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martedì 16 aprile 2013

APPELLO DI GRILLO. Bersani se ci riflette bene ha la possibilità di coinvolgere M5S e PDL e di fare scacco matto alla empasse politica.


È di pochi minuti fa l’appello di Beppe Grillo a Bersani sulla elezione della giornalista Gabanelli al Quirinale. In tale appello Grillo invita ad appoggiare la candidatura della giornalista e poi … chissà … potrebbe essere l’inizio di una collaborazione.
La collaborazione è sperabile che ci sia, e tra tutte le forze politiche, nel cercare le soluzioni migliori per sollevare il Paese, altrimenti si va verso la distruzione. Chiusa questa parentesi, sulla proposta di Grillo vale la pena pensarci. La Gabanelli è per se stessa una bella figura, una professionista nel suo settore, ed una persona seria.
M5S si è sempre defilato da qualunque forma di collaborazione con i partiti. Riuscire a ricondurre M5S ad una forma di collaborazione, necessaria e costruttiva per l’Italia, sarebbe una cosa buona.
Attenzione però: Tale appello di Grillo a Bersani con prospettiva di una collaborazione potrebbe essere un tranello per mettere zizzania tra il PD ed il PDL, e recuperare una collaborazione con il PD che in caso di un accordo PD-PDL vedrebbe M5S messo da parte. Appoggiare per il Quirinale la candidatura proposta da M5S potrebbe fare indispettire il PDL che da tempo offre la propria collaborazione in cambio di un nome condiviso super partes per il Quirinale. Bersani non dovrebbe tendere a fare contenta solo una parte. Bersani dovrebbe tendere a fare un Governo che renda contente tutte le parti e che coinvolga tutti. Qualche scontento interno ad ogni parte ci sarà sempre, è inevitabile. Ma se Bersani riesce a coinvolgere tutte le parti attivamente nel Governo fa la cosa migliore per l’Italia.
È questa per Bersani la possibilità di fare quel quadruplo salto mortale con capriola ricadendo in piedi. Per arrivare in porta tale soluzione ha bisogno però anche del buon senso di Berlusconi.
Ecco la soluzione: Bersani attua un Governo di larghe intese con il PDL, e concede l’assegnazione di alcuni Ministri al centrodestra il quale, così facendo, sarebbe parte attiva del Governo. Il PDL dovrebbe appoggiare la candidatura della Gabanelli proposta da M5S. Il PD appoggia la proposta di M5S per il Quirinale.
Finalmente una Legislatura ed un Governo dove sono tutti contenti e dove, necessariamente dovranno tutti collaborare. Collaborare non solo perché c’è il Paese da sistemare, ma anche perché a quel punto chi dice da tempo (partiti e movimento) di volere fare il bene del Paese, di volere un cambiamento, e di essere pronto a collaborare, non avrà più scuse per non farlo, senza dimostrare in caso contrario che ciò che diceva prima erano solo bugie.
Bersani in questo modo potrebbe fare tutti contenti, e contemporaneamente tutti cornuti e mazziati. Avrebbe la Presidenza del Consiglio. Avrebbe dei ministri. Avrebbe voce in capitolo comunque sulla gestione del Paese. Farebbe partire la Legislatura con sommo piacere di noi cittadini, delle imprese, e dei mercati. Scaricherebbe la responsabilità della gestione del Paese anche sulle altre forze politiche. Scaricherebbe la responsabilità di smettere la collaborazione e di perdere la faccia anche alle altre forze politiche.
Ricercare la collaborazione all’interno di una Legislatura è giusto. È chi si sottrae alla collaborazione che sbaglia, con la conseguenza di perdere consenso nelle prossime elezioni.
Mi auguro quindi che Bersani, Berlusconi, Monti e Grillo, abbiano il buon senso di fare “mal comune mezzo gaudio” che nel caso specifico corrisponde ad un “ben comune tutto gaudio”.
Angela Pensword 16/04/2013 

lunedì 15 aprile 2013

Esclusione di Renzi dai grandi elettori della Toscana che contribuiranno a scegliere il Presidente della Repubblica. Riflessioni personali.


Certo che a Renzi hanno fatto proprio una porcata ad escluderlo dai grandi elettori della Toscana per la scelta del Presidente della Repubblica. Sembrava già scontata la sua presenza a Roma, anche per l’importanza del nome di Renzi a livello nazionale, ed invece è stato scalzato. È normale che ne sia rimasto deluso, e fa bene a non nasconderlo. Ed al riguardo ciò che doveva dire lo ha detto. Egli imputa il risultato che lo ha visto escluso ad una direttiva di Roma partita all’ultimo momento dai vertici del PD. Bersani nega di avere fatto o fatto fare alcuna telefona per dare tale direttiva. Quindi potrebbe essere stato veramente un caso ed un intoppo solo toscano, magari senza alcuna malizia, ma vorrebbe dire credere alle fiabe. Oppure, cosa che credo maggiormente (ma è solo una opinione personale), non è stato Bersani a dare tale direttiva ma qualcuno a lui ora molto vicino, che si sta preparando il terreno per un post Bersani nel caso lo scenario politico lo renda necessario, e che non vede di buon occhio né Renzi e né le idee di Renzi. Certamente una scissione non la vuole nessuno, neanche chi vede Renzi come il fumo negli occhi. Ma è troppo comodo, e parassitale, volere la tifoseria del cavallo tenendo a bada il cavallo. Una cosa è certa, quando si tiene un purosangue nella stalla la squadra non vince.
Angela Pensword 12/04/2013 

giovedì 28 marzo 2013

POLITICA: SONO TUTTI PAZZI! … E LA LEGISLATURA NON PARTE


I partiti politici sono tutti arroccati nelle loro posizioni, e tutti insieme, forze vecchie e nuove, andranno a sbattere contro un muro frantumandosi,  portando a sbattere anche l’Italia, ossia tutti noi.

M5S è blindato nelle sue posizioni di non appoggiare qualunque governo politico o partito politico precedente, indipendentemente dalle proposte avanzate da quest’ultimo per la formazione di un Governo.
Il PD rimane chiuso verso la proposta del Pdl di un Presidente della Repubblica moderato super partes, ed esclude la possibilità di ogni tipo di governissimo.
La Lista Monti è per se stessa troppo ancorata alle riforme europee.
Il PDL cerca di ottenere il più possibile dal risultato politico positivo che ha ottenuto.

PD. Se il Pdl si accontenta solo di scegliere un Presidente della Repubblica moderato super partes, di garanzia per tutti,  senza chiedere altro in cambio per dare la fiducia, la proposta del PDL è da prendere al volo. Una figura di Presidente della Repubblica con tali caratteristiche è una garanzia per tutti i partiti politici. Del resto sono proprio quelle le caratteristiche che un Presidente della Repubblica dovrebbe avere. E la splendida figura di Giorgio Napolitano, che tutti vorrebbero riconfermato, ne è stata l’espressione. Bersani, invece di dire “Sul Colle non tratto” dovrebbe dire “.Scegliamolo insieme un Presidente moderato”. L’ottusità al riguardo potrebbe essere il secondo errore di Bersani a livello di strategia politica. Riguardo al non volere formare un governassimo precostituito invece ha ragione. Non vi sono le condizioni e le intese sui punti in comune si possono trovare successivamente alla fiducia.    
PDL. Il Pdl vuole essere maggiormente ascoltato e rivendica un ruolo moderato per il Presidente della Repubblica. Il diritto ad avere un ruolo attivo nella gestione del governo successivamente alla fiducia lo dà al Pdl, come a M5S, il risultato stesso delle elezioni. Tale risultato è più simile ad un proporzionale che ad un maggioritario, e quindi tutte le forze politiche dovranno essere ascoltate nel governare il Paese.
La Lista Monti ha nel suo interno persone dotate di equilibrio e senso di responsabilità. Ora hanno la possibilità di dimostrarlo ulteriormente.   .   
M5S. L’atteggiamento ostruzionista del M5S ha un valore distruttivo. Stare fuori dai vecchi partiti ha un senso, ma stare fuori dalle istituzioni non ha senso. Ed impedire a priori la nascita di una legislatura vuole dire volere stare fuori dalle istituzioni. Se per distruggere i vecchi politici e la vecchia politica (obiettivo legittimo e condivisibile) Grillo arriva a distruggere anche le istituzioni e la possibilità di una Legislatura positiva e necessaria per l’Italia (modalità illegittima e discutibile), sbaglia,  a meno che ciò che si vuole non è il cambiamento ma il caos. M5S ha ragione nel dire che senza il movimento la classe politica vecchia non avrebbe iniziato a parlare di cambiamento e a modificare alcuni comportamenti consolidati. Come ha ragione nel dire che i grillini sono il risultato contro gli ultimi 20 anni di gestione politica. Anzi, io aggiungerei più anni fino ad arrivare a 40..Ma ora è il momento di fare. E si può fare se esiste una Legislatura al cui interno ci sia collaborazione. L’avere un atteggiamento troppo assolutista non permette alla Legislatura di partire, mentre M5S dovrebbe portare avanti le proprie iniziative e continuare a spronare i partiti nel proprio percorso di rinnovamento. L’atteggiamento assolutista di M5S, il quale in questa particolare situazione italiana di difficoltà e con questo risultato politico, vorrebbe solo un Governo M5S, non è un atteggiamento democratico.  E potrebbe portare M5S a perdere grande .parte del proprio elettorato. Escludere a priori di dare la fiducia ad un Governo politico che dimostri di avere la volontà di fare e con il quale si hanno dei punti in comune,  corrisponde a sbattere la porta in faccia a tutta l’Italia.  

Bisogna considerare anche la situazione nella quale versa oggi l’Italia . E l’Italia non si può permettere di non avere entro Pasqua un Governo che inizia a lavorare bene. Non è solo una questione di stabilità interna ed europea, ma le problematiche sociali ed economiche interne che necessitano di una immediata soluzione sono troppo importanti. Quando la classe politica  non è in grado di prendersi le proprie responsabilità e di governare, in una situazione di crisi economica e disagio sociale come quella attuale italiana, si verificano le condizioni per arrivare ad una guerra civile o ad una dittatura. 


Qui non si tratta di dare la fiducia incondizionata ad un Governo politico o ad un partito politico. Qui si tratta di dare a questa Legislatura la possibilità di partire. Poi sarà inevitabile governare insieme, anche perché non esiste una maggioranza schiacciante in un bipolarismo, ma tre forze politiche forti ed una un po’ più piccola. Questa Legislatura può essere veramente la possibilità per la Politica (intesa con la P maiuscola) di fare un Governo di dialogo costruttivo tra le varie parti politiche, impostato sulla maturità politica e fuori dalla prepotenza del bipolarismo. Ma senza la capacità di dialogo interno alla democrazia una politica italiana matura non è possibile

Chi non vota la fiducia, fa un attentato all’Italia ed al popolo italiano che si è espresso nelle votazioni premiando con tali proporzioni le rispettive forze politiche.
Speriamo che i partiti politici, tutti, ritrovino la ragione … o che la ragione ritrovi loro!
Angela Pensword 28/03/2013


lunedì 18 marzo 2013

BERSANI E ALFANO: UN RAGGIO DI LUCE


Nella giornata del 17/03/2013 il segretario PDL Angelino Alfano ha offerto a Bersani un’apertura sulla fiducia ad un Governo Bersani se il centrosinistra venisse incontro ad una candidatura al Quirinale per un esponente moderato. Bersani ha rifiutato nettamente tale possibilità. Penso che Bersani debba rinsavire ed accettare subito una proposta del genere. Bersani non ha i numeri per darsi la fiducia da solo, e certamente non avrà l’appoggio di M5S. Anche se in base al nuovo look politico Bersani non vuole dare adito a compromessi ed inciuci, il sistema richiede la fiducia al Governo nascente per fare partire la legislatura. Aspettarsi un appoggio per senso di responsabilità da parte del PDL senza niente in cambio non è probabile. Inoltre si potrebbe individuare una personalità moderata valida e super partes capace di ricoprire con competenza il ruolo al Quirinale. Se non accetta tale proposta, per di più anche ragionevole, penso sia probabile che Bersani e l’attuale legislatura embrionale si sfrangeranno insieme sullo scoglio.
Angela Pensword 17/03/2013


POLITICA: EMPASSE POST ELETTORALE


La situazione politica post elettorale è in una difficile situazione di empasse riguardo la formazione di un Governo e l’avvio della Legislatura. Tutti dicono che vogliono fare il bene per il Paese e migliorarlo dove è necessario con le riforme. Tutti dicono di essere democratici ed aperti a proposte valide. Tutti dicono di volere dialogare ma fanno finta di dialogare. Tutti invece rimangono arroccati nelle proprie posizioni e metodi. L’unica cosa che c’è da capire è che questa Legislatura deve partire, e subito. Cercando anche di farla funzionare. Se poi non funzionerà allora si tornerà alle urne, e si spera solo per motivi legittimi e non solo per puri interessi di convenienza di parte.
Vedrò di essere ancora più chiara: le alleanze non servono e sono vincolanti. Dato che ci sono diversi punti in comune tra le varie parti, e diverse cose necessarie da fare, iniziamo finalmente a dialogare costruttivamente ed a governare insieme tra le varie forze. Di questo ha bisogno il Paese. Poi di volta in volta ogni forza, ed ogni rappresentante, esprimerà la propria convinzione e voterà liberamente. Questa è democrazia. E questa è libera maggioranza che si forma di volta in volta. La politica continua ad essere incartata nella ricerca di alleanze rincorrendo le larghe intese. Ma il modo di fare le larghe intese è proprio quello di non fare alleanze od accordi a priori. Chi non dà la possibilità a questa Legislatura di partire e di lavorare serenamente fa un grande torto all’Italia ed alle istituzioni, e tradisce sul serio gli elettori che hanno dato la loro fiducia a persone che reputano (o reputavano) in grado di governare.
Angela Pensword 17/03/2013 

M5S: GLI ENIGMATICI ATTEGGIAMENTI DEL MOVIMENTO


Perché M5S non ha mai voluto trovar un accordo di Governo con il PD? E soprattutto perché in fase di votazione finale per eleggere il Presidente del Senato, una volta che il proprio candidato era stato eliminato, hanno deciso di votare scheda bianca? E il diktat su come votare ed il discorso di trasparenza delle votazioni come si possono intendere?
La risposta alla prima domanda è abbastanza semplice. Probabilmente si tratta di una scelta politica. Esattamente la stessa in base alla quale il pd non ha voluto trovare un accordo di Governo con il Pdl. Oppure c’è di più. Forse è un modo per scardinare il sistema direttamente ed a priori, senza provare nemmeno a governare ed a fare qualche cosa in questo momento difficile per il Paese. L’appello degli intellettuali avvenuto pochi giorni fa riguardo la ricerca di un dialogo più costruttivo per la formazione di un Governo dovrebbe far riflettere un po’. Ma mentre la scelta di non trovare accordi di Governo con le altre forze politiche si può anche capire, la scelta di boicottare a priori una persona valida solo perché non appartenente a M5S in fase di formazione di Legislatura non ha giustificazione.
In sede di elezione del Presidente del Senato, nel ballottaggio tra Piero Grasso e Schifani, M5S dà direttive di non appoggiare il candidato del PD e di fornire scheda bianca. Contrariamente alle direttive M5S alcuni senatori grillini hanno appoggiato la candidatura di Piero Grasso, per motivi validi e non trascurabili. Tale atteggiamento è stato bocciato da Grillo. Nel Blog Grillo accusa i disertori di avere tradito gli elettori e i dettami del movimento e parla della necessità di trasparenza sul voto. Ma tradito cosa? Un diktat dei vertici M5S o gli elettori? Non è che invece molti elettori si sentono traditi da un atteggiamento ottuso troppo ostruzionista?
Trasparenza sul voto? Il voto è segreto proprio per potere esprimere il proprio giudizio e parere in coscienza e serenità, e per evitare ritorsioni da parte di chi si arroga il diritto di decidere come gli altri devono votare. Il voto segreto è una tutela della libertà di espressione. Potrebbe essere sempre trasparente se il controllo arbitrario e la ritorsione non facessero parte dei difetti umani. Poiché non è così, il voto deve essere segreto. La trasparenza del voto può essere un modo negativo per controllare la scelta del voto. Questo non lo dico io, ma è risaputo, ed è per proprio per questo motivo che il voto nelle elezioni politiche è segreto, come lo è nelle istituzioni. Se poi qualche movimento o partito nel proprio interno si vuole fare le regole per conto proprio può fare quello che vuole. L’importante è votare sempre in coscienza ed in buona fede, ed avere la possibilità di farlo con tale serenità.
Cosa c’è di tanto terribile nell’avere votato una persona che si ritiene valida per l’incarico che andrà a ricoprire? Penso che lo spirito critico sia sempre importante, in qualunque settore ed in qualunque appartenenza. Rientra nella capacità di sapere usare la propria testa coscientemente e con giudizio. Non ci si può sentire sbagliati o colpevolizzati se si fa un qualcosa di lecito che si ritiene fortemente positivo (e che lo è effettivamente) ma contrario ad una direttiva che non si condivide. È una lesione della libertà umana. E nel caso della politica è un limite “di parte”. Il “limite di parte” è uno di quei difetti della politica che ci ha portato dove siamo ora.
Nel caso specifico, come ha detto lo stesso Crini, qualcuno ha votato secondo coscienza, e questo non può essere una colpa. Inoltre quando si dà mandato di rappresentanza a qualcuno gli si deve dare fiducia di giudizio ed autonomia, a meno che non le si reputi persone incapaci di intendere e di volere. C’è chi si fa trattare come una testa di legno, chi lo è veramente, e chi fa finta di esserlo.
Il discorso è questo: quando una persona è valida, dotata di spirito critico e buon senso, competente ed intelligente, ed obiettiva nel proporre e nell’ascoltare (si dice anche elasticità mentale), essa va appoggiata o votata anche se non appartiene al proprio partito o schieramento. Non si parlava di meritocrazia per scegliere meglio chi deve gestire il potere, il sociale, le istituzioni? Non si parlava di competenza? Ed ancora: Non è M5S che ha detto di essere contrario ad ogni accordo od alleanza precostituita ma favorevole alle idee che si condividono? E questo non vale anche per le persone?
O forse è la legislatura che non vogliono fare partire per tornare ad elezioni per prendere ancora più voti? Ma se continuano a fare muro distruttivo invece di costruire e di fare in modo che gli altri costruiscano bene sono poi sicuri di ottenere più voti? (Senza contare gli scenari che cambiano!) Per avere più voti gli elettori vanno aumentati, non vanno persi.
Se Grillo e Casaleggio non ammorbidiscono il loro atteggiamento democratico interno corrono il rischio non solo di perdere rappresentanti, ma di perdere elettori, soprattutto elettori moderati, e di rimanere solo con le frange estreme. Quindi Grillo dovrebbe chiarire quali sono veramente gli atteggiamenti interni del movimento, e soprattutto con che mentalità nuova il movimento si pone nella interazione tra le forze politiche. Ora come ora sembra un atteggiamento di blocco totale distruttivo, anche se ci dovessero essere serie intenzioni di dialogare costruttivamente da parte delle altre forze politiche. Ma è questa la strada giusta per il Paese in questo momento? E se venisse individuato un candidato al Quirinale estraneo alla politica e papabile per M5S, M5S lo voterà o darà direttive di comportarsi come per Grasso? E la coscienza individuale dei grillini eletti cosa farà nel caso? L’atteggiamento di non appoggiare un candidato valido che non appartiene al proprio partito rappresenta una delle più vecchie modalità ottuse di fare politica, contro le quali mi sembrava che M5S si opponeva. Evidentemente avevo capito male.
Nel M5S c’è molta brava gente che ha voglia di fare qualcosa di buono. In Sicilia ad esempio si è già ottenuto tanto. Sarebbe un peccato se tale energia venisse vanificata dai capi stessi di M5S. M5S ha avuto il grande merito, insieme alla crisi ed agli elettori che non hanno più votato i partiti classici, di costringere i partiti classici a fare una grande opera di rinnovamento di persone ed a mettere in discussione i propri atteggiamenti consolidati. Anche se c’è ancora molto da fare al riguardo. In pratica li ha costretti a migliorare per non perdere del tutto il potere e gli elettori. Ma M5S ora non deve fare l’errore della politica classica, che è rimasta per anni incastrata nei propri limiti di parte o nell’ostruzionismo, entrambi atteggiamenti distruttivi, come abbiamo visto, per l’Italia.
Se M5S ha delle proposte per migliorare il nostro Paese (e ce l’ha), a maggiore ragione deve fare partire questa legislatura, per poterle portare avanti. M5S in questa legislazione ha la possibilità di tenere i vari partiti sotto scacco, e di spingerli verso la prosecuzione di un rinnovamento. Ma se M5S non accetta il dialogo costruttivo in tale processo positivo, osteggiando a priori la legislatura, passa dalla parte del torto, e questo inevitabilmente gli si ritorcerà contro. Inoltre i cittadini hanno bisogno di vedere sul campo come si comportano le varie forze politiche ora in parte riformate, e le forze politiche nuove, in modo da potersi meglio regolare nelle prossime elezioni. La vecchia politica si combatte sul campo e governando, non impedendo alla politica di fare le sue belle e brutte figure.
Ci sono casi in cui bisogna fare squadra od essere di parte, ma non era questo il caso della ultima votazione al Senato. Avere preso la decisione di non appoggiare a priori un candidato alla presidenza del Senato anche nel caso lo si ritenesse una persona valida (indipendentemente se di centrosinistra o se di centrodestra) lo ritengo, da parte di M5S e di chi ragiona in tale modo (ossia tutti i partiti classici) un atto di ostruzionismo al sorgere della nuova Legislatura. Il semplice ostruzionismo è un atteggiamento retrogrado che un movimento innovatore come M5S non si può permettere. Delle volte essere troppo rigidi nei propri schemi è un limite. Certo è vero siamo umani, e per questo possiamo anche sbagliare nei nostri giudizi e nelle nostre valutazioni, e proprio per questo motivo spesso sbagliano anche i capi.
Angela Pensword 17/03/2013 

POLITICA: FUMATA BIANCA PER CAMERA E SENATO


La giornata del 16/03/2013 è stata produttiva per la prosecuzione dell’avvio della XVII Legislatura.
In mattinata è stata eletta Presidente della Camera con 327 voti Laura Boldrini, deputata di SEL, ex portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati Politici. Il nome di Laura Boldrini era stato indicato dallo schieramento di centrosinistra solo nelle ultime ore, nel tentativo di trovare una più ampia convergenza anche dalle altre forze. La convergenza non c’è stata, ma Laura Boldrini è stata eletta. Ciò è avvenuto abbastanza facilmente perché alla Camera lo schieramento di centrosinistra, schieramento vincente alle ultime politiche, ha la maggioranza assoluta.
Nel pomeriggio è stato eletto Presidente del Senato con 137 voti Piero Grasso, ex magistrato e procuratore antimafia, appartenente al PD, in contrapposizione nel ballottaggio al candidato del centrodestra Schifani. M5S e Scelta Civica Monti hanno optato la linea della scheda bianca.
Mercoledì inizieranno le consultazioni per la formazione del Governo. Speriamo che proceda tutto per il meglio e che questa Legislatura riesca a partire.
Angela Pensword 16/03/2013 

Fantapolitica su di un ipotetico scenario preelettorale


In questo caos post elettorale che senso avrebbe andare ad elezioni ora per avere un risultato uguale? È vero anche che prima di esse alcuni scenari potrebbero cambiare. Si potrebbe presentare Renzi il quale potrebbe neutralizzare una parte del PDL. Monti potrebbe decidere di non ripresentarsi avvantaggiando lo stesso Renzi Ma a questo punto che cosa si avrebbe? Una sinistra a sé, un PD mozzato, un M5S leggermente ridimensionato, un Renzi centrista, un PDL ridimensionato, ed una destra satellite? Se Renzi rimanesse nel PD (come ha intenzione di fare) avremmo un M5S a sinistra, un centrosinistra più forte, un PDL con il centrodestra probabilmente ridimensionato. Quindi ci sarebbero due blocchi grandi (M5S e centrosinistra) ed uno leggermente più piccolo (centrodestra). A meno che nel centrodestra non ci siano ulteriori spaccature, che però avrebbero il risultato di indebolirlo ulteriormente. Per chi vince le prossime politiche non conviene cambiare la attuale legge elettorale in quanto, soprattutto quando si è in due, chi vince si prende il premio di maggioranza ed ha più potere, ed offre più governabilità. Ma la legge elettorale si è dimostrata per quello che è (Porcellum). In attesa di una nuova Legge elettorale, e delle prossime elezioni politiche (che probabilmente saranno a breve), non ci resta che aspettare per vedere come le varie forze politiche e fazioni di esse si disporranno nella scacchiera della futura scena politica preelettorale.
Angela Pensword 13/03/2013 

La situazione politica italiana è sempre più complicata


13/03/2013.. La situazione italiana è sempre più complicata nel proprio quadro politico post elettorale. Dopo più di due settimane dal voto ancora non si sono trovati gli equilibri giusti per definire un governo. Intanto i mercati ci chiedono chiarezza, lo spread è risalito, e nei giorni scorsi l’agenzia di rating Fitch ha declassato l’Italia a BBB+ in un livello di investimento “lower medium grade” Ma a parte i mercati, è l’Italia per prima ad avere bisogno di un Governo che inizi a governare. Le decisioni da prendere per migliorare il nostro Paese sono molte, e le problematiche che si potrebbero presentare a breve al nostro Governo in ambito internazionale, in un periodo così caotico e carico di tensioni mondiali, potrebbero porsi a breve.
Lo stallo politico nel quale ci troviamo deriva dal risultato delle scorse elezioni. Tale risultato ha spezzato la rassicurante presenza del bipolarismo e pone le forze politiche in un terreno sul quale non sono abituate a camminare, anche per la nascita della Legislatura. L’espressione degli elettori alle scorse elezioni ha evidenziato tre grandi forze politiche: PD, PDL, M5S, ed una un po’ più piccola la Lista Civica di Monti. M5S non è disposto a nessuna forma di appoggio od accordo ad un governo politico. mentre dialogare è importante per la formazione di un governo. E come si comporterà il PDL? Il PD non ha voluto trovare un accordo per una maggioranza con il PDL ed ha deciso di andare avanti con un Governo di Minoranza ma non è detto che il PD ottenga la fiducia necessaria per iniziare la Legislatura. Si pone quindi il problema della fiducia al Governo nascente, passaggio fondamentale. Prima e dopo di ciò ci sono altri passaggi istituzionali da compiere. Bisogna individuare i Presidenti di Camera e Senato, il Presidente del Consiglio, ed individuare il nome per il Quirinale. Già, perché in tutto questo caos, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, figura cardine di buon senso ed equilibrio, sta arrivando a fine mandato. Speriamo che l’Italia non si trovi senza Governo e senza Presidente della Repubblica. Eventualità molto remota (ma non si sa mai).
Pare evidente che questa Legislatura dovrà essere caratterizzata da un Governo di larghe intese, e che queste intese si dovranno e si potranno formare di volta in volta. Questo non è tanto il modo per far partire il Governo, quanto il modo per farlo durare. Ma il mondo politico è pronto a tutto ciò? Probabilmente no. Del resto ogni sistema ha i propri limiti e difetti, ed i limiti ed i difetti di un bipolarismo mal gestito da entrambe le parti sono stati evidenti.
Angela Pensword 13/03/2013 

giovedì 7 marzo 2013

PD: DIFFICILE SITUAZIONE POST VOTO ED IPOTESI DI GOVERNO


Nella ricerca post voto di una formazione di governo il PD si deve confrontare con una scena politica inaspettata. Manca una maggioranza assoluta e la rassicurante presenza del bipolarismo. Sono presenti tre grandi forze, PD, PDL, M5S, ed una un po’ più piccola la Lista Civica di MONTI..Le forze politiche classiche cercano programmare una governabilità rincorrendo il recupero di una maggioranza. Il PDL vorrebbe trovare un accordo con il PD. Il PD non vuole avere niente a che fare con il PDL. M5S fa sapere che non è disposto a fare parte di alcun governissimo né ad appoggiare un nuovo governo tecnico. Ma è proprio necessaria formare una maggioranza per governare? In un sistema maggioritario bipolare sì. Solo che il risultato delle elezioni corrisponde ad un proporzionale. Quindi forse è il caso di cambiare prospettiva nella gestione di tale risultato senza volerlo riportare necessariamente ad un ottica bipolare con la ricerca di una maggioranza.
Se il PD facesse un governissimo con il Pdl sarebbe la fine definitiva del PD. Dovrebbe barattare il falso in bilancio con qualcos’altro nel gioco delle tre carte. Questo non sarebbe certo perdonato dai futuri non elettori. Nel proporre un governissimo al PD il PDL cerca forse più che di garantire una governabilità di garantire se stesso. E poi: se un governassimo presuppone la possibilità di andare d’accordo su determinati punti prestabiliti, allora che bisogno c’è di formare un governissimo? Basta esprimere il proprio consenso di volta in volta. quando si è d’accordo
L’eventualità di un accordo con il PDL è stata del tutto esclusa da Bersani nella giornata del 06 marzo dopo la riunione con i membri del direttivo PD. Bersani porterà avanti il proprio GOVERNO DI MINORANZA e sottoporrà per approvazione 8 punti iniziali di programma. Tale decisione non è stata presa bene dal Pdl ovviamente.
Penso che Bersani stia facendo la scelta giusta. Il centrosinistra come coalizione con candidato premier Bersani ha comunque vinto, anche se non ha ottenuto la maggioranza assoluta. Alcuni punti in comune vi sono con le altre parti politiche, quindi è possibile un dialogo e dei risultati su obiettivi comuni. Inoltre è ora che le parti politiche, PD compreso, imparino a dialogare ed a gestire un proporzionale senza la rassicurante presenza di un sistema bipolare.
Questa difficile situazione di governabilità probabilmente la può sbrogliare solo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Egli potrebbe indicare (ipotesi personale) Bersani come Presidente del Consiglio, e scegliere (eccezionalmente se non venissero individuati con il metodo classico) i futuri ministri tra una rosa di candidati presentati dalle quattro forze rappresentate in Parlamento, mettendo in moto un Parlamento ed un Governo che non vuole Partire. Dopo la responsabilità della riuscita e della durata di tale Governo sarà solo del Governo stesso e delle parti politiche. dopo l’eventuale fallimento delle parti politiche si potrà tornare a nuove elezioni legittimate. Che senso avrebbe tornare ad elezioni adesso con un probabile risultato uguale?
La cosa importante è che le forze politiche inizino a governare mettendo da parte i loro interessi personali e di parte, attuando prima di tornare alle elezioni quelle riforme prioritarie più volte indicate nei programmi  dei vari partiti e movimenti.
Ancora una considerazione. Quella parte del PD che non condivide la scelta di Bersani non è che in realtà ha paura del cambiamento e vede nell’eventuale governissimo con il PDL un modo per mantenere il proprio potere ed il proprio modo consolidato di fare politica? Forse, nel caso, e dico forse, M5S dovrebbe giudicare positivamente i punti di Bersani che condivide (come dovrebbero fare anche le altre forze politiche),  e fare in modo che questo governo parta.
Se Bersani riuscisse a formare il proprio governo sarebbe una vittoria per Bersani. E se poi il governo riuscisse a prendere il meglio delle idee delle forze politiche, e molte delle idee di M5S e ad attuarne le proposte e le visioni, sarebbe un bene per l’Italia.
Probabilmente, se per puro miracolo questo governo dovesse riuscire a partire ed a risultare valido, qualcuna delle forze politiche classiche, o parte di esse,  a breve lo vorrà fare cadere per puro interesse di mentalità giurassica. Allora spero che il risultato delle prossime elezioni sia ancora più divertente.
Angela Penword 07/03/2013 

domenica 3 marzo 2013

Riflessioni personali su reazioni post voto delle politiche classiche


Mi meraviglio di alcune espressioni politiche dei vecchi partiti i quali, nei confronti del risultato ottenuto da M5S nelle ultime elezioni, tendono a sminuire il valore politico dello stesso M5S. Si sentono delle espressioni come “tanto i grillini si sgonfieranno subito”, oppure “non hanno la professionalità e l’esperienza politica necessaria”. Forse tali affermazioni esprimono la speranza da parte di che le dice che esse siano vere. Questo è come la volpe all’uva, ed è la espressione di un normale processo mentale umano in base al quale un perdente trova giustificazione e speranza futura sminuendo il valore del vincitore, o trovandogli solo difetti. Guardare anche i pregi servirebbe ad aprire la propria visione mentale.
Angela Pensword 02/03/2013


sabato 2 marzo 2013

PD e altre forze politiche: accenno di governo


I primi abbozzi di dialogo parlamentare ipotizzano un PD che espone le proprie proposte ed attende le reazioni delle altre parti. Ciò è appunto un inizio di dialogo, che si può intendere in senso positivo. Ma rimanere poi arroccati nelle proprie idee senza approfondire un dialogo e proseguendo su diktat per far ricadere la eventuale colpa di un non dialogo sulle altre forze politiche sarebbe un comportamento sleale, ed un autogol. Il dialogo infatti presuppone un doppio o maggiore interloquire reciproco all’interno di un sereno confronto, ed è ciò che porta alla governabilità, cosa della quale l’Italia ha molto bisogno. Il popolo italiano ora ha bisogno che le varie forze politiche inizino a governare insieme, senza essere necessariamente d’accordo sulle iniziative, ma in un confronto leale, senza alleanze ipocrite. È un salto verso una mentalità politica civile alla quale forzatamente si sta arrivando, ed alla quale si dovrà arrivare se non si vuole soccombere sotto il peso di vecchie strutture politiche e mentali, di puri interessi di parte. Ciò che crea il limite di un sistema, è spesso il limite umano. 

Angela Pensword 02/03/2013 

martedì 26 febbraio 2013

RISULTATO ELEZIONI POLITICHE DI FEBBRAIO 2013


Il 25 febbraio 2013 si sono concluse le votazioni politiche per la prossima XVII legislatura. Il risultato che esce fuori dagli scrutini è in parte quello previsto ed in parte inaspettato.
Nel PDL Berlusconi ha fatto un vero miracolo. Con una campagna elettorale effervescente egli è riuscito a riesumare il Pdl dalla tomba.
Monti esce ridimensionato dalle urne, raggiungendo circa il 10% alla Camera e circa un 8% al Senato. Tale risultato dipende dal fatto che la Lista Civica di Monti sin da pochi giorni dopo la sua nascita non ha avuto il seguito sia politico e sia civile sperato. Monti inoltre risulta penalizzato come elettorato sia dalla politica recessiva delle tasse (senza entrare nel merito della necessità di attuarla) e sia da una campagna elettorale non particolarmente brillante. L’auspicio iniziale di formare un grande centro od un’alternativa politica che spezzasse il bipolarismo non è riuscito alla Lista Civica. Al contrario la creazione di una forte forza alternativa è riuscita al M5S. Casini (UDC) commentando le proiezioni (Tgcom24 ore 18.20) fa un bel discorso, equilibrato ed obiettivo, ed augura un buon lavoro al M5S a favore degli italiani.
Il PD con il centrosinistra non ottengono il risultato sperato, pur raggiungendo circa il 30% alla Camera ed il 31,64% al Senato. Le previsioni erano diverse, soprattutto poche settimane fa quando il Pdl era praticamente morto, e quindi quando anche all’interno di un bipolarismo non vi era in pratica un avversario. Il Pdl invece ha rimontato. In più M5S ha ottenuto un ottimo risultato. Il PD per voce di Alessandra Moretti (Tgcom24) ha evidenziato che su obiettivi comuni, come la riforma elettorale, è probabile trovare un punto di incontro con il M5S (buona notizia). Le attese sono state disattese. L’errore di Bersani è stato quello di bloccare Renzi e di non agevolarlo nella formazione di un proprio polo politico da far entrare poi nella coalizione di centrosinistra. Renzi avrebbe calamitato molti voti sia dal centrodestra e sia dal movimento di Grillo, avvantaggiando la coalizione di centrosinistra se ne avesse fatto parte. Ma avrebbe calamitato anche voti dal PD, e Renzi non è una persona gestibile (almeno penavo). Forse è apparsa più pericolosa la gestione di un Renzi autonomo che di un Pdl morto.
Lo scenario politico evidenzia una probabile ingovernabilità. Ma tale ingovernabilità potrebbe essere solo una scusa per non fare le riforme prioritarie necessarie, come la riduzione dei costi della politica, la riforma elettorale, una legge sul conflitto di interesse, e le importanti strategie di impostazione agricola ed energetica. Tali  dovrebbero esse punti comuni di tutti. Infatti tali punti sono stati propagandati da tutti i partiti in campagna elettorale, quindi non si vede il perché, anche se provenienti da forze diverse, tali obiettivi non vengano raggiunti. M5S ha già fatto sapere che i suoi rappresentanti parlamentari si auto ridurranno lo stipendio (come hanno già fatto in Sicilia). Non vi sono scuse quindi per il non raggiungimento di obiettivi migliorativi di gestione da parte delle altre parti politiche (che in passato hanno sempre trovato scuse per non attuarle).
Le forze politiche classiche si trovano a dovere interloquire con una nuova forza di espressione popolare. Tale forza metterà in discussione i classici equilibri consolidati di connivenza economica e finanziaria tra politica e società elettorale. E questo è senza dubbio un bene. Con il M5S la società comune si è riappropriata delle istituzioni. Un passo importante è stato fatto con l’ingresso in Parlamento. Ma ora viene la operatività parlamentare. Su questo scoglio i grillini dovranno dimostrare la loro bravura, dato che avranno a che fare con dei vecchi squali navigati. I prossimi mesi ci mostreranno l’operatività dei vari orientamenti politici parlamentari, e noi potremmo regolarci ulteriormente nelle prossime elezioni. I cittadini, infatti, siano comuni o già di parte, devono imparare dall’immediato futuro a seguire maggiormente la politica e l’operato dei rappresentati nel Parlamento. Questo è un cambiamento di mentalità che la crisi ci dovrebbe avere insegnato. (Delegare senza controllo è stata una fiducia mal riposta).
Durante le proiezioni Cicchitto del PDL ha affermato (Tgcom24 ore 19.35) che “il problema di Grillo è un problema grosso quanto una casa”. Non gli viene il dubbio che il problema siano gli altri, Pdl compreso? Partire già con un pregiudizio di problema non presuppone un buon inizio di dialogo, dialogo che è espressione di maturità politica e di democrazia, da parte di tutti.
M5S ha ottenuto un ottimo risultato e si attesta come primo partito in Italia. Raggiunge circa il 24% al Senato e circa il 25,50% alla Camera. Il commento a caldo di un giovane grillino neodeputato, durante le proiezioni, oltre alla soddisfazione evidenzia la possibilità e la volontà di un obiettivo dialogo con le altre forze politiche sugli obiettivi in comune, augurandosi lo stesso reciproco confronto. È molto bello anche il commento di Marta Grande (Tgcom24 ore 21.30) neodeputata M5S di 25 anni la quale ha evidenziato una maturità politica superiore rispetto alle attuali concezioni sulla questione della governabilità.
Il movimento di Ingroia Rivoluzione Civile non raggiunge la soglia di sbarramento E quindi non entrerà come rappresentanza in Parlamento. Nel commento al risultato Ingroia (Tgcom24) accusa la politica elettorale del centrosinistra, e come propria scusante evidenzia la giovane età del movimento.
Infine c’è da porsi una importante domanda:
Ma è la maggioranza assoluta che garantisce la governabilità? O potrebbe essere anche la capacità di dialogo tra le varie forze, espressione di maturità politica e di democrazia?. Personalmente penso che la maggioranza assoluta ed il bipolarismo rappresentino solo una prepotenza assoluta per come è stata gestita da entrambe le parti tra maggioranza ed opposizione, e che la vera espressione democratica della volontà popolare sia il proporzionale puro nel quale siano escluse le coalizioni precostituite e nel quale le alleanze si formino di volta in volta in base all’argomento della votazione. Questa è la vera democrazia. Ma la mentalità politica e civile non è abituata a tale maturità. Chissà che la classe politica non ci sorprenda in questa XVII legislatura, con buon senso e maturità, dimostrando governabilità anche senza bipolarismo.
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Angela Pensword 26/02/2013 

sabato 23 febbraio 2013

GIORNO DI SILENZIO PREELETTORALE


Ieri si è conclusa la campagna elettorale per le votazioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Oggi è il classico giorno di riposo preelettorale, di stop, nel quale non si può fare propaganda elettorale. Del resto ormai i giochi sono fatti, e non è in poche ore che possono cambiare le cose. Gli indecisi continueranno ad essere indecisi fino all’ultimo, probabilmente, passando mentalmente da un partito ad un altro, e forse considerando l’ipotesi di barrare tutta la scheda o di non andare proprio a votare. Chi era già deciso, a meno che non ha cambiato idea, continuerà ad esserlo. Anche se molte persone sono state recuperate nel corso delle precedenti settimane, ed hanno trovato un loro collocazione, la percentuale degli indecisi continua ad essere elevata, ed in base a come si distribuirà e frazionerà la loro preferenza si possono spostare un po’ gli equilibri ipotizzati.
Berlusconi ha fatto una campagna elettorale splendida, ed ha recuperato terreno nonostante il Pdl fosse in difficoltà.
Monti risulta ridimensionato nel consenso. In parte la ridiscesa in campo di Berlusconi che ha rosicchiato qualche elettore, in parte il messaggio di speranza che lancia Monti risulta difficile da capire e per molti difficile da conciliare con l’imposizione di tasse. Inoltre è penalizzato da una campagna elettorale non particolarmente brillante.   
Bersani è impeccabile. Solo bloccare Renzi è stato un errore, esattamente come è stato un errore non agevolarlo nel formare un proprio polo da unire all’interno del centrosinistra. La coalizione ne sarebbe stata rafforzata. Ma avrebbe significato forse perdere la premier-ship e forse perdere qualche altro alleato. La scesa in campo di Berlusconi e la salita in campo di Monti hanno cambiato la scena politica e gli equilibri dopo le primarie del centrosinistra. Anche se il centrosinistra ha lavorato bene in questi mesi, probabilmente non avrà la maggioranza sperata.   
Giannino ha fatto autogol da solo. Quindi, bisogna vedere se dopo l’affondamento di “Fare per fermare il declino” è rimasto qualcosa a galla del movimento. Ma probabilmente non una percentuale utile allo scopo.
Gli altri piccoli partiti e movimenti hanno fatto del loro meglio per esprimersi e conquistare consenso. Garantiti dalla par condicio, ma anche penalizzati dai riflettori sempre accesi sui partiti e movimenti maggiori. 
Grillo è strabordante. Probabilmente sarà lui la vera sorpresa annunciata di queste elezioni politiche del 2013. Egli prende i voti delle molte persone scontente della gestione politica della casta precedente, sia da destra, sia dal centro, e sia da sinistra, ed anche di molte persone che condividono la maggior parte delle sue denunce e soluzioni. Bisogna vedere e sperare nel post elezioni, nel caso che M5S avesse una percentuale utile nel dettare condizioni, che nell’insieme tale rappresentanza sia organica e propositiva nelle iniziative, armata di buon senso anche per ciò che riguarda i rapporti internazionali, e senza esponenti armati di astio e faziosità che vedono la loro nuova posizione come una rivalsa. Ne abbiamo avuta abbastanza di ottusa faziosità e di livore personale in passato. Ed è per questo che in un momento di cambiamento viene premiato il nuovo. .Non sono ammessi quindi gli stessi errori del passato.
Angela Pensword  23/02/2013 

domenica 17 febbraio 2013

QUADRO PREELETTORALE


Mancano pochi giorni al voto. Il quadro politico preelettorale può apparire un po’ confuso anche al miglior critico d’arte. Il visitatore (elettore) vi si ferma d’avanti e lo osserva per qualche minuto, forse con la mano sul mento come a cercare la soluzione. Vi sono colori forti e sfumature, diversi soggetti, case grandi e case piccole, poche linee in comune che talvolta uniscono case anche distanti tra loro. Non si sa se collocare il dipinto in ambito post classico o se in ambito post moderno. Forse è l’embrione di una nuova corrente pittorica. Una cosa è certa: ha del surreale, ma è anche realista. Racchiude in se molta energia. Le varie forze, i vari soggetti, le varie case, irrompono nel paesaggio con forza, in maniera disomogenea, talvolta con arroganza e talvolta con equilibrio. A modo loro, chi per un verso e chi per un altro, vorrebbero contribuire a formare un mondo migliore. Chi vede solo una casa come centro del quadro vede solo alcuni aspetti. Chi vede il quadro in una visione d'insieme riesce a scorgere le potenzialità di un discorso costruttivo. Il paesaggio anche se confuso risulta piacevole. Del resto nella normalità esiste la confusione.
L’unica incognita è … come sarà il quadro post elettorale? Le case sapranno rappresentare e gestire un paese anche se fatto di poche case e diverse tra loro o verrà rappresentato un terremoto? Solo dopo possiamo sapere se il dipinto è fatto da veri artisti, o da imbrattatele.
Angela Pensword 17/02/2013 

domenica 3 febbraio 2013

ELEZIONI. PROPOSTA SHOCK DI BERLUSCONI: ABOLIRE L’IMU E RESTITUIRE QUELLA DEL 2012

(Con notizie di questo genere non può che essere un divertimento scrivere articoli ... ).

Berlusconi in sede di campagna elettorale propone l’abolizione dell’imu e la restituzione di tale tassa relativamente al 2012. È una favola? Peggio! È fantascienza pura frutto di un pensiero appartenente ad un altro pianeta. Sarebbe certamente bello potere fare una cosa del genere, ma non senza avere prima fatto altre cose. All’interno di un programma (bisogna dire pure buono comprendente una seria riduzione dei costi della politica e del numero dei parlamentari), per recuperare le risorse necessarie a tale proposta sull'imu il Pdl prospetta due soluzioni congiunte: il recupero della evasione fiscale sui capitali occultati in Svizzera dai grandi evasori, e l’aumento delle accise sui giochi. Su questi punti bisogna fare delle considerazioni obiettive.
1)      Nei mesi scorsi la trattativa con la Svizzera è sempre andata avanti, ma è anche sempre caduta prima di raggiungere un’intesa. Cosa ci fa presumere che tale accordo si farà immediatamente?
2)      Il gioco dovrebbe essere contrastato in un Stato che si può definire civile, e non incentivato come invece sta accadendo da diversi anni a questa parte (siamo bombardati da lotterie, gratta e vinci, poker on-line, e company). È anche vero che le accise possono essere un deterrente perché aumentano il costo di un prodotto. Ma chi è assuefatto al gioco, e tale necessità viene ora assimilata ad una malattia, non viene certo dissuaso dalle accise. Inoltre in questo periodo di crisi la popolazione spesso si rifugia nel gioco sperando in un guadagno facile piovuto dall’alto. Insomma anche in questo caso sarebbero i più deboli a pagare. Le entrate derivanti dal gioco sono per lo Stato una sempre maggiore fonte di entrata dalla quale recuperare soldi male spesi da altre parti. È anche vero che è meglio tassare le attività voluttuarie come il gioco rispetto a beni primari.
3)      Servono modifiche di impostazione strutturale come la riduzione dei costi della politica e gli incentivi al lavoro tramite gli sgravi fiscali. Questi provvedimenti sono presenti all’interno del programma del Pdl, ed anche fortunatamente nel programma di altri partiti. La riduzione dei costi della politica dovrà avere carattere prioritario su tutte le altre iniziative del prossimo governo. Solo dopo si potrà fare tutto il resto (abolizione dell’imu compresa). Il fatto che i partiti abbiano avuto mesi per varare provvedimenti in tale senso e che non lo abbiano fatto non ci fa ben sperare per il futuro, promesse elettorali a parte. Del resto è difficile che un cavallo si voglia imbrigliare da solo. (Anche se nei mesi scorsi è stato trovato insperabilmente l’accordo per il dimezzamento del sovvenzionamento ai partiti).  
4)      In ambito europeo è importante che l’Italia continui a garantire il risanamento del bilancio e quella affidabilità necessaria alla stabilità della Europa stessa. Quindi la questione dei conti è importante. Ed è altrettanto importante stimolare il lavoro con lo sgravio fiscale, garantire e migliorare (bisognerebbe farlo) i servizi ai cittadini, e abbassare le altre tasse.  Come si può conciliare la restituzione dell’imu 2012 con le minori entrate dello Stato volte all’investimento?  
In una situazione politica come quella attuale nessuna forza politica avrà la maggioranza assoluta. Quindi saranno inevitabili alleanze successive e collaborazione. Collaborazione che non è comunque contraria all’essenza stessa di politica e di governo. Basta ricordare l’ostruzionismo distruttivo dei precedenti governi e l’astio a priori tra le parti finalizzato allo scontro di potere per capire quanto sia stato utilizzato male il concetto di democrazia. La democrazia non è solo la giusta possibilità di rappresentanza delle diverse parti, ma anche la capacità di dialogo fra di esse. Dialogo che presuppone una mentalità politica più elevata rispetto al passato. Mentalità di collaborazione alla quale dovremmo essere allenati dopo un anno di governo tecnico nel quale le parti non si scannavano ma erano costrette ad interagire all’interno di un dialogo finalizzato al bene del Pese. La probabile assenza di una maggioranza assoluta  potrebbe essere vista sotto un’ottica ottimistica e non come un fattore necessariamente destabilizzante. Anche il bipolarismo non è risultato gestibile. Il bipolarismo ha limiti e difetti: non è un sistema pienamente democratico, tende a creare vincoli di alleanze e ad appiattire le diversità internamente allo schieramento, porta inevitabilmente all’acutizzarsi dello scontro tra i due blocchi anche perché generalmente vi è la prepotenza di uno sull’altro e l’ostruzionismo dell’altro sull’uno, ed inoltre grazie al premio di maggioranza non è la espressione precisa proporzionale della volontà popolare. Tutto questo per garantire una governabilità per sopperire a delle deficienze umane. Se il bipolarismo ha fallito in passato è proprio per la mancanza di dialogo tra le parti.   
Bisogna fare un’altra considerazione: se i programmi di tutti i partiti sono buoni (diamolo per scontato) e tutti vogliono diminuire i costi della casta politica, diminuire il numero dei parlamentari e (perché no?) equiparare i loro stipendi a quelli dei loro colleghi europei, allora non ci dovrebbero essere problemi a  votare immediatamente provvedimenti in tale senso. O si troverà come scusa quella di non essere maggioranza?

Angela Pensword 03/02/2012  

giovedì 24 gennaio 2013

MONTI VERO STATISTA

Monti ha perfettamente ragione ad essere perplesso sulla futura capacità della classe politica precedente, che tutta insieme, destra sinistra est ovest sud nord è stata d'accordo nel non fare niente, bloccata nel proprio immobilismo di diritti e privilegi, poltrone assicurate, teste di legno, interessi personali e scontri di parte senza un discorso costruttivo, tanti marinai che "finché la barca va" la lasciavano andare senza darle una direzione futura lungimirante portandola di fatto in alto mare ed alla deriva. Solo ora i partiti si iniziano a dare una raddrizzata, a porsi delle domande ed a fare nel proprio interno dei miglioramenti (un effetto positivo della crisi). Ma è un'altra mentalità che ci vuole nella classe politica: non una mentalità da politici ma da statisti. E forse Monti è uno (forse l’unico) dei pochi statisti presenti oggi sul mercato.
Angela Pensword 20/01/2013

SICILIA: I GRILLINI ELETTI CONTINUANO LA LORO OPERA

Dopo essersi ridotto lo stipendio ad euro 2.500 decurtando il 70% dell’importo totale i grillini eletti nella Assemblea Regionale Siciliana continuano la loro opera di denuncia di costumi ed usanze della consolidata classe politica siciliana. Questa volta il caso riguarda la presunta assenza (o meglio la presenza virtuale testimoniata solo dai tesserini) di alcuni deputati siciliani. Non sono mancate subito le polemiche e le  ipotesi di giustificazione. Alcune assenze sono legittimamente giustificare dai lavori nei gruppi. Sta avvenendo quindi nei confronti della consolidata classe politica siciliana da parte dei grillini una pungolatura continua su forme ed abitudini. Indipendentemente dalle giuste o sbagliate motivazioni e giustificazioni del caso specifico, ogni cosa (di lecito) che serva a migliorare usi e costumi eventualmente non consoni ad una appropriata gestione politica ben venga, con beneficio di tutti. (Fonte ed approfondimento: Blogsicilia Palermo del 22/01/2013 Grillini come grande fratello Cordero protesta in aula    e La Repubblica Palermo del 18/01/2013 I grillini denunciano i “pianisti” all’Ars Ardizzone: pronto a tagliare la diaria  . 
Angela Pensword 24/01/2013    

SICILIA: I GRILLINI SI RIDUCONO LO STIPENDIO A 2.500 EURO

In Sicilia i grillini hanno fatto una cosa grande. Appena eletti nella Assemblea Regionale Siciliana si sono autoridotti ilo stipendio ad euro 2.500 più i rimborsi spesa. Il restante importo, circa il 70%, come da loro indicato verrà messo in un fondo con la finalità di sovvenzionare il microcredito alle piccole imprese.
La riduzione del proprio stipendio è un gesto di immagine che ha un grande valore simbolico soprattutto in un momento di crisi nel quale i costi della politica continuano a non essere ridotti, e soprattutto in Sicilia che riguardo ai costi della politica ha un primato negativo. Tale gesto dovrebbe essere una spinta alle altre forze politiche, almeno siciliane, a porre in atto nuove norme migliorative (nuovi stipendi in ribasso) sui costi della politica. Ma ovviamente tale gesto dei grillini rimarrà un urlo nel deserto. (fonte Repubblica Palermo). (Per approfondimento segnalo l'articolo su Repubblica Palermo del 09/01/2013 
Palermo il Restitution Day dei deputati grillini in 15 riconsegnano il 70% dello stipendio  ).

Angela Pensword 09/01/2013


PROPOSITI ELETTORALI

In questo periodo i politici sono tutti santi ed armati di buone intenzioni. Vogliono ridurre i costi della politica, collaborare, ed abbassare le tasse (senza domandarsi però il perché è stato necessario metterle).
Relativamente alla crisi, in questa campagna elettorale, c’è chi parla di complotto, chi incolpa la moneta unica, chi la situazione internazionale, chi le banche. Ma nessuno che fa “mia culpa” oppure che ammetta di “avere fatto inevitabilmente parte di un sistema politico bloccato nei suoi limiti, nei suoi riti di connivenze, di mazzette, di interessi personali e di parte. Un sistema basato su se stesso che si è assuefatto a se stesso, staccandosi dalla realtà sociale, dal presente e dal futuro, creando quella distanza (contraria all’essenza stessa della politica) tra politica e società. Un sistema politico dove si aveva la sicurezza della poltrona se ci si comportava come le altre teste di legno, e nel quale troppo spesso ci si è scordati delle parole: collaborazione, etica, società, dialogo, rispetto, lungimiranza …..”. Insomma, la colpa è sempre degli altri, come al solito.
Neanche collettivamente se ne vuole prendere una parte della responsabilità. E le impostazioni di strategie politiche economiche energetiche ed agricole degli ultimi 20e 30 anni chi le ha fatte (anzi è meglio dire non fatte)? Sempre loro, sempre gli stessi. Incastrati nella lotta tra destra e sinistra e limitati nella propria miopia riguardo le visioni sulle strategie nazionali. È vero che la crisi è internazionale e ci sarebbe stata comunque, ma se l’Italia fosse stata più forte e sana l’avrebbe affrontata certamente meglio. Ed ora? Il fatto è che i politici classici dovrebbero andare tutti a casa!
19/01/2013 Angela Pensword