzi, si è aperta una distanza interna nel PD, tanto che qualcuno parla di scissione. Scissione che non ci sarà, perché non conviene alla minoranza PD, pur se si alleasse con altre forze di minoranza, mettersi in una condizione marginale di Governo, invece che avere un ruolo da protagonista all’interno della maggioranza.

Angela Pensword 28 gennaio 2015  

Qualcuno vuole buttare giù questo Governo

Dai ragazzi non scherziamo! Ok, via Renzi, e poi chi ci mettiamo? Vendola? Il Jurassic Park del PD che con i suoi intrighi ha contribuito ad inquinare la politica? O i grillini che già epurano adesso (quindi figuriamoci quando sono al governo) le persone che non la pensano come loro e che esprimono comunque uno spirito critico individuale? O FI, che pur avendo avuto per anni la maggioranza non ha gestito bene il Paese con il risultato di fare arenare l’Italia nella secca della crisi? …

Ci sono personaggi politici che pur stando lì da anni si arrogano il diritto di dire che questo governo non va, che Renzi  sbaglia, quando loro per anni, stando in politica in posti di potere per amministrare la società  non sono stati in grado di fare nulla di buono, anzi, hanno contribuito a far diventare l’Italia la Nazione tisica che è ancora. Vi è un Calderoli (Lega), autore del Porcellum, ed altri esponenti politici (anche di altri partiti) che per anni non hanno fatto nulla per cambiare il Porcellum, e che adesso si svegliano giudicando male la nuova riforma elettorale proposta dal Governo Renzi. Chiariamoci, la nuova legge elettorale può essere anche incostituzionale o non essere delle migliori, ma una critica che parte da loro non ha senso. E poi ci sono tutte quelle manfrine della minoranza del Pd, e delle altre piccole forze politiche, che con gli intrighi sotto banco sono finalizzate solo a far cadere il Governo per tornare li a fare i propri intrallazzi, e per riprendersi (o prendersi per la prima volta)  il Potere. Aveva ragione Andreotti nell’affermare che “il potere logora chi non ce l’ha”, difatti ci sono persone che hanno il fegato livido di rabbia. Ma volere il potere non è una cosa brutta, né condannabile. La cosa che può essere brutta o condannabile è che cosa si è disposti a fare per ottenerlo. … 

Angela Pensword 28/01/2015 

domenica 25 gennaio 2015

Riflessioni politiche … del 22 gennaio 2015

SEL apre a M5s e a quella parte di Pd che non si riconosce in Renzi. M5S apre a Sel  e a quella parte di Pd che non si riconosce in Renzi. La parte di PD che non si riconosce in Renzi apre a Sel e a M5s. In ogni caso il risultato non cambia  1+1+1=3.
Se ciò avverrà sarà un’alleanza trasversale di minoranza della quale il Governo non potrà non tenere conto, che potrebbe andare a formare quella parte di opposizione di estrema sinistra ad un Governo e ad una nuova maggioranza che apre più al centro.  Ma dato che Vendola, Grillo, e gli esponenti della minoranza del PD, vogliono essere ognuno l’unico gallo a cantare, è probabile che ad un certo punto volino piume. Oppure può anche essere che vadano d’accordo, accomunati dal volere andare contro Renzi e contro il Governo. Il pericolo del triplice patto non è la sua formazione, ma che sia espressione di puro ostruzionismo. Forse un modo per arginare tale eventualità del triplice patto è lasciare sempre la porta aperta  per chi non si riconoscesse negli altri partiti.
Certo M5S dovrà spiegare come mai, dato che per immagine politica non ha mai voluto allearsi o mettersi sullo stesso piano con un'altra forza politica, adesso dovrebbe farlo (probabilmente è solo una questione di convenienza). E Salvini? Salvini può fare o il quarto gallo del pollaio di minoranza, o giocare come libero all’interno dell’insieme del Parlamento.  

Angela Pensword 22/01/2015

giovedì 10 aprile 2014

CONSIGLIO DEI MINISTRI. APPROVATO IL DEF. ORA TOCCA ALL’INTERO PARLAMENTO DIMOSTRARE DI VOLERE FAR CAMBIARE ROTTA ALL’ITALIA.

Giovedì 08/04/2014 in serata è stato approvato dal Consiglio dei ministri il DOCUMENTO DI ECONOMIA E DI FINANZA (DEF). Tale documento è in realtà un programma, una tabella di marcia sulla quale il governo intende procedere nei prossimi mesi. Finalmente ci saranno dei tagli verso delle caste e delle lobby che sono sempre riuscite a scansarsi dalla richiesta di contribuire con dei propri sacrifici alla attuale crisi economica. Ma come ha detto Renzi non si tratta solo di economia, ma di “giustizia sociale”. Quindi  ecco l’adeguamento degli stipendi dei manager pubblici (solo nelle società non quotate in borsa) con il tetto massimo dello stipendio pari a quello del Capo dello Stato. E finalmente la scure della crisi economica toccherà anche le banche, le quali, difatti, già sono sul piede di guerra (e spero che inciampino). Oltre a ciò,  sono previsti tagli sulla sanità. Al riguardo la faccenda è ancora un po’ nebulosa, ma se tali tagli vanno a colpire gli sprechi senza intaccare i servizi, allora è anche qua un ulteriore passo in avanti verso il risanamento del quale l’Italia ha bisogno, e che Renzi sta apportando. Ora toccherà al Parlamento approvare man mano i punti contenuti nel Def e varare le relative leggi e modifiche ad un sistema fin troppo clientelare fino ad oggi. Il Def è un documento molto ricco di contenuto in un campo di azione vasto,  dal lavoro alle Riforme. Uno sguardo più approfondito sul Def lo si può dare collegandosi al seguente link del Ministero dell'Economia  e delle Finanze: http://www.tesoro.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/index.html . 

Angela Pensword 10/04/2014 



sabato 8 marzo 2014

LA POLEMICA SULLA VISITA DI RENZI PRESSO LA SCUOLA “RAITI” DI SIRACUSA

Nella settimana scorsa Matteo Renzi si è recato presso la scuola elementare Raiti nella città di Siracusa, per una delle sue visite presso gli istituti scolastici. In quell’occasione l’istituto scolastico, per dare l’accoglienza al Presidente del Consiglio, ha organizzato una cosa che personalmente trovo molto carina, ha fatto intonare ai bambini una canzoncina di benvenuto con testo personalizzato sulla persona di Matteo Renzi.  Tale novità ha dato seguito ad una polemica che sta dividendo l'Italia, o più che l'Italia, che ha cose più importanti a cui pensare che alle polemiche pilotate, il mondo dell'informazione ed il mondo politico (ambienti che spesso sono legati). Qualcuno interpreta l'evento come un culto della personalità riferibile al passato. In più si rimprovera Renzi per come si pone verso la popolazione. Personalmente non trovo niente di male in quanto accaduto. Anzi, penso che con questa polemica si stanno offendendo, più che Renzi, tutte le persone che hanno contribuito con gioia all'evento, i bambini, il preside della scuola, e l'insegnante di musica. In definitiva, penso che si sia trattata di una bella manifestazione di accoglienza da parte di chi ha sentito come un evento istituzionale la visita del Presidente del Consiglio (come lo è). In più penso che il fatto che si sia cantata una canzoncina personalizzata su Renzi è una ulteriore dimostrazione di quanto Renzi stia riavvicinando la popolazione alla politica ed alle istituzioni. Poi c'è sempre chi giustamente la pensa diversamente sulle cose, in base alla personale interpretazione dei fatti e convinzioni personali. Ma imbastire una polemica pubblica su questo fatto, nel non rispetto mi ripeto di Renzi e della scuola in questione, dimostra la futilità del pensiero umano in molte espressioni, ed il provincialismo sulla questione (provincialismo che in questo caso non sta  nell'accoglienza da parte di una scuola ma nell'esasperare un argomento simile). Nel rispetto delle opinioni altrui, questa è la mia opinione.


Angela Pensword 08/03/2014 

giovedì 20 febbraio 2014

GRILLO: OPPOSIZIONE O OSTRUZIONISMO?

Il 19 febbraio 2014 si è svolto l’incontro tra Renzi e Grillo. La delegazione M5S presieduta da Grillo ha dovuto partecipare alle consultazioni perché i cittadini del movimento hanno espresso la loro volontà al riguardo. In realtà non si è trattata di una consultazione, e nemmeno di un dialogo. In realtà si è trattata solo di presenza fisica. Grillo ha impostato un prepotente monologo ed ha alzato un muro contro ogni forma di dialogo e di confronto con Renzi, come ha sempre fatto anche con tutte le altre istituzioni finora.  Certo che se l’obiettivo di Grillo era di andare lì per esprimere il concetto di “non ho voglia di parlare con te” era molto meglio non partecipare. Ma la base del movimento, o meglio, molti dei cittadini che sostengono il movimento, lo vogliono questo muro contro muro? Certamente una parte dei cittadini che sostengono il movimento vorrebbero più dialogo e maggiore confronto costruttivo con gli altri interlocutori politici, proprio per portare avanti le idee e i  contenuti che stanno a cuore, ed i progetti che sono comuni. Il dialogo presuppone due verbi: “ascoltare” e “parlare” (bisognerebbe ricordarlo a Grillo). Ma Grillo evita da sempre ogni forma di dialogo, etichettando i politici, vecchi e nuovi, come tutti uguali (soprattutto se sono degli antagonisti elettorali validi). Grillo dice molte cose giuste, evidenzia aspetti della politica che sono da cambiare, ma “non dialogare” lo fa passare dalla parte del torto. È un giro vizioso, un vortice che potrebbe risucchiare in se stesso M5S. Noi abbiamo bisogno di un movimento come M5S, che parli di energia alternativa, di una maggiore etica politica, di territorio, (temi comuni anche ad altri partiti), della necessità di suddividere i decreti per contenuti (in modo di potere approvare un argomento ma non necessariamente l’altro contenuto in un decreto cumulativo),  e che faccia da opposizione e da controllo della classe politica. La valenza positiva di M5S continua ad esserci. Ma ad offuscare tale valenza è talvolta lo stesso Grillo con i suoi muro contro muro, e con i suoi comportamenti enigmatici ed assolutisti che vengono poi espressi da M5S. A fare calare lo share di M5S sono anche i fanatici, che con il loro atteggiamento troppo rigido nei confronti dei dissidenti e delle altre forze politiche fanno allontanare l’elettorato moderato del movimento (difatti appena mi riavvicino al movimento devo poi tornare sui miei passi). Non abbiamo bisogno di un movimento che faccia ostruzionismo per partito preso. Perché l’opposizione in una democrazia è necessaria e salutare, ma l’ostruzionismo è ottuso, deleterio, ed esprime un pensiero assolutista. Insomma si può dialogare anche stando all’opposizione.
Nel momento in cui che vi è qualcuno che vuole portare avanti una parte delle impostazioni che si condividono, perché boicottare tale persona (che in questo caso può essere Renzi) solo perché sta in un altro partito? O perché non confrontarsi? Sembra quasi che Grillo pensi di essere l’unico ad avere il “verbo giusto” come fosse un Messia, e l’unico ad avere il diritto di provare a cambiare l’Italia. Come sembra quasi che l’obiettivo di Grillo sia quello di scardinare un sistema (con il pericolo di farci trovare nelle mai nulla) e non quello di contribuire a  cambiarlo.  Questi sono aspetti che fanno passare M5S dalla parte del torto. Perché se è vero che i politici non sono  coerenti, è anche vero che porsi fuori da un dialogo costruttivo fa diventare distruttivi.  Il pericolo di un movimento che si pone fuori dal dialogo, che implode su se stesso, potrebbe essere in futuro lo svilupparsi di frange estremiste che non riuscendo a scomporre il sistema dall’interno delle istituzioni, lo vorranno scomporre da fuori.
Nella consultazione di ieri tra Renzi e M5S Grillo non ha fatto una bella figura, e non perché M5S si pone all’opposizione, ma perché Grillo non ha dato a Renzi la possibilità di dialogare. Il perseguire solo la propria visione di incomunicabilità pone M5S al di fuori della possibilità di potere intervenire attivamente a risolvere i problemi della popolazione. Le tematiche a favore della società espresse da Grillo in fase di conferenza stampa successiva all’incontro con Renzi sono tutte tematiche serie e valide, che andrebbero approfondite e portate avanti. È per questo che è importante partecipare alla vita politica parlamentare e dialogare con le altre forze politiche, e con il Presidente del Consiglio in primis. Ma ciò non rientra nella impostazione che Grillo vuole dare a M5S.
Finalmente vediamo in televisione anche i rappresentanti di M5S, che con educazione esprimono le loro idee e quelle del movimento. M5S si è dovuto ravvedere sulla iniziale impostazione che vietava ai suoi rappresentanti di apparire in televisione. Chissà se si cambierà impostazione anche sulla impossibilità di dialogare.
Quindi in questo momento abbiamo una vecchia classe politica che continua e vuole continuare a pensare solo ai propri interessi, una nuova forza politica M5S che non vuole dialogare per partito preso esiliandosi direttamente in un angolo e sfociando nell’assolutismo e nell’ostruzionismo, e una giovane parte politica che anche se legata in parte ad alcuni poteri vuole comunque apportare dei cambiamenti in Italia e dei miglioramenti, anche attraverso la inconsueta attività politica del dialogare con le altre forze politiche. Non si può non dare a questa giovane parte politica la possibilità di lavorare bene. E noi cittadini, in tutto questo turbine politico, speriamo di non finire sull’arenile sospinti dalla mareggiata. Noi popolazione vigileremo sia su chi dice di volere migliorare il Paese, sia su quella vecchia classe politica che vuole continuare a pensare ai propri interessi, e sia su chi non vuole che gli altri facciano qualche cosa di buono perché vogliono essere solo loro gli unici propositivi al riguardo (e questi soggetti sono presenti in ogni partito).   

Angela Pensword 20/02/2014


sabato 15 febbraio 2014

LA STAFFETTA TRA LETTA E RENZI

13/02/2014 - Nei giorni scorsi si è parlato di un avvicendamento tra Letta e Renzi alla guida del governo. Si tratta di una ipotesi. In queste ore si sta svolgendo la direzione del PD a Montecitorio, che dovrebbe portare ad un chiarimento al riguardo. Renzi e la maggioranza del PD hanno sempre appoggiato Enrico Letta. Difatti la direzione del PD riconosce il lavoro di Letta e la massima volontà nell’operato svolto per perseguire gli obiettivi del governo. Le critiche sono riferite ad una troppa lentezza nella gestione  del governo del Paese e in una poca incisività nel proporre e perseguire le riforme. Nel corso dell’incontro Renzi dice chiaramente che “la riunione di oggi non sarà un processo al governo … si tratta di capire se siamo in condizione di aprire una pagina nuova”, e prospetta due ipotesi. La prima prevede le elezioni, ma “non vi è ancora una normativa elettorale che garantisca una certezza di vittoria elettorale agli uni o agli altri”, e per una conseguente instabilità Renzi esclude questa strada. La seconda prevede la trasformazione di questa legislatura in una legislatura costituente, con l’obiettivo di arrivare al 2018.
Personalmente sarei favorevole a mantenere il governo Letta, a patto che venissero fatte le riforme necessarie (che è sempre stata anche la posizione di Renzi). Se tale incisività del governo non fosse possibile (come pare non sia), e non fosse possibile andare al voto per la mancanza di una legge elettorale decente, e si avvicendasse un nuovo governo, allora il governo che si formerà dovrebbe essere un governo di scopo (sarebbe di fatto il terzo), e non un governo di legislatura. L’obiettivo dovrebbe essere quello di fare presto una nuova legge elettorale (italicum o altro) e poi andare ad elezioni arrivando ad un governo avallato dal popolo.
Perché questo cambio ora tra Letta e Renzi? Non si ha fiducia di avere l’approvazione di una nuova legge elettorale?  Si pensa che i tempi siano lunghi per le riforme e che il governo attuale sia sfiancante per l’Italia?  Enrico Letta ha detto una cosa molto giusta nei giorni scorsi: “ Se il governo è stato finora lento nel fare alcune cose non è colpa mia, ma dell’intera politica”. Questa è una grande verità, perché è l’insieme della classe politica che gestisce il Paese, ed è l’insieme della classe politica che continua a non volere cambiare mentalità, e a non volere intaccare quei meccanismi di gestione, interni ed esterni alla politica, che andrebbero intaccati. Perché con Renzi dovrebbe essere più possibile fare le riforme rispetto che con Letta? Renzi si troverà a capo di un governo comunque formato da larghe intese, senza avere vinto delle elezioni, senza avere una stabilità sicura di governo, ma sotto il ricatto dei partiti, ed avendo comunque a che fare con la stessa ciurma parlamentare con la quale aveva a che fare Letta. Le riforme passeranno a colpi di fiducia? (È un’alternativa anche quella, ma che non può essere utilizzata a lungo). Una cosa è certa: se Renzi si sostituirà a Letta senza passare per elezioni M5S avrà pane da mordere nei confronti di Renzi. Non solo, più parti politiche accuseranno molto duramente il segretario del PD di essersi appropriato di Palazzo Chigi senza passare per le elezioni, anche se la eventuale decisione di Renzi fosse stata presa in modo più che leale e trasparente e costruttivo per le riforme e per il bene del Paese.
L’italia ha bisogno che la finanza italiana, europea e globale, si comporti diversamente. Quale forza politica può essere così forte da chiedere all’Europa cambiamenti in questo senso? Nessuna! Assolutamente nessuna! Le connivenza tra politica ed economia, e tra politica e finanza, sono troppo forti e troppo strette! Ed un cambiamento in tale senso dovrebbe svilupparsi da una volontà comune europea, e non solo da una volontà interna ad una sola nazione. Ma sollevare il problema finanziario ed evidenziare il dente cariato nella compagine della crisi internazionale (vi sono più denti cariati come comportamento errato su più livelli della società e della politica che hanno contribuito e che contribuiscono a conclamare l’ascesso) è comunque una cosa buona.
Modificare l’attuale governo, ed arrivare ad un nuovo governo con un nuovo leader di Presedente del Consiglio senza passare per nuove elezioni, rappresenta certamente un ulteriore fallimento della politica. Prima di tutto perché la politica non è stata capace di gestire la società negli anni precedenti, secondo perché non è stata capace di gestirla in questo momento di crisi, e terzo perché non riesce ad apportare ancora le riforme necessarie al proprio interno e ad una migliore impostazione all’interno dei vari settori della società, ed ancora, fallimento perché la classe politica dimostra di non essere capace di esistere attraverso un avallo popolare. Prima il governo tecnico Monti, poi il governo Letta, arrivato però dopo regolari elezioni, delle quali  ricordiamo lo stallo post elettorale, ed ora un nuovo governo che si sostituisce al precedente per fare ciò che da mesi si prova a fare, ma senza passare per nuove elezioni.
Riguardo la riforma elettorale personalmente sono contraria al bipolarismo, soprattutto per come è stato gestito negli anni precedenti (vedi mio post IL BIPOLARISMO HA FALLITO) e favorevole al proporzionale puro senza premio di maggioranza e senza alleanze di coalizione (vedi mia Proposta di Riforma del sistema politico ed elettorale italiano). Ma data la consapevolezza dell’incapacità dell’essere umano di gestire la sua democrazia, approdare ad un altro sistema che garantisca governabilità è inevitabile.
A fine riunione il PD vota favorevolmente alla formazione di un nuovo governo a guida Renzi. Ovviamente questa è solo l’opinione del PD. Per avere un nuovo governo sono necessarie altre condizioni, le dimissioni di Letta, o la sfiducia nei suoi riguardi da parte del Parlamento.  

Angela Pensword   13/02/2014 

lunedì 6 gennaio 2014

Battuta di Renzi e dimissioni di Fassina

Il 04 gennaio 2014 il viceministro dell’Economia Stefano Fassina presenta le sue “dimissioni irrevocabili”. Pare che tale decisione derivi da una battuta, effettivamente un po’ infelice, di Renzi, il quale, durante la conferenza stampa al termine della prima direzione PD rispondendo ad una domanda sul “rimpasto” auspicato da Fassina in una intervista rilasciata a Repubblica lo stesso giorno, risponde, riferendosi prima al rimpasto e poi a Fassina “Rimpasto …! Chi? …”. Due parole, solo due parole, che racchiudono in sintesi il pensiero di Renzi al riguardo. Parole dette velocemente nell’interloquire tra domanda e risposta, ma con due toni diversi. La prima, “rimpasto”, con tono deciso, un tono che esprime il totale dissenso verso tale strategia, e la seconda “chi? …”, con ironia, dopo avere sentito il nome di Fassina. 
Matteo Renzi non vuole il  rimpasto. Anche se sollecitato più volte su tale eventualità, è una strategia che non condivide, come  non condivide l’eventualità che qualcuno gli metta volontariamente i bastoni tra le ruote. Presumo sia questo il motivo della sua ironia, anche perché se non fosse questo, dato che le opinioni degli altri vanno sempre rispettate, sarebbe stato un passo falso, una gaffe di Renzi. Non c’è niente di male ad esprimere le proprie opinioni all’interno di un partito, anche quando queste sono diverse da quelle del segretario, lo faceva anche Renzi quando non era segretario. Non so se è il primo scontro di una guerra interna al Pd tra la politica di Renzi e chi non la condivide, ma il 04/01/2014 c’è stato il primo caduto in battaglia, Stefano Fassina. 
Anche se le motivazioni di Fassina per un rimpasto sono motivazioni politicamente logiche e giuste, personalmente trovo migliore la strategia di Renzi. Il governo è già appesantito dai vari problemi, perché mettere in ballo anche il rimpasto? Rimpasto che creerebbe comunque anche squilibri all’interno delle intese già delicate nel governo. Il governo è già blindato così come è, con l’unione delle forze che lo formano, non c’è bisogno del rimpasto, e se si decidesse di farlo cadere, non sarebbe il rimpasto a cementarlo.
Ma gli attriti tra Renzi e Fassina non riguardano solo la battuta o la diversa opinione sul rimpasto, ma sono più datati e riguardano più aspetti, come gli attriti presenti tra Renzi ed una parte del partito. Forse il neo segretario dovrebbe imparare ad essere un po’ più ipocrita, ma sarebbe un peccato … oppure potrebbe essere più diplomatico, ma poi lo accuserebbero di essere troppo democristiano anche se la diplomazia fosse riferita a esponenti del suo stesso partito. Rimane comunque difficile gestire le diverse opinioni, e le diverse correnti, all’interno di un grande partito.
Lo accusano di avere un atteggiamento padronale sul Pd. Il fatto invece è che sta accadendo proprio ciò che i big egli old temevano accadesse, la perdita del loro potere padronale. Renzi è stato eletto segretario alle primarie con un largo consenso, ed ora detta la propria linea politica al Pd. Strano però, quando Renzi non era segretario la dirigenza  e le solide colonne del Pd si preoccupavano di come riuscire a tenerlo per le briglie, ora che sono loro sotto di lui non si preoccupano di ascoltare le sue direttive.  Per certi versi è vero che Renzi ha un atteggiamento un po’ da leader nel Pd. È fatto così e ciò non è detto che sia un male. Tale velocità decisionale e propositiva è una novità, e potrebbe acuire però la distanza tra il nuovo segretario Pd ed il resto del partito classico.  Forse Renzi potrebbe fare qualche cosa al riguardo, anche se il confronto nel Pd esiste e non è mai stato messo in discussione. Forse aumentare le occasioni di confronto potrebbe essere una soluzione. Inoltre, ogni tanto, un bagno di umiltà farebbe bene anche a lui, anche per non diventare esageratamente protagonista, immagine che è di per sé un boomerang. In realtà si tratta di interpretazioni diverse sull’atteggiamento, e forse di fraintendimenti. Per questo la futura riunione della direzione del Pd in programma per il 16 gennaio può avere una valenza importante per un chiarimento all’interno del Pd stesso.
Le altre forze politiche affermano che Renzi vuole la testa di Letta. Renzi non vuole la testa di Letta. Renzi sostiene lealmente l’attuale governo, come ha sempre detto e sempre fatto, a patto che il governo faccia le cose che vanno fatte e che si è prefissato.  A volere far cadere il governo sono altre forze politiche. E man mano che si inizia a sentire l’odore del sangue elettorale, i politici si muovono sempre più come squali. 
In questi ultimi giorni ho visto Renzi un po’ stanco, e del resto è anche comprensibile dato il periodo carico di stress e di lavoro dal quale viene,prime con le primarie, e poi subito al lavoro come segretario del PD . Inoltre Renzi lavora a 360°, agendo non solo come nuovo segretario del Pd rimanendo relegato sui problemi interni del pd, ma preoccupandosi di indicare strategie e riforme, pensando all’Italia, dimostrando da sempre di avere una mente da statista. Gli impegni e le preoccupazioni da sindaco ci sono e continuano ad essere affrontate.  C’è chi non riuscirebbe a fare molto meno, ed è comunque tanto anche se si è aiutati da uno staff molto in gamba. Quindi siamo umani, perché anche i campioni ogni tanto devono riposare, proprio per dare sempre il massimo. Mi auguro quindi che Renzi riesca a ritagliarsi qualche spazio per mantenere la concentrazione e l’energia necessarie. Non vorrei che frequentando Roma egli si lasci convincere (ma non penso) da qualche sirena o da qualche zoppo (vai con lo zoppo ed impari a zoppicare), e decida di contribuire anche lui a rendere il Tevere il fiume più allegro d’Italia.


Angela Pensword 06/01/2014 

mercoledì 20 novembre 2013

Riporto l’intervista rilasciata da Matteo Renzi a Giovanni Di Lorenzo per Vanity Fair il 20/11/2013



(Il mio commento su facebook) Veramente una bella intervista ... ! Poi ognuno di noi è libero di pensare quello che vuole, di schierarsi politicamente come crede, e di decidere per chi votare ...quindi non ve la prendete se vi inondo di messaggi di Renzi. ... Spero riesca a fare tutto quello che dice e a cambiare il sistema e l'impostazione della mentalità in genere ... Lui ci prova. ... e io ci credo (e io gli credo). 

venerdì 5 luglio 2013

RENZI: IL PUROSANGUE CHE VOGLIONO TENERE A BADA PER LE BRIGLIE

Le coliche interne del PD evidenziano una lotta intestina tra una parte più innovatrice ed aperta, elastica mentalmente, favorevole al purosangue Matteo Renzi, ed un’altra parte più conservatrice che ha paura di perdere poltrone e potere. Ma se si vuole rimanere ancorati al passato la barca non si muove, e rimane al molo (se non addirittura in secca). Il moderno non dovrebbe spaventare, soprattutto quando è un moderno che ha dei valori in comune. Renzi dovrebbe essere visto come una risorsa e non come un problema. Ed invece è sempre la solita storia. Si vuole utilizzare la potenzialità di un cavallo vincente portandolo al traguardo senza dargli poi la coppa. Intanto se i cavalli si frenano per le briglie non corrono bene. Ho più l’impressione che qualcuno del PD voglia comportarsi da fantino.
Renzi ha una mente che non si lascia condizionare (e quindi manovrare) e ciò spaventa un partito che invece è abituato ad una dottrina piramidale. Il fatto che a capo della piramide possa esserci Renzi con la sua ventata di giovinezza e di idee spaventa quella parte che è abituata ad avere tutto sotto controllo. Il nuovo spaventa sempre.
Non sostenere Renzi nelle precedenti primarie è stato il peggiore errore strategico del PD. Una cosa è certa: se le precedenti primarie PD fossero state aperte le avrebbe vinte Renzi. Molte persone esterne al PD lo avrebbero votato proprio perché sarebbe stato poi automaticamente candidato Premier. Ed un’altra cosa è ancora più certa: se Renzi fosse stato segretario del PD e candidato Premier il PD non si sarebbe trovato nelle condizioni nelle quali si è trovato alle ultime elezioni politiche. Già, proprio perché la figura di Renzi avrebbe risucchiato dei voti al centro destra ed altri a M5S. Ma pare che i capi treni del PD se lo siano già scordato. Continuano a volere essere loro a volere decidere chi deve partire e chi deve fermarsi in stazione. Ma quali interessi hanno da tutelare? I loro o quelli del partito? (e poi incolpano gli altri di andare contro il PD!) O vogliono proteggere una vecchia mentalità ed un vecchio modo di gestire la politica e la società? Se le correnti interne al PD sfavorevoli a Renzi continuano a mettergli ostacoli nel percorso è probabile che si paventi una scissione (ipotesi). Ma una scissione tra Renzi ed il PD non porterebbe giovamento a nessuno dei due dato che da un 100% si formerebbero due entità che valgono la metà.
Le regole delle prossime primarie non sono ancora fissate. Renzi vorrebbe delle primarie aperte agli iscritti ed ai cittadini, il vincitore delle quali dovrebbe anche essere candidato Premier. In effetti c’è una logica politica in questo, e nella precedenti primarie, anche se si poteva capire il fatto che fossero chiuse trattandosi di primarie di partito, il vincitore è stato poi il candidato Premier. Ma in contrasto a questo recente passato, oltre alla incognita sul fatto che le prossime siano primarie aperte o chiuse, adesso vi è un’altra incognita. Nel PD si ipotizza la separazione dei ruoli tra la figura di segretario e l’eventuale figura di Premier. Perché tale riforma di ruoli non si è proposta in passato? E chi ci guadagnerebbe nel PD? Evidentemente nel passato andava bene così. Il fatto di volere separare la figura del segretario del partito da quella di Premier è in questo momento (a mio avviso) una impostazione parassitaria. Sinceramente non mi sembra una modifica di partito così importante da dovere essere attuata ora. E non se ne capiscono bene le motivazioni. Certo sembra una strategia per evitare di dare a Renzi (ed a chiunque vinca le primarie PD) la possibilità di ricoprire il ruolo unificato. Forse avere Renzi Premier  ed un segretario diverso permetterebbe a chi ha l’abitudine di controllare di continuare ad avere il partito sotto controllo. Oppure dare la Segreteria al vincitore delle primarie e la possibilità di essere Premier ad un altro esponente politico. In ogni caso le regole, se sono regole obiettive, non dovrebbero essere fatte in funzione di quello che fa o non fa Renzi, ma impostate nella strategia migliore per il partito e per l’Italia, e su basi di correttezza. Nel frattempo Renzi sta in disparte ed evita di fare il piccione. Quindi, nel caso fosse una manovra interna al PD per portare il cavallo all’arrivo senza dargli poi la coppa, è una manovra che non sta riuscendo. Tutti fantini ai quali rimane il cavallo sul groppone (Forse è la volta buona che le parti si invertono!) Ma c’è anche una terza soluzione per chi continua a vedere Renzi come un intruso nel PD,  cambiare nave.  
Ci sono persone abituate a pianificare le situazioni ed a pretendere che le cose vadano come programmate. Mentalmente sono abituate a manovrare le persone come pedine, e per questo temono la perdita del controllo di una situazione e non sanno e non vogliono gestire chi non si fa manovrare. Generalmente sono lente nell’affrontare gli imprevisti. Ce ne sono altre invece dotate di una mentalità più trasparente e pragmatica sulla realtà, capaci di reagire velocemente agli imprevisti, ed al modificarsi delle situazioni, e trovandosi spesso, grazie al loro intuito, anche in anticipo. Questo è il salto generazionale unitamente al sangue puro. A chi pensa che l’immobilismo del PD rappresenta la storia e la certezza del PD stesso bisognerebbe ricordare che ciò che si abbina al termine vita non è stasi ma movimento.  (Strano che i progressisti siano diventati conservatori contro i rottamatori!).
I mal di pancia non mancano nemmeno all’interno degli altri partiti, in primis nel PDL. Forse è proprio chi sarà in grado di prendersi un digestivo che riuscirà a vincere le prossime elezioni.  

Angela Pensword 05/07/2013 

lunedì 15 aprile 2013

Esclusione di Renzi dai grandi elettori della Toscana che contribuiranno a scegliere il Presidente della Repubblica. Riflessioni personali.


Certo che a Renzi hanno fatto proprio una porcata ad escluderlo dai grandi elettori della Toscana per la scelta del Presidente della Repubblica. Sembrava già scontata la sua presenza a Roma, anche per l’importanza del nome di Renzi a livello nazionale, ed invece è stato scalzato. È normale che ne sia rimasto deluso, e fa bene a non nasconderlo. Ed al riguardo ciò che doveva dire lo ha detto. Egli imputa il risultato che lo ha visto escluso ad una direttiva di Roma partita all’ultimo momento dai vertici del PD. Bersani nega di avere fatto o fatto fare alcuna telefona per dare tale direttiva. Quindi potrebbe essere stato veramente un caso ed un intoppo solo toscano, magari senza alcuna malizia, ma vorrebbe dire credere alle fiabe. Oppure, cosa che credo maggiormente (ma è solo una opinione personale), non è stato Bersani a dare tale direttiva ma qualcuno a lui ora molto vicino, che si sta preparando il terreno per un post Bersani nel caso lo scenario politico lo renda necessario, e che non vede di buon occhio né Renzi e né le idee di Renzi. Certamente una scissione non la vuole nessuno, neanche chi vede Renzi come il fumo negli occhi. Ma è troppo comodo, e parassitale, volere la tifoseria del cavallo tenendo a bada il cavallo. Una cosa è certa, quando si tiene un purosangue nella stalla la squadra non vince.
Angela Pensword 12/04/2013 

giovedì 10 gennaio 2013

RENZI HA SBAGLIATO A NON FORMARE UNA IDENTITA’ POLITICA AUTONOMA


Renzi ha sbagliato a non formare un partito tutto suo subito dopo le primarie del centrosinistra. In quel momento la sua visibilità era al massimo. La campagna elettorale per le primarie lo ha portato in tour con il camper per tutta l’Italia diffondendo la propria mentalità e le proprie idee e proposte. L’eco della competizione tra i vari concorrenti, e poi il ballottaggio con Bersani, lo hanno reso protagonista, insieme agli altri candidati. In quel momento inoltre, il disgusto della popolazione verso la classe politica era ancora più sentito ed enfatizzato dai precedenti scandali nei vari partiti e la memoria dei disastri attuati dalla gestione politica ingessata e incapace degli ultimi quaranta anni era maggiormente presente nella popolazione, con la conseguente necessità per i cittadini di trovare qualcuno di nuovo che parlasse in modo pulito e che rappresentasse una ventata di speranza. Il panorama politico era ancora vecchio e privo di altre novità, e la popolazione non era distratta da altre nuove attrazioni politiche.

Se le primarie fossero state aperte a tutti i cittadini è probabile che le avrebbe vinte Renzi. A quel punto molte persone del centrodestra avrebbero votato PD.  Questo Bersani non poteva non saperlo, ma evidentemente si è trattato di un rischio calcolato. La vittoria di Renzi avrebbe legittimato quest’ultimo a diventare candidato premier nel prossimo governo. Questo fatto, oltre a Bersani, avrebbe scontentato la parte più conservatrice della sinistra. (Comunque essendo primarie di coalizione e non di nazione è logico che siano limitate e circoscritte alla coalizione).

Proprio il fatto di non avere vinto le primarie dopo averci investito così tante energie, e la consapevolezza della quantità di share al proprio seguito, doveva spingere Renzi a formare un proprio movimento o partito. Una nuova identità politica che poteva benissimo essere inserita nella coalizione di centrosinistra. Molte persone avrebbero votato lui, e di conseguenza il centrosinistra, se Renzi  si fosse staccato dal PD e avesse formato una propria identità politica. In definitiva, la mancata crescita di identità come forma politica nuova da parte di Renzi ha in parte danneggiato il centrosinistra stesso, ed avvantaggiato il centrodestra lasciandogli nel calderone parecchi elettori. Ciò favorisce indirettamente un ritorno al bipolarismo.  Sarebbe stato importante avere una forza politica che catalizzasse molti consensi sia dalla sinistra e sia dalla destra e che con buon senso unisse il meglio dell’una e dell’altra, anche se appartenente ad una coalizione per garantire una certa governabilità.

Non formando una propria identità politica autonoma Renzi ha deluso molti dei suoi sostenitori. Ciò lo porterà a perdere parte di share, perdita aggravata anche dal suo silenzio e dal suo assoggettamento ai poteri della politica, contro i quali egli si era battuto. Rispettare la parola data è certamente un fatto da ammirare. Ma quando si vuole fare qualcosa di nuovo e cambiare un sistema si può fare parte di esso all’inizio ma bisogna staccarsi nel momento in cui tale sistema ostacola il rinnovamento, altrimenti ci si ferma. Inoltre Renzi, da alcune parti e forze del centrosinistra non è mai stato riconosciuto come uno di centrosinistra, pur essendolo. Ragione maggiore per formare una propria identità politica di sinistra. Renzi ha rispettato la propria parola. Ma a danno di chi?       

Renzi a parte, la politica attuata da Bersani per il centrosinistra è una politica vincente. Per la propria costanza e coerenza e per il proprio equilibrio Bersani si pone come uno dei più affidabili uomini politici del momento.  

Angela Pensword 10/01/2013

martedì 25 dicembre 2012

RENZI POTREBBE ESSERE IL CONIGLIO BIANCO CHE ESCE DAL CILINDRO: LA SPERANZA.

Dato che Renzi non vuole essere il cigno e prendere il volo dallo stagno in cui si trova, nonostante ora abbia le ali grandi per volare e sia il periodo delle migrazioni, allora è sperabile che possa  essere il coniglio bianco che esce fuori dal cilindro del mago. Già, perché il cigno avrebbe dovuto iniziare già da tempo le manovre per volare, mentre un mago può fare le cose immediatamente senza aspettare.
Ormai siamo agli sgoccioli, e lo spettacolo è iniziato. I protagonisti stanno già sul palco, qualche ritardatario sta arrivando ora o nei prossimi giorni, ed il pubblico è già in platea. Le elezioni politiche sono previste per il 24 e 25 febbraio 2013.  
Dopo tutto ciò che ha predicato, dopo tutto lo charme e l’energia che ha messo nelle primarie e nel divulgare contemporaneamente idee e mentalità nuova, perché ora si è rintanato mettendo la testa sotto la sabbia come uno struzzo del quale si vede solo la sagoma grossa in lontananza con le piume ma senza il collo?
Senso di lealtà verso il PD? Oppure verso Bersani? Tanto zelo sarebbe certamente da ammirare. Oppure non vuole rinnegare la propria appartenenza a sinistra o nel centrosinistra? Ma creare una lista propria ed autonoma dal PD non vuole dire non essere più di sinistra o ci centrosinistra. Vendola, con il SEL, è un qualche cosa a parte dal PD ma sta all’interno della coalizione di centrosinistra. Nel centrodestra si stanno formando, e certamente si formeranno, correnti e partiti autonomi con delle proprie caratteristiche e convinzioni ed obiettivi, muniti di un proprio documento di identità, e non per questo non si possono collocare nel centrodestra, all’interno di una coalizione, o liberi soli e direttamente responsabili delle proprie azioni. Quindi, caro Renzi, ciò è possibile, e mi domando ogni giorno perché tu non lo faccia, perché non chiami a te le persone valide (e ripeto valide) scontente dei loro partiti o che sono state cacciate da essi per motivi effimeri.
Pensi di avere poco tempo a disposizione per organizzare una macchina da guerra da fare paura? Ma se hai uno staff da fare invidia ad Obama!
Già in internet diverse persone si stanno prodigando per te, e se fai un cenno accorriamo in migliaia.
Le cosa da fare in Italia sono molte, e siamo già in terribile ritardo. Ci sono cose da resettare, cosa da innovare, e altre da impostare ex novo. Ma questo lo sai meglio di me. Non penso che tu sia il Messia in politica, ma penso che tu sia una persona seria e responsabile, competente ed organizzata, dotata di mentalità nuova (e questo serve) e di una personalità pulita (serve anche questo), e supportata da un ottimo staff di amici validi e fidati (cose molto importanti). Ciò ti rende il candidato giovane (per ora conosciuto) migliore nel quale riporre la fiducia. Quindi … cosa aspetti?
Angela Pensword 18/12/2012

P:S:: Il coniglio bianco dal cappello lo ha tirato fuori Mario Monti e sarà Monti stesso. Il 23/12/2012 durante la Conferenza Stampa di fine anno il Presidente del Consiglio propone  un’agenda di idee che possa polarizzare quanti la condividano in una visione della politica più ampia ed elevata. L’apporto di Renzi, senza che egli snaturi le proprie idee ed il proprio precedente programma ed i propri sostenitori, e lo stesso centrosinistra, potrebbe essere fondamentale. Ma questa decisione spetta solo a Matteo Renzi. (Angela Pensword 25/12/2012)

martedì 30 ottobre 2012

PDL Renzi Grillo Panoramica politica

Il problema del PDL è il programma. Dicono che abbasseranno le tasse ma non viene detto da dove si prenderanno i soldi per garantire quel fantasma dei servizi che oramai sono rimasti ai cittadini. È in programma il dimezzamento dei Parlamentari? Quali sono le strategie di gestione del Paese che il Pdl vorrà approntare e con che tempi di prospettiva? Queste domande andrebbero poste ad ogni partito. Ed ogni partito dovrebbe avere la decenza di darci la risposte. Ma non vi è una mentalità dinamica nella politica nostrana, abituata a rimanere immobile nelle proprie consuetudini, nella propria inerzia e sicurezza, nei propri interessi e connivenze, nella concordata mentalità di non cantare fuori dal coro andando tutti d’accordo esprimendo quindi una mentalità priva di iniziativa strategica (a meno che questa non fosse stimolata da interessi). Da poco dopo la fine della seconda guerra mondiale (perché inizialmente invece la politica aveva dato delle buone impostazioni)  si è rimasti bloccati sotto una cappa politica, e da allora la classe politica ha iniziato a mettere le distanze dalla popolazione, perdendo una delle sue principali funzioni (ossia la gestione e lo sviluppo del Paese) e cominciando a pensare solo ai propri interessi ed a gonfiarsi i privilegi. Attualmente Renzi (PD) esprime una ventata di novità, e non solo per la giovane età, ma perché rappresenta una mentalità libera e con spirito di iniziativa, fuori dai diktat piramidali del partito, e quindi fuori dalla cappa. Probabilmente è anche per questo che non è ben visto all’interno del suo partito, ma molto ben visto dagli elettori sia di centrodestra e sia della sinistra e del centrosinistra. Renzi è un esponente di quel dinamismo politico e di una mentalità ampia e costruttiva di cui abbiamo bisogno. Certamente (e fortunatamente) vi sono nel sottobosco anche altri esponenti di tale mentalità. Un’altra forza innovativa è espressa dal Movimento 5 Stelle di Grillo. In pochi anni è diventato una forza politica dirompente, e continua a crescere nel consenso. Un voto ed un movimento di protesta (ben giustificata).. Il consenso di Grillo affonda le sue radici nella cattiva gestione e nel cattivo comportamento della classe politica. Infatti se non ci fosse motivo (causa) di protestare e di evidenziare situazioni non ci sarebbe (l’effetto) della protesta. I maggiori alleati di Grillo sono stati i partiti stessi. Ma oltre al motivo di protesta politica il Movimento 5 Stelle propone dei cambiamenti e delle tematiche importanti di impostazione e di gestione politica. Il fatto che persone nuove, i cittadini stessi, che non parlano e che non pensano politichese, si mettano a fare politica, è un fatto importante ed interessante che azzera la distanza tra la politica e la popolazione. Per certi versi con il Movimento 5 Stelle di Grillo la popolazione si è riappropriata delle istituzioni. La volontà dei cittadini di una migliore gestione del Paese da parte della classe politica è evidente, e lo si evince dagli ultimi risultati elettorali, dalle elezioni amministrative di maggio 2012 alle recenti regionali in Sicilia di fine ottobre 2012, e dall’alta percentuale di astensionismo. È sperabile che questa volontà popolare che si esprime con un voto penalizzante per i partiti classici faccia cambiare mentalità al mondo della politica. Quindi Grillo può rappresentare una spinta positiva per la politica italiana, sia per alcune delle tematiche che propone e sia perché spinge inevitabilmente i partiti classici ad evolversi positivamente per recuperare terreno.

Angela Pensword 30/10/2012

sabato 27 ottobre 2012

Renzi Bersani e Vendola: dialoghi e monologhi

 Ma se Renzi costituisse una nave politica tutta propria, Bersani, Vendola, e altri esponenti del PD, continuerebbero con l’andare contro Renzi, come contro altri personaggi politici, solo per interesse di parte e continuando in un discorso distruttivo di come si è fatta politica fino ad ora? E che fine ha fatto quella maturità politica appena dimostrata nel periodo del governo tecnico sotto il quale i vari partiti e le varie frange hanno iniziato a dialogare e non solamente a rapportarsi in uno scontro distruttivo? Ci siamo scordati il clima di astio politico precedente al Governo tecnico? Maturità solo apparente probabilmente, dato che sotto al governo tecnico i partiti politici non avevano bisogno di demonizzarsi a vicenda per fagocitare il proprio elettorato ma anzi, al contrario, data la sfiducia dall’elettorato, il fallimento della politica, e la problematicità della crisi (ingestibile da un governo politico) dovevano dimostrare un senso di responsabilità nel sostenere il governo tecnico.
Renzi rappresenta una novità nel modo di pensare e di fare politica, ed è una novità non solo per i politici consolidati ma anche per gli elettori. I politici classici sono cresciuti, e ci hanno fatto crescere (forse è più corretto dire regredire) in un contesto di scontro distruttivo nel quale però gli accordi per aumentare i vantaggi alla casta politica si trovavano senza problemi. Uno scontro ottuso e distruttivo che ci ha portato, unitamente ad altri fattori negativi, nella situazione nella quale stiamo.
Renzi ha un visuale più ampia ed una maturità del fare politica che presuppone un buon lavorare comune per il bene del Paese.
19/10/2012  Angela Pensword